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02/03/2011

DIMISSIONI

NOI NO

Associazione per delinquere, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, omessa denuncia di reato, falso ideologico, calunnia, perquisizione arbitraria, rapina, violazione di domicilio, concussione, interferenza illecita nella vita privata, favoreggiamento, ricettazione, omicidio volontario premeditato aggravato dall'uso di sostanze venefiche.

No, niente, ci tenevo a fare l'elenco (tutti oggi fanno elenchi). Questi sono i reati contestati alle persone per le quali verrà chiesto il rinvio a giudizio al termine dell'inchiesta sul caso Marrazzo. Marrazzo non è una delle otto persone. Marrazzo è la vittima di quasi tutti i reati di cui sopra:ha avuto solo la sfiga di frequentare un giro inequivocabilmente squallido e criminoso e di trovarsi in mutande nel lettone del trans sbagliato (Natalie è una delle otto persone). Quattro delle otto persone, giova sottolinearlo, non sono nè mafiosi nè malviventi ma carabinieri in servizio. Proprio a uno di questi quattro carabinieri viene contestato l'omicidio premeditato (roba da ergastolo, per dire) del famoso pusher, cui avrebbe ceduto una dose di droga tagliata con le peggio cose. Tutto quanto in elenco non ha a che fare direttamente con le dimissioni di Marrazzo. Uno, nel segreto delle sue stanze e della sua vita, può pippare e farsi fare i pompini da donne col pisello. Uomo innocente, ancorché deprecabile Marrazzo si è trovato nelle condizioni di non essere più presentabile, stop. E in quanto uomo impresentabile e pesantemente ricattabile (e ricattato nei fatti), Marrazzo si è dimesso dalle cariche che rivestiva e puff, è sparito.

Questo era sul giornale di ieri. Sul giornale di oggi c'è la storia del barone Karl-Theodor zu Guttenberg, uomo politico più rampante e figaccione della Germania unita, deputato e - soprattutto - ministro della Difesa del governo Merkel. Alcuni accademici, settimane fa, avevano denunciato che - secondo loro accertamenti - la tesi di dottorato di Guttenberg  era una specie di sapiente copincolla di varie tesi altrui, sfruttate senza pudore e senza citare la fonte. Ieri - a malincuore, con le palle girate, rosso di vergogna e di rabbia, denunciando l'accanimento dei media - Guttenberg si è dimesso non solo da ministro ma anche da deputato, rinunciando dunque anche all'impunità, e dichiarandosi pronto ad accettare ogni eventuale conseguenza anche penale.

Michele Alliot-Marie, ministro degli Esteri francese, si è dimessa due giorni fa al culmine delle polemiche per avere trascorso le vacanze di Natale in Tunisia ospite del presidente Ben-Alì, mentre intorno infuriava la rivolta.

Paul McLeay, ministro della Marina mercantile del Nuovo Galles del Sud (Australia), si è dimesso sei mesi fa perché scoperto a usare il pc che aveva in uso in parlamento per visitare siti porno e casino on-line.

Jacqueline "Jacqui" Jill Smith, ministro dell'Interno della Gran Bretagna, si è dimessa davanti alla contestazione di due note spese irregolari. In una, faceva avere dei soldi illecitamente alla sorella. Nell'altra, aveva compreso due film porno ordinati in pay-per-view dal marito.

Cecilia Chilo, ministro della cultura svedese, si è dimessa quando si è scoperto che non pagava il canone della tv e i contributi previdenziali alla baby-sitter dei figli.

Da noi no, queste cose non si fanno. Come siamo fortunati.

 

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26/01/2011

RUBY

PICCOLE DONNE

Che delusione le donne. E non parlo delle troie, eh? Parlo delle non-troie, quelle in tailleur e filo di perle e incarico istituzionale, donne fuori e qualcos'altro dentro. Non c'è bisogno di farsi toccare il culo, tirare fuori le tette o dimenarsi attorno a un palo per essere troie. E non c'è bisogno di essere giornalisti sportivi per esercitarsi nella prostituzione intellettuale. In questa storia di troie, le troie vere o presunte o comunque troie per indole, boh, non fanno né caldo né freddo. Non è reato e, come sappiamo, è il mestiere più vecchio del mondo. E se quello è il mestiere più vecchio del mondo, vuol dire che pagare troie è la propensione più vecchia del mondo per il genere maschile.

Ma che tristezza, che delusione, che schifo le altre donne.

Che tristezza la Minetti, tutta rifatta a 26 anni ancora da compiere, donna da listino bloccato, sguattera del padrone. Che tristezza la Santachè, che mostra il dito medio come un curvaiolo e che due anni fa denunciava il Berlusca che vedeva le donne solo orizzontali e che adesso si è sdraiata come le altre - forse peggio - e se ne vanta e parla con quel filo di bava alla bocca facendo la Sgarbina in gonnella, il diavolo se la porti. Che tristezza la Gelmini, che va per tv a difendere il suo Silviuccio e, con lui, la sua carriera da Minetti ante-litteram. Che tristezza la Zanicchi, che per liquidare tutto con una battuta dice che il premier è un uomo ricco a cui piace la carne fresca (citazione letterale), che male c'è? massì Iva, che male c'è? (E Iva Zanicchi, la prima delle cavalle portate in Senato dal Berluscaligola, almeno è stata eletta con voti veri, non nelle liste bloccate, infamia del nuovo millennio). Che indicibile tristezza Ombretta Colli, che la chiamano per farsi dire due cose su Mike Bongiorno e dopo quattro parole butta lì che spera che non sia stato per fare un dispetto a Berlusconi che hanno portato via la salma di Mike, come se tutto il mondo (il mondo degli altri, perché il loro sì, ovviamente) girasse intorno ad Arcore.

Che delusione le donne.

E dire che parasi il culo, anche da donna del Pdl, in questa vicenda non sarebbe stato difficile. Pararsi il culo e difendere la propria dignità. Dignità di donna, intendo, in una vicenda fatta di uomini schifosi e di donne poco dignitose - ma vabbe', so' ragazze - da Terzo millennio. Chessò, una bella dichiarazione democristiana del tipo "è una vicenda che non mi piace, un po' triste, ma a cui non credo o non voglio credere, e comunque a casa propria ognuno fa quello che gli pare", che è tutto un dire o non dire, ma almeno si buttano giù un paio di paletti. Chessò, quei due concetti basic che le donne non sono tutte puttane e gli uomini sono fondamentalmente dei coglioni.

E invece no.

Che tristezza, donne, che tristezza, voler difendere l'indifendibile e parlare come uomini schifosi, adombrando complotti, la stampa comunista, le toghe rosse, il fumus persecutionis. Che tristezza, madonna, che tristezza. Perché care donne, voi magari non ci pensate, ma c'è una parte dell'umanità che pensa che voi, a un certo punto, possiate tirare fuori il meglio, o possiate dimostrare di avere un'altra testa, un'altra morale, un'altra linea di demarcazione rispetto a noi dotati di pisello. E invece siete come noi, cazzo, e del resto il pirla sono io: è la parità, bellezza, e non possiemo farci niente. E se trovassi una minchia di lampada e casualmente la sfregassi e ne uscisse un Genio che mi chiedesse quei quattro-cinque desideri che mi frullano in testa, uno - qui lo sottoscrivo - sarebbe quello di spazzare via con metodi incruenti tutta questa gentaglia che veste femminile e si prostituisce a parole e che manda a puttane (sì, puttane) quel poco che resta di una nazione formerly known as Bel Paese.

 

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11:23 Scritto da: settore in politica | Link permanente | Commenti (240) | Segnala | Tag: politica, berlusconi, pdl, donne | OKNOtizie |  Facebook

29/09/2010

POLITICA ITALIANA

SFIