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24/06/2009

VACANZE

TU CHIAMALE (SE VUOI) PREPARAZIONI

da inter.it

MILANO - La vittoria del 17° scudetto è l'attualità, la felicità dei tifosi, ma il lavoro dell'Inter in vista della prossima stagione prosegue senza soste. Dopo il viaggio di José Mourinho in Cina per la ricognizione a Pechino e l l'ufficializzazione di data e luogo della Supercoppa Italiana  (sabato 8 agosto alle ore 20 locali, presso lo stadio Olimpico Bird's Nest di Pechino), primo impegno ufficiale della stagione 2009-2010 nel quale i nerazzurri affronteranno la Lazio.

Tutto è già pronto per un futuro che vuole essere ancora vincente. La squadra si ritroverà al centro sportivo "Angelo Moratti" di Appiano Gentile venerdì 10 luglio 2009, con primo allenamento nel pomeriggio. Si replica il giorno dopo in mattinata (sabato 11 luglio 2009), ma non saranno presenti tutti i calciatori, alcuni infatti si aggregheranno direttamente a Los Angeles, dove l'Inter scenderà in campo per la prima volta il 13 luglio. La partenza del gruppo dall'Italia è fissata, infatti, per domenica 12 luglio.

A Los Angeles, nei primi tre giorni, sono programmati due allenamenti al giorno. Giovedì 16 luglio, invece, è in scaletta la prima amichevole dell'estate 2009: contro una selezione locale (ore 16) e si giocherà nel centro sportivo dell'UCLA che ospiterà il lavoro della squadra di Mourinho. Ancora allenamenti venerdì 17 e sabato 18, mentre il 19 luglio i Campioni d'Italia si trasferiranno a Palo Alto per affrontare i messicani del Club America (inizio gara ore 16 locali). Terzo appuntamento in campo a Pasadena, martedì 21 luglio, contro il Chelsea: ore 20 locali. Quindi trasferimento a Boston, con 4 giorni d'allenamento (e 6 sedute complessive) prima del derby d'esportazione con il Milan, in programma domenica 26 luglio (calcio d'inizio ore 17 locali).

Dopo il rientro in Italia, gli allenamenti ad Appiano Gentile riprenderanno mercoledì 29 luglio: a seguire la partenza per il Principato di Monaco dove, il 30 luglio, per il Trofeo Pirelli-Sky, in serata l'Inter affronterà il Monaco (orario ancora da stabilire). Al rientro, dopo un giorno d'allenamento (31 luglio nel pomeriggio) al centro sportivo "Angelo Moratti", 48 ore di riposo e quindi, lunedì 3 agosto 2009, la partenza della Cina dove sarà preparata la finale della Supercoppa Italiana Tim contro la Lazio di sabato 8 agosto.

Al rientro in Italia, la preparazione continuerà ad Appiano Gentile con l'avvicinamento progressivo all'inizio del nuovo campionato, con il primo turno della Serie A Tim 2009-2010 in programma nel weekend del 22 e 23 agosto '09.

TRADUZIONE DI SETTORE

Cioè, cari tifosi, il programma in breve è questo: partiamo il 13 luglio e torniamo un mesetto dopo. America, Cina, persino il Principato di Monaco. E quando saremo tutti ad Appiano, la preparazione continuerà con l'avvicinamento progressivo all'inizio del campionato, in programma due o tre giorni dopo. Naturalmente a febbraio, come al solito, saremo belli cotti. Del resto non si può avere tutto: Ibra e Maicon, il campionato e la Champions, la botte piena e la moglie ubriaca. Non cominciate a rompere i coglioni come al solito.

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25/08/2008

PECHINO DAY AFTER

BENE, BRAVI, BLEAH

La Cina fu quarta nel medagliere ad Atlanta '96, terza a Sidney 2000 e seconda ad Atene 2004 (32 ori, mica pizza e fichi): era ovvio che un paese in costante crescita e con un miliardo e 300 milioni di abitanti avrebbe fatto fruttare esponenzialmente il suo ruolo di organizzatore delle Olimpiadi, un po' per peso politico e un po' per avere preparato con  grande dispiego di mezzi il quadriennio olimpico. La Cina si è presa 37 medaglie in più di quattro anni fa, di cui 19 ori (che sono diventati 51). A chi le ha prese? Non agli Stati Uniti, che hanno conquistato addirittura 8 podi in più rispetto ad Atene. La Russia sì che ha pagato pegno: venti medaglie in meno e una prima settimana da tragedia (ci ha messo sei giorni per superarci nel medagliere). E pure il Giappone (12 in meno) e Cuba (24 medaglie ma solo due ori, sei in meno rispetto ad Atene e nove rispetto a Sidney). E la Germania, zitta zitta, nonostante l'interecessione papale, perde ormai 10 medaglie a Olimpiade (65 ad Atlanta, 41 a Pechino). Sono andate male anche la Romania, la Svezia (zero ori, ne prese 4 a Sidney) e poi, a pioggia, un po' tutti hanno pagato pegno. Anche perchè è esplosa la Corea (13 ori), la Giamaica ha dominato l'atletica e, soprattutto, c'è stato l'exploit degli inglesi.

Alle Olimpiadi di Atlanta, 12 anni fa, la Gran Bretagna conquistò (si fa per dire) 1 oro, 8 argenti, 6 bronzi. 15 medaglie in tutto, una miseria. Ma, soprattutto, un solo oro, roba da seppellirsi per la vergogna. Ecco: invece di seppellirsi, gli inglesi hanno raddoppiato le medaglie a Sidney (28, con 11 ori) e ad Atene (30, con 9 ori), per arrivare alle 47 fottute medaglie di Pechino, con 19 ori, quarto posto nel medagliere davanti alla Germania e all'Australia che se l'erano sempre pappata senza problemi. Il disastro di Atlanta sarà anche stato esagerato, ma va detto che questi coglionazzi degli inglesi hanno programmato bene la loro resurrezione e arriveranno di slancio alle loro Olimpiadi, quelle di Londra 2012, dove prevedibilmente faranno anche meglio. Tutto questo rinunciando di fatto agli sport di squadra (sfortunatamente per loro cricket e rugby non sono sport olimpici, nel resto fanno cagare) ma costruendosi qualche orticello in cui raccogliere a piene mani. Tipo il ciclismo su pista (12 medaglie, di cui 7 ori, praticamente un quarto del bottino complessivo).

Noi possiamo giusto vantarci di aver tenuto dietro Francia e Spagna (purchè se magna), perdendo ancora qualche medaglietta per strada e, con straordinaria regolarità, un posto nel medagliere (sesti ad Atlanti, settimi a Sidney, ottavi ad Atene, noni a Pechino). A noi la Cina non ha preso nulla, se non nella ginnastica (furti clamorosi, ma di medaglie meno pregiate). Quindi è tutta farina del nostro sacco. Non vergogniamoci nei nosti orticelli (se gli inglesi hanno il ciclismo su pista noi abbiamo la scherma), ma preoccupiamoci del quadro complessivo che è inquietante. Abbiamo un oro in più, ma 12 medaglie in meno della Francia, che oltretutto le ha conquistate in 18 discipline diverse (noi solo in 13). Abbiamo i medagliati più vecchi del mondo (Idem, Rebellin, D'Aniello, Pellielo, Sensini più qualche schermidore sono over 35) e c'è arrivata qualche medaglia random (judo, lotta greco-romana, taekwondo). Abbiamo fallito negli sport di squadra come forse mai era successo. Abbiamo anche 16 medaglie del cazzo (quarti posti), ma come si sa non contano. Le due medaglie dell'atletica, la specialità regina, sono venute dalla strada e dalla specialità più di nicchia. In pista abbiamo fatto schifo: miglior risultato il settimo posto nel lancio del martello femminile e il 12° e ultimo posto nella finale dei 1500 maschili. Il ct della Nazionale ha ammesso: i ragazzi sono arrivati alle Olimpiadi tutti fuori forma. Minchia! La squadra di atletica è arrivata alle Olimpiadi fuori forma? Ma scusate, per cosa si stavano preparando? Pensavano che le Olimpiadi fossero nel 2009? Alla fine di ogni manifestazione si parla sempre di anno zero dello sport in Italia, ma poi ci si consola con il buono che è arrivato e si considera che - bene o male - non rimarremo mai con le pezze al culo. Ma se ci capitasse un'Olimpiade come quella Gran Bretagna ad Atlanta saremmo capaci si risollevarci come hanno fatto loro?

Un'ultima cosa: non sapevo che il presidente della Federazione internazionale ginnastica artistica (Figa) fosse un italiano. Anche quando siamo nella stanza dei bottoni non contiamo una sega: non possiamo nemmeno trovare un colpevole degli scippi (una vergogna pazzesca) ai danni di Coppolino e della squadra di ritmica. Vedere un presidente del Coni e un presidente di federazione internazionale che si insultano in perfetto italiano è stato uno spettacolo - come direbbe Moratti - simpatico.

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23/08/2008

PECHINO DAY 15 - IDEM

DON'T CRY FOR ME ARGENTO

646043355.jpgJosefa Idem è un mito anche per la serenità, perché perdere una medaglia d'oro a 43 anni per un nonnulla e non incazzarsi, come dire, mi sembra complessivamente una bella impresa. Quattro millesimi, equivalenti a un centimetro e quattro millimetri: com'è che nella canoa (che non è la Formula 1, il motomondiale e nemmeno l'inseguimento su pista) si calcolano anche i millesimi, boh, è un mistero che qualcuno mi deve spiegare. Sarebbe stato più bello dare un oro ex-aequo (o ex-acqueo, trattandosi di canoa), perchè nell'acqua vallo a capire se sei un centimetro avanti o indietro: l'acqua è acqua, cazzo, si muove, ondeggia, fluttua, guizza. Maddai, mettono delle boe tutte sbirole per segnare l'arrivo e poi fanno questione di millesimi. Che stronzata. Comunque viva la Idem. E abbasso Russo, il pugile. Anche lui argento, ma con premesse diverse. E' da due settimane che fa il bullo. Anche ieri: "Finora è stato il torneo delle noccioline, domani si vince l'oro". Mi va anche bene, Clemente, che fai lo sborone (è nel dna della gente che si prende a pugni). Ma l'altro, il siberiano, aveva una faccia più truce e saltellava di meno. Prima ripresa 0-0: avete ballato la rumba, e vabbe'. Ma provare a tirare qualche cartella in faccia al russo? Poi il pallottoliere si è messo a segnare solo i colpi dell'altro, e un motivo ci sarà stato. Spero che la lezione serva a Cammarelle: meno gas, meno tattica, più cartoni sul muso. Ma stanotte c'è la mia specialità: la maratona. Quella olimpica è stranissima: siamo abituati ai muri di folla, alle migliaia di partenti per le grandi maratone e invece ai Giochi, ovviamente, ci sono solo i top runner selezionati dai rispettivi paesi. Un centinaio di persone. Tutti lì accalcati sulla riga di partenza. Intorno, un vuoto irreale. Sembra una delle gare Fidal che faccio io la domenica, quando ci si presenta in 100-150 (donne comprese) e ti guardi intorno e li conosci quasi tutti. Quando manca qualcuno ti preoccupi? "Uè, il Mario dov'è, si è fatto male?" "No, è alla cresima del nipote". Poi si parte. Qualche volta c'è la pistola, qualche volta c'è un giudice rauco che grida "via". Io sono sempre in fondo, un po' perchè non voglio essere calpestato da quei folli che vanno a 3 e 30 al chilometro, un po' perchè mi piace rimontare. Me la gioco con quelli scarsi come me, do tutto e la prendo bassa nel contempo (un'acrobazia concettuale), respiro la campagna, taglio il traguardo e mi sento vivo. Terzultimo, quartultimo quando va bene, ma molto vivo.

22/08/2008

PECHINO DAY 14 - SCHWAZER

ALEX IL DRASTICO

1629596683.jpgIl podista etiopo-padano Settoreh, battendo lo scorso aprile il proprio record personale di mezza maratona (km. 21,097) e scendendo per la prima volta sotto il muro dei cento minuti (1h 39' e rotti), correva (sottolineo: correva) alla media di 4' 43" al chilometro, sprintando negli ultimi 7-800 metri per essere sicuro di infrangere il muro e, nel mentre, avendo alcune apparizioni mistiche tra le quali San Giovanni decollato, Dorando Pietri, Emil Zatopek, Moana Pozzi e Jimmy il Fenomeno. Il marciatore altoatesino Alex Schwazer, vincendo questa notte la medaglia nei 50 km. in 3h 37' 09", marciava (sottolineo: marciava, cioè con un piede sempre a terra e il ginocchio bloccato eccetera) alla media di 4' 21" al chilometro. Al di là delle più superficiali considerazioni (Settoreh è una pippa, Schwazer un campione olimpico), questa cosa mi fa particolarmente impressione. A vederli ciondolare in quel modo un po' buffo e anacronistico (da decenni c'è qualcuno che propone di eliminare la marcia, ma poi si soprassiede) (secondo me, finchè c'è il dressage può esserci qualsiasi cosa alle Olimpiadi), uno può avere l'impressione che vadano piano. E invece col cazzo. Io a 4' 10"-4' 20" faccio le ripetute: questo vuol dire che se oggi avessi gareggiato - io correndo e lui marciando - con Schwazer, dopo tre o quattro chilometri avrei perso contatto e probabilmente non sarei svenuto soltanto per evitare che a un energumeno cinese potesse mai venire in mente di farmi la respirazione bocca a bocca. L'arrivo di Schwazer (fidanzato di Karolina Kostner: altri punti guadagnati) è stato emozionante, ma la partenza l'avete vista? Dopo 50 metri era primo e dopo mezzo giro di pista aveva già un vantaggio di qualche metro sul gruppo. Mai vista una cosa del genere. E così, dopo aver assistito alla prima mezz'ora di gara, mi sono addormentato sereno già sapendo che l'avrei ritrovato la mattina come primo titolo del televideo. E poi, scusate, un altoatesino molto tetesco che canta l'inno di Mameli e si commuove merita una standing ovation: viva lo sport, viva la fratellanza dei popoli, viva il podismo generalizzato, viva l'Inter, abbasso il Milan.

p.s.: Juve merda.

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21/08/2008

PECHINO DAY 13 - BRAGAGNA E MONETTI

CAINO E ABELE

L'impalamento era un antico metodo di messa a morte di una persona tramite tortura, consistente nell'infilzare il condannato con un palo di legno, per poi sollevarlo in posizione verticale fissando il palo nel terreno. Affinché entrasse con facilità nel corpo del condannato, la punta veniva spalmata di olio o miele, il punto di entrata poteva essere l'ano, la vagina oppure una parte bassa dell'addome, il punto di uscita poteva essere la bocca o una scapola. Se non venivano lesi organi vitali, il supplizio poteva protrarsi per molti giorni, prima della morte.

L'incaprettamento (con riferimento al modo tradizionale di tenere l'animale immobilizzato) consiste invece nel legare mani e piedi di una persona dietro la schiena con una corda che passa anche intorno al collo così da provocare una morte per autostrangolamento o per rottura della giugulare.

1557692963.jpgEcco. Se trovano Franco Bragagna impalato con un giavellotto, è chiaro che è stato Attilio Monetti. E se trovano Monetti legato incaprettato con un martello (in bocca, per velocizzare il soffocamento, un po' di fogli con statistiche e precedenti), è chiaro che è stato Bragagna. Quei due si odiano. Le lunghe telecronache dell'atletica sono diventate imbarazzanti. Mi aspetto sempre che da un momento all'altro Bragagna tolga la parola (come fa sistematicamente) a Monetti, ma con qualche formula umiliante del tipo: "Lasciami parlare, imbecille" oppure "Cazzo, ti avevo detto di pulire la scrivania". Oppure sono sempre lì sul chi vive ad attendere il precipitare degli eventi, con Bragagna che interrompe Monetti e Monetti che estrae un mitra e uccide tutti: Bragagna (sparandogli anche nelle palle in segno di spregio) e poi Tilli, Bellino, Elisabetta Caporale ("Attilio, no! Non sparare! Please don't shot! Caramba no despara!  S’il vous plaît..." ta-ta-ta-ta-ta-ta), Petrucci, Amedeo Goria, il professor Dalmonte, Jacopo Volpi e Liu Xiang che passava di lì per caso.

E pensare che anni fa sembravano fatti l'uno per l'altro. L'esuberante Bragagna e l'uomo d'ordine Monetti, il guascone Bragagna e il ragionier Monetti. Chissà come mai si sono complicate le cose. Oggi sono come Al Bano e Romina nell'ultimo periodo del loro matrimonio: sono costretti a fare coppia ma si ammazzerebbero volentieri a mani nude. Pare che le prime precauzioni siano già state prese: una volta dormivano in camera doppia (in occasione di una Coppa del Mondo, per un errore del receptionist, addirittura in un letto matrimoniale), oggi i loro alberghi sono distanti chilometri. Prima di un meeting di Zurigo nel borsone di Bragagna era stato trovato dell'arsenico ("Ho il terrore dei topi"), in quello di Monetti della cicuta ("Sto studiando le statistiche all-time secondo il metodo socratico") e una commissione congiunta Fidal-Rai aveva deciso di metterli a distanza di sicurezza. Nel frattempo sono state proposte ai due giornalisti alcune soluzioni alternative: a Monetti è stato proposto il taekwondo, il softball e il pentathlon moderno, ma lui ha rifiutato dicendo che non c'erano abbastanza numeri da commentare. Bragagna invece non ha gradito la promozione a vicedirettore di RaiSport con il contestuale trasferimento alla vela ("No, cazzo, la classe Tornado è una palla pazzesca"). Nei mesi scorsi pare che il Coni abbia tentato dei riavvicinare le parti con l'aiuto di Elisabetta Caporale, che però ha rifiutato ("No, nein, niet, fuck you") di recarsi in guepierre nella stanza di Monetti per convincerlo a stringere la mano a Bragagna.

Oggi il copione è ormai ampiamente consolidato. Bragagna parla a raffica, Monetti interviene con ottimo tempismo nei rari momenti di pausa ma vene presto zittito con scuse puerili o pura arroganza. La grandezza di Monetti sta nel fatto che viene interrotto ma poi, alla prima occasione utile, riprende esattamente dal punto in cui si era fermato. Bragagna dopo un po' non trova più grande soddisfazione in questo giochetto sado-maso con Monetti, e negli ultimi giorni - pur mostrandosi più malleabile nei loro confronti - sta cominciando a prendersela anche con i due commentatori tecnici - uno non bastava per Bragagna, tenendo conto che c'è anche Monetti -, Tilli e Bellino, cui dà la parola per poi contraddirli a stretto giro. In questi casi - cioè nei momenti di para-dialogo tra Bragagna e i commentatori -, Monetti ne approfitta per andare in bagno oppure si macera dentro e si prepara al successivo intervento, che non deve contenere meno di quindici cifre e dodici raffronti (sa benissimo, in questo modo, di fare innervosire Bragagna).

Pare che tre giorni fa Bragagna, Tilli e Monetti siano andati a pranzo alla pizzeria "Bel Tibet" di Pechino.

cameriere: cosa volele da mangiale?

Tilli e Monetti (quasi in coro): dunque, io prenderei...

Bragagna: allora, io una quattro stagioni, Tilli una napoletana e Monetti una marinara, Da bere: io e Tilli due birre medie e Monetti un bicchiere di acqua del rubinetto, e alla fine ci porti tre caffè, a Monetti decaffeinato.

Tilli e Monetti (in coro): ma veramente...

cameriere: glazie.

Bragagna: senta, non per metterle fretta, ma poi dobbiamo andare a fare la telecronaca. Dica al pizzaiolo di sbrigarsi. Tre ricevute separate, grazie.

Monetti: era da Los Angeles 1984 che uno stesso atleta non riusciva a centrare la doppietta nei 100 e 200 metri. In quelle Olimpiadi fu Carl Lewis, il Figlio del vento, che...

cameriere: plego?

Monetti: no, niente.

Tilli: ahò, ma avete visto Bbbolte?

Monetti: era da 108 anni che la Giamaicaaaahia!

