03/05/2012
PARMA-INTER 3-1
MENO DUE
Dai ragazzi, l'ultimo sforzo. Due partite ed è finita. No, non lo dico ai ragazzi intesi loro, i ragazzi, massì sono ragazzi, quelli là, loro, i nostri giocatori. No, intendo noi. Noi, noi qui, e io tra di voi. E' quasi finita, due partite e ci riposeremo. Non dovremo più esaltarci a targhe alterne, sognare la domenica e deprimerci il mercoledì, rottamare i vecchi ed esaltare i giovani, o esaltare i vecchi e rottamare i giovani, esonerare e assumere allenatori, cambiare moduli, propensioni, filosofie. Basta così. Non ci siamo annoiati, ecco. Ma un po' sbalestrati lo siamo. Necessitiamo di un reset. E se non giocheremo di martedì o di mercoledì, e magari nemmeno di giovedì, leggeremo qualche bel libro e andremo un po' di più al cinema. La vita è una cosa meravigliosa. Ormai c'è bisogno di una classifica che a un certo punto si fermi e ci dia una traccia, anzi, tracci un solco. Ripartiremo da lì, dalla posizione che occuperemo tra dieci giorni. Ecco: dieci giorni e poi basta, ci riposeremo, e guarderemo Branca sul televideo.
Strama dice che non bastano tre minuti per giudicare l'Inter. E' vero. Così come non era oro colato quello che abbiamo visto nell'ultimo mese, e nemmeno nei mesi precedenti. Al netto di quegli orribili tre minuti, in cui Davide con un colpetto d'anca ha rubato la palla a Golia (24 centimetri e 28 chili di differenza, santiddio), non siamo stati poi nemmeno così invedibili, e abbiamo creato anche un buon numero di palle gol, e abbiamo provato a riparare le nostre malefatte. Sono le tre pere che piuttosto mi pesano sullo stomaco come una peperonata. Tre, numero perfetto, che perfeziona la somma totale: 50 reti subiti, cinquanta, 25 in casa e 25 in trasferta, ora tutto torna, che perfezione, che precisione. Solo Lecce, Novara e Palermo hanno fatto peggio di noi in casa. Per non dire delle 13 sconfitte, tredici, anche questo è un bel numero. La disastrosissima Fiorentina di Delio The Mervellous Rossi ne ha perse 14, per dire.
E adesso c'è il derby, che per il nostro sogno di terzo posto ormai vorrà dire poco o nulla, mentre vorrà dire un casino per il campionato grazie a quel fenomeno di Buffon. Non ho più la forza di occuparmi seriamente di Forlan, Pazzini, Zarate, palombo, Alvarez e Ranocchia. Fino a domenica sera mi voglio tramortire di pensieri sconci sul derby, voglio vedere facce atterrite di milanisti e juventini, voglio ricevere profferte di vittorie o di scansamose, voglio trascorrere quattro giorni di pura leggerezza. Se Giovinco ruba palla di forza a Lucio, forse noi possiamo ancora arrivare terzi, il Cagliari può battere la Juve e Berlusconi può darmi 4000 euro a settimana così, perchè gli sto simpatico.
30/04/2012
INTER-CESENA 2-1
THAT'S INCREDIBLE
Nel giorno in cui i pianeti (intesi come Inter, Napoli, Udinese e Lazio) si riallineano, mi piace sottolineare un po' di cose. A cominciare dal fatto che il nostro campionato è ben strano se celebriamo con larghi sorrisi una vittoria in casa con il Cesena retrocesso. E infatti basta informarsi un po' per vedere che - sì, un campionato strano, diciamo così - la nostra classifica ci pone a 22 punti dal primo posto, e i nostri gol subiti sono 47 (6 più della Fiorentina, per dire), e la nostra differenza reti dopo 35 giornate è +5 (la Juve +44, per dire), e la casella delle sconfitte dice sempre 12. Numeri iperbolici, iperbolicamente negativi. Ma siamo terzi, e adesso ce la dobbiamo giocare.
La sera del 25 marzo (un mese fa) (che sembra almeno un anno fa), dopo Juve-Inter e prima del benservito a Ranieri, l'Inter era ottava in classifica con 10 punti di distacco dalla Lazio, 7 dal Napoli e dall'Udinese, 3 dalla Roma e 1 dal Catania che ci aveva testè superato. In 6 giornate con Stramaccioni, 4 vinte e due pareggiate, abbiamo recuperato 10 punti alla Lazio, 9 al Catania e 7 a Napoli, Roma e Udinese. Tutto questo, ribadisco, con 4 vinte e due pari. Vuol dire che le altre si sono fermate. Cazzi loro, intendiamoci. Bene, tutto questo ora ci esonera dal fare i soliti giochini (se solo avessimo i 6 punti con il Novara ecc. ecc.) e ci impone di giocarcela, e basta. Giocarcela.
Il calendario sembrava quasi impossibile, ma cammin facendo potrebbe essersi ammorbidito. Andare mercoledì a Parma con la squadra in bilico era un conto, ma adesso il Parma è salvissimo e con la pancia piena, e magari non la giocano con il coltello tra i denti. L'ultima, a Roma con la Lazio (dio mio, l'ultima giornata a Roma con la Lazio, roba da toccarsi i coglioni per mesi), potrebbe non essere più decisiva per la Lazio, che ormai sembra aver mollato. Certo, in mezzo c'è il derby, che potrebbe essere la partita più dolorosa di una vita. Se la perdi, finisce lì. Se la pareggi, forse non serve a una sega. Se la vinci, consegni lo scudo a quell'altra squadra antipatica come un dingo attaccato allo scroto e che non riesco nemmeno a nominare. Ma questo è il calcio, bellezza. Cioè: una bella merda. Non sempre, ma qualche volta sì.
(nella foto: atti di nonnismo)
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08/01/2012
INTER-PARMA 5-0
SCIAMBAGN
Meglio tardissimo che mai. Alla fine le partite liberatorie che teorizzavo e mi/ci auguravo sempre più disperatamente sono arrivate. 9 gol in 2 partite è un bell'andare, soprattutto pensando che nelle precedenti 15 ne avevamo fatti 18. Si è chiuso con il Parma il ciclo di otto partite in cui bisognava far più punti possibile prima di giocare il derby, e ne abbiamo vinte 7 per un totale di 21 punti. Guardando alla prima fase della stagione, è un bottino strabiliante. In assoluto, è un buon bottino. Forse, addirittura, un bottino minimo. In questo mini-ciclo abbiamo affrontato sei delle ultime otto della classifica, battendole. Più il Genoa in crisi esistenziale, e fanno sette. Insomma, sette vittorie con sette squadracce. L'ottava era l'Udinese e ci abbiamo perso, come negli altri scontri diretti-vip. E' stata, quella con l'Udinese, l'ultima Inter "vorrei ma non posso". Adesso la musica è cambiata. E non conta averne messi 4 al Lecce e 5 al Parma, perché in effetti sono solo seghe. Conta - e lo sappiamo bene - aver visto questa squadra finalmente correre, sorridere, ritrovare il piacere di stare in undici su un prato con l'obiettivo precipuo di metterlo in culo agli altri undici. Per questo aspettavo le partite liberatorie, perché è in quelle che - al di là dell'avversario e del contesto - ritrovi certe sensazioni, cambi umore e quindi il passo. Stanotte si può brindare non tanto per le cinque pere in sè e per sè (con questo Parma, ben servito, forse ne avrei messo uno anch'io), ma perché con la Lazio hai riagganciato il treno nobile della classifica, perché la squadra nel suo complesso ha miracolosamente ritrovato la forma, perché Milito sembrava quel giocatore che temevamo ormai perduto, perchè persino Moviolone Alvarez ha un suo perché.
Era importante arrivare in un certo modo al derby. E non era questione di distacco numerico (quello, purtroppo, dopo i disastri di settembre e ottobre non poteva essere che imponente, tanto più che il Milan non ha lasciato quasi nulla per strada). Era il distacco tecnico, psicologico, sostanziale a preoccupare. Ecco, il gap è abbastanza colmato. Loro saranno otto punti avanti (forza Atalanta, peraltro) ma noi non siamo più così lontani. Tutto depone contro di noi, a cominciare dal nostro score negli scontri diretti (zero). Però possiamo giocarcela. Ecco, questa frase due mesi fa l'avrei detta come battuta. Adesso è una dichiarazione d'intenti.
17/04/2011
PARMA-INTER
SENZA SCUDO
Beh, dopo 5 anni è dura prendere il forbicino e iniziare a tagliare il filo stando attenti a non bucare la casacca. Tic, tic, tic... cominciamo a togliere un'altra delle duecento coccarde che adornano la nostra maglia, la storica pazzesca maglia della stagione 2010/2011, dove non c'era più posto per nulla. Lo scudetto è la coccarda più difficile da staccare, sentimentalmente dico. Ormai sembrava un tutt'uno con la nostra divisa sociale, e la maglia del prossimo anno - il pensiero già mi commuove - ci apparirà come bucata sul petto. Prima o poi doveva finire - non prima di avere sperato fino all'inverosimile, com'era doveroso - e che la festa finisca nell'anno successivo alla Grande Abbuffata è normale, come direbbe Totti. E' normale.
E' normale, ma non c'eravamo più abituati a fare spallucce e a dire: basta, finito, stop. E quindi adesso fa un po' male. E' passato un mese da Bayern-Inter e, da quella folle notte, non abbiamo più avuto nulla da dire. E' stata un'impresa che ci ha svuotato, l'ultimo clamoroso colpo di coda della Grande Inter II: da allora quattro sconfitte su sei partite (loffie anche le due vittorie con Lecce e Chievo) e la palpabile impressione di una squadra in disarmo. Prima fisico e poi - mi riferisco alle ultime due partite, Schalke e Parma - anche mentale. Tutte partite che abbiamo giocato a spicchi, a percentuali. Un terzo, un quarto decorosamente, poi puff!, spariti, sciolti. Finita la Champions, ora finisce anche il campionato con 5 giornate di anticipo. Scoccia lasciarlo a un Milan che l'anno scorso ci saremmo bevuti come una Sprite. Quest'anno invece gli abbiamo lasciato due derby su due, oltre al continuo privilegio di poter rimediare a un sacco di cazzate. Quindi, muti.
Finisce un po' in vacca. Giocatori puniti, gente morta, altra che non corre e non rincorre, nelle 5 partite di aprile 5 gol fatti e 12 subiti, manco fossimo il Bari. Questo non salvare le apparenze mi scoccia un po', ma credo che le situazioni estreme siano anche chanches importanti per prendere decisioni. Cinque partite di campionato e due di Coppa Italia ci serviranno per contarci in vista dell'anno prossimo. L'anno sabbatico è retroattivo: non sarà il prossimo, è stato questo. Quindi bando ai dubbi e agli equivoci, a ripartire pensiamoci già da stanotte. Chi c'è c'è, chi non c'è lo dica in tempo utile.
16/04/2011
PARMA-INTER 2-0
22:44 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (60) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, parma | OKNOtizie |
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02/10/2010
PARMA-MILAN 0-1
23:12 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (263) | Segnala | Tag: calcio, milan, parma, berlusconi | OKNOtizie |
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10/02/2010
PARMA-INTER
31/01/2010
PARMA-INTER
CONGELATI
(voce da cumenda, al bar)
"No, cioè, fammi capire, siamo nel Tremila e non c'è un cazzo di sistema per spalare una tribuna. No, perchè poi se la prendono tutti con il Berlusconi. Viene giù un centimetro di neve, si bloccano gli scambi, si chiudono gli aeroporti, si rinviano le partite. Si rin-vi-a-no le par-ti-te. Nel Tremila. Cioè, fammi capire, figurati se non c'è un modo per sciogliere la neve mentre cade, uè, siamo nel Tremila, l'è no Haiti".
E' la lobby degli sciatori.
"Bravo, è la lobby degli sciatori. Cioè, siamo nel Tremila e la gente si mette in coda per sciare. Ma vaffanculo. Dammene un altro, va'. Il Tremila, puah".
15/10/2009
L'ANTIPATICO
CARO MARCELLO
Caro Marcello,
ce n'è già un altro che dal pulpito televisivo ci fracassa i coglioni facendo capire che ha ragione lui e che degli altri - noi - non gliene frega una cippa. Tra l'altro, quello là lo ha eletto il popolo. Tu, manco quello. Quindi: calma.
Se vuoi, al limite, potresti spiegarci in base a quale elemento (disturbi della personalità, soglia del dolore patologicamente elevata, impotentia coeundi) uno spettatore medio presente ieri sera allo stadio di Parma avrebbe dovuto applaudire a gran voce e sostenere spassionatamente una squadra che stava facendo cagare e stava perdendo 2-0 in casa con Cipro (non Brasile o Argentina: Cipro). Anche dal tifoso medio di una squadra di club è una cosa che puoi pretendere in circostanze abbastanza straordinarie. Per dire: se l'Inter gioca bene, ce la mette tutta e perde 0-2 in una partita di cartello, stai sicuro che io dal gradone o dal divano la sostengo fin che si può. Ma se l'Inter gioca senza palle e perde 0-2 in casa con la Reggina, penso che un vaffanculo scappi anche a me (anche più di uno).
Il coro su Cassano, vabbe', lo devi mettere in conto se gli undici in campo in quel momento sono tutti peggio del peggior Cassano. Il coro "Andate a lavorare" lo devi mettere in conto, caro Marcellino, se undici multimilionari stanno perdendo contro Cipro (non Spagna o Germania: Cipro). Sul "Lippi Lippi vaffanculo" invece dovresti fare un esamuccio di coscienza: non mi ricordo di aver sentito un Trap Trap vaffanculo, e nemmeno un Donadoni Donadoni vaffanculo. Forse sei antipatico, fai cose antipatiche, schieri squadre antipatiche in base a presupposti antipatici. La mia è solo una congettura, si intende.
Quanto alla rimonta (non contro Olanda o Francia: contro Cipro), se per vedervi muovere le chiappe ci vuole uno stadio intero che vi manda affanculo, sappi che in Sudafrica per motivi logistici la claque sarà un po' meno pasciuta.
Cordialmente
Sectuàr
13/09/2009
INTER-PARMA
MARIO'O
Nel paragone molto omogeneo con il Bari di Inter-Bari, il Parma è stato giusto un po' più bello da vedere, ma a conti fatti ha combinato molto meno. Il magazziniere potrebbe far lavare a secco la maglia e i guanti di Julio Cesar, e gli spaventi presi dai difensori sono nella norma di una partita di serie A Tim (non possiamo pretendere di giocare contro nessuno). Il fatto poi che il più spaventoso del Parma sia ancora nostro, almeno per metà, non è poi così male. D'accordo che il calciomercato si trasforma in una specie di palude, dove diventa difficile disfarsi dei giocatori e dei loro contratti, ma non sarebbe bello avere in rosa un Biabany (che è nostro e ha una vita davanti) al posto di un Suazo, per dire?
Questo cazzo di calendario calcistico ci ha oggi concesso la quarta partita ufficiale dell'Inter in quaranta giorni (e ora ce ne darà duemila in due mesi e mezzo), e trattandosi dell'inizio di stagione quaranta giorni sono un'eternità. Da Pechino a Inter-Parma, i nostri prodi ci hanno regalato un derby multiorgasmico e tre partite da incazzatura latente, dove si è giocato maluccio, si è comunque creato un casino e si è concretizzato un decimo (e si è devoluta la Supercoppetta, don't forget). Tre partite equamente ripartite tra una vittoria, un pari e una sconfitta. Ora vorrei capire se l'incazzatura latente (compresa quella del Mou, che oggi in panca sembrava una checca isterica) dipende più dal fatto che non siamo ancora quelli che dovremmo essere, o dal fatto che concretizziamo poco del moltissimo che creiamo, cosa che induce all'ansia e al rischio perenne. Queste due considerazioni (che in parte comprendono anche il derby, almeno per i primi 20-25 minuti) mi sembra si attaglino parfettamente alle due metà di gara: nella prima, facciamo abbastanza cagare; nella seconda, facciamo abbastanza cagare ma creando le condizioni di una prevalenza territoriale di un sostanziale arrembaggio che, a seconda della fortuna e della mira dei nostri attaccanti, potrebbe portarci ovunque (e anche da nessuna parte, come opzione non residuale).
Proseguendo nel paragone Bari-Parma, Mourinho ha cambiato la partita mettendo Balotelli. Sottolineo: l'ha cambiata, del tutto. Era successo col Bari, peraltro invano, ed è successo oggi. In maniera quasi clamorosa: a chi critica il Supermario consiglierei di rivedersi i primi 4 minuti del secondo tempo, 240 secondi, una specie di bigino del "come ti rivolto la partita", ivi compreso un gol sbagliato. In partite come queste (e ce ne toccherà un'altra decina almeno in casa, e temo anche qualcuna in trasferta) Balotelli diventa il vero grimaldello. Oltre a rappresentare un modo in più per fare arrivare palloni decenti ai due là davanti, due che - beati noi - la mettono, uh se la mettono. Poi vabbe', ha la testa istoriata, fa il ganassa e sbaglia gol clamorosi, ma oggi sul 2-0 e a pochi minuti dalla fine il ganassa forse l'avrei fatto anch'io. Who cares? Riguardatevi quei quattro minuti e poi ne riparliamo.
Giocheremo con il Barcellona la quinta partita ufficiale della stagione, con un paio di infortunati che non ci volevano e con una squadra ancora in pieno divenire. Peraltro, anche il Barça (mi dicono) con il Getafe faceva abbastanza cagare, prima che Ibra e Messi (anche loro hanno una coppia non male) risolvessero la questione. Il Mou si troverà davanti a un bel dilemma, che poi è la questione centrale dell'Inter di questi tempi: Balotelli in panca è un insulto alla ragione, Balotelli in campo (con Eto'o e Milito, e contro certi avversari) è un azzardo senza pari. Però tenere fuori uno così, accidenti, fa davvero girare i coglioni.



