Bragagna (conficcando una forchetta nella mano di Monetti): oh, scusa Attilio!

Monetti: di nulla... non vinceva cinque medaglie d'oro nell'atletica.

Bragagna: eccerto, 108 anni fa la Giamaica chissà dov'era.

Tilli: ahò, me fate mori' voi due.

Bragagna: stai zitto, coglione. Ma 'sta pizza quando arriva? Cinesi del cazzo.

PECHINO DAY 12 - PHELPS E BOLT

LA VELOCITA' DEGLI EVENTI

No, niente: pensavo a Phelps. Voglio dire: uno si fa un mazzo così per quattro anni, arriva alle Olimpiadi, dichiara di voler vincere otto medaglie d'oro per infrangere il record di Spitz e il mondo intero lo sostiene eccitato e sbalordito, si rifà un mazzo tanto tra una gara e l'altra, ce la fa, viene portato in trionfo e definito uno dei migliori atleti di sempre eccetera eccetera, e poi spunta un bulletto giamaicano che fa i balletti in pista e mangia il pollo fritto nei ritagli di tempo, vince due ori battendo due record mondiali e puff!, altro giro altro mito, le Olimpiadi hanno già trovato un altro uomo-copertina, il mondo ha trovato un altro "atleta migliore di sempre" e vai così. Cazzo, e Phelps? Sarà seduto sul divano e guarderà la tv mangiando frittate di sei uova e angurie intere, e quando tornerà in piscina ad allenarsi dovrà mettersi i braccioli.

1176137284.JPGL'Italia intanto sta riprendendo fiato grazie alle discipline acquatiche. Romero ha preso un bronzo nella vela e la Sensini si è presa la quarta medaglia in quattro Olimpiadi, iddio la benedica. Disciplina acquatica anche quella di stanotte, la 20 km. di marcia sotto il diluvio, con la Rigaudo terza in assetto variabile. Peccato invece per il quarto posto di Cleri nei 10 km. di nuoto, un'altra delle specialità folli che vie via vengono ammesse ai Giochi. Ha vinto un olandese che sette anni fa aveva la leucemia, ed è davvero un  mezzo miracolo. E ha vinto anche grazie al fatto che i primi due si sono messi a fare sportellate e lui, lemme lemme, li ha superati all'ultimo giro. Il nostro Cleri ha ammesso: "Ho preso un sacco di botte, a un certo punto mi sono fermato e ho tirato qualche calcio anch'io". Ma che sport è? Fai 10 chilometri di nuoto in mare e ti becchi pure i calci? Cos'è, nuoto fiorentino? E' come se io, quando faccio una maratona, mi fermassi per fare una rissa con qualche podista antipatico. Non che sia impossibile (quando ti fregano il bicchierino al rifornimento faresti anche di peggio). Ma è l'impegno fisico a essere sbalorditivo. Ci vuole forza a tirare una sberla dopo una quarantina di chilometri, figurarsi a tirare un calcio dopo un'ora e mezza che nuoti come un ossesso. Comunque questa cosa in prospettiva mi piace. Dopo il triathlon potrebbe farsi strada il neo-duathlon: nuoto e lotta greco-romana. Il regolamento è piuttosto semplice: parte la gara di nuoto in mare (sono ammesse le gomitate e le prese classiche) sui 3 chilometri. Alla fine si esce a coppie e si cerca di schienarsi a vicenda andando verso la linea del traguarso posta e duecento metri dalla battigia. Il numero dei concorrenti deve essere rigorosamente pari, sennò l'ultimo  esce e passeggia fino allo striscione facendo finta di niente. Un altro italiano, intanto, sta facendo notizia a Pechino. E' un bagarino, l'hanno arrestato. Il bagarinaggio è un po' come la scherma: siamo forti da sempre.

20/08/2008

200 BOLT

TUTTI IN PIEDI

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Tipregotipregotiprego, fai che non sia dopato. Da domani prendo quello che prende lui: crocchette di pollo anche a colazione.

PECHINO DAY 11

LA QUESTIONE DELLA MOLLETTINA

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Quando la perfezione delle code di cavallo e la coerenza isometrica tra fiocchettini e mollettine sfocia in una dimensione da sala trucco, allora i casi sono due: o vinci la medaglia d'oro - e allora una nazione intera, maschi compresi, girerà con fiocchettini e mollettine (i maschi al pisello) - oppure ti esporrai al tragico dubbio. Che è sempre il solito: non è che i servizi fotografici, le interviste, le comparsate tv, gli spot pubblicitari, i soldi - insomma, lo showbiz - ti distraggono per sempre dalla retta via? L'unica atleta da copertina che in questi Giuochi ha giustificato il suo divismo è stata la Pellegrini. Antipatica, quasi molesta nel suo voler essere personaggio a tutti i costi, tra esegesi del tatuaggio e baci a bordo vasca, torna a casa con una medaglia d'oro - la più importante della spedizione italiana - e un record del mondo: quindi ha ragione lei, che ci ha dimostrato che si può fare il personaggio e intanto farsi il culo in vasca e arrivare al massimo risultato. La Granbassi - non ne potevo più di quei cazzo di servizi fotografici sulla Granbassi - torna con due bronzi, missione più che compiuta. Anche Montano - pensavamo ormai che fosse un gagà o un toro da monta - si è dimostrato ancora in possesso dello status di atleta e il suo bronzetto lo può mostrare con orgoglio, così come il prefisso di Livorno. Gli altri invece no. Troppi reality (passati o futuri), troppe foto, troppe dichiarazioni a vuoto, troppe promesse. Cassina avrà rimpianto di aver fatto il ballerino in tv, Magnini aveva in mente la Ventura e sembrava in stand-by mentre gli altri gli passavano davanti, Howe spero tragga giovamento dall'epocale figura da coglione che si fa ad infortunarsi in una gara inutile a due mesi scarsi dall'Olimpiadi. E poi, appunto, le ragazze della pallavolo. Pensavo che fossero contente - elettrizzate, eccitate - di avere gli occhi addosso: fiocchettini, mollettine, tatoo e bei culi. Macchè: mentre le vedevo cadere a pezzi sotto le battute al salto di una tracagnotta americana, e sciogliersi nel momento esatto in cui dovevano vincere la partita, pensavo a Petrucci che diceva che la Cina ha vinto troppi ori e che quindi tutti sono delusi dalle rispettive spedizioni. Ma questo oro non ce l'hanno fottuto le cinesi: è stato un autogol, un'autoschiacciata sui piedi. Il bilancio italiano ogni giorno diventa meno trionfale: invece di fare gli sboroni ad libitum, potevano dirci che la seconda settimana sarebbero stati cazzi.

19/08/2008

PECHINO DAY 10

 LUCA BINDI (*) INTERVISTA SETTORE   
   (*) QUELLO DELLA SCHERMA    

- Settore...   

Dica.  

- L'Italia è ferma a sei ori ma il settimo è il suo.   

Scusi?  

- Il Corriere, la Rodotà.  

Ah, sì.  

- Dietro c'è tanta sofferenza.  

Mah, veramente mi sento abbastanza bene. Vabbe', a parte le maniglie dell'amore che...  

- Anni di sacrificio.  

Oddio... beh, certo, ho sacrificato qualche mezz'ora davanti al pc e....  

- Una dura preparazione.  

In italiano sono sempre andato bene e...  

- Ma una grande soddisfazione.

Sì, certo. A parte che hanno sbagliato il nick e il mio webmaster ha dovuto autotaroccarlo per...  

- A chi lo dedica?

Cosa?

- L'oro.

Ma quale oro?

- Il Corriere, la Rodotà.

Ah, sì. Lo dedico a me stesso.

- Sua madre, suo padre...

No, a me.

- ...un fratello, una sorella...

No, a me.

- ...i nonni, gli zii, i cugini...

No, a me.

- ...un vicino di casa che soffre, un amico fraterno.

Va bene, mi arrendo. Lo dedico a un amico fraterno. Senta, mi scade il disco orario e...

- In Italia c'è gente che soffre. Se la sente di mandare un messaggio?

Di che tipo?

- Alla gente che soffre.

Ma a che titolo, scusi?

- L'oro. Un messaggio positivo.

Ma che cazzo gli dico alla gente che soffre?

- Anni di sacrificio.

Senta, non mi sono sacrificato per una cippa di minchia.

- A chi lo dedica?

A tua sorella.

- C'è gente che soffre.

Oh, ma c'hai la fissa, eh?

- Che sofferenza.   

Ma stai bene?

- Scusi, ma mi sta pestando un piede da cinque minuti.  

Cazzo, ma non potevi dirlo prima?

- La sofferenza.  

Adesso passa.

- Un messaggio.  

Viva lo sport, viva l'Inter, abbasso il Milan, Juve merda.

- Grazie.  

Si figuri. 

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17/08/2008

PECHINO DAY 9

IL MARCIO IN DANIMARCA

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C'è qualcosa che non mi entusiasma nell'epica impresa di Phelps, che il mondo celebra con doverosa enfasi. Forse è colpa degli altri, più che di Phelps. Gli altri che fanno cose leggendarie e poi si scopre l'arcano. Siccome è successo un tot di volte, non mi fido più e non mi ribalto più sulle poltrone (a parte per Bolt). Comunque otto ori in una sola Olimpiade sono una cosa pazzesca. Pensate al casino che fanno quelli di RaiSport per una sola medaglia: ecco, moltiplicate per otto. Inquietante, no? Di Phelps, a parte le immense doti di atleta, apprezzo la qualità del personaggio. E' uno normale (mica un Riccò che ci avrebbe ammorbato di sboronate). E poi è uno che fa del bene: con la sua dieta movimenta lo 0.1 per cento del Pil americano. Quando Phelps ha il mal di pancia Wall Street perde 50 punti.
Comunque, visto che il mondo è occupato a celebrare Phelps, io spero che qualcuno in Italia si ricordi di celebrare Rossano Galtarossa, quattro medaglie in cinque Olimpiadi (nella quinta è arrivato quarto) remando come un disperato. Non è vecchio come Dana Torres, ma si era fermato un paio d'anni dopo Atene per poi riprendere e vincere un altro argento. Eccezionale. Oggi si è addirittura redento Montano, che ha firmato un bronzo con una stoccata sul 44 pari, come fare un gol in mezza rovesciata al novantesimo. Dopo molte giornate vaginali, oggi le medaglie sono tutte virili. Bene la Cagnotto, quinta in uno sport dove piazzarsi meglio è quasi impossibile. Addio con rimpianto al Setterosa, che ha perso ai rigori. Un amichevole calcio in culo alla ragazze della pallavolo, che hanno calato clamorosamente le braghe contro il Brasile (mi rendo conto che questa metafora, parlando di volley, è molto erotica).
2125660879.jpgIl caso del giorno, quindi, il vero caso del giorno (mi dispiace per Phelps) è il quarto posto dei fratelli Sibello nella classe 49rs della vela. Intanto, è un evento assoluto che io mi occupi a qualsiasi titolo di vela olimpica (mai fatto in vita mia: del resto non so più cosa fare per farmi notare dalla Rodotà). E poi: che scandalo. I danesi hanno vinto l'oro usando la barca dei croati. E che cazzo: se hai rotto la barca te la ripari, sennò a casa. Ma scusate: al nostro nuotatore coglione che si è incastrato dentro il costume, voglio dire, qualcuno è andato a offrire uno Speedo di fortuna? Cos'è questa ingerenza dei croati negli affari della Danimarca e, di riflesso, anche nei nostri? Perchè i croati, alla richiesta dei danesi, non ha risposto come dovevano rispondere, e cioè che la barca è mmmia e ci faccio un giro io anche se sono eliminato? Hanno fatto tutti ricorso e la giuria si è talmente impelagata nei sofismi tipici dei velisti (questa l'ho buttata lì, ma ci tenevo a dirlo) che la decisione è stata rinviata a domani. Quindi potremmo svegliarci avendo vinto un bronzo senza avere fatto una sega. Ma attenzione, c'è anche un secondo ricorso: la regata decisiva è stata disputata fuori tempo massimo (dopo le 16.30 locali) e potrebbe essere annullata. Insomma, per farla breve: la vela olimpica è una cagata pazzesca.

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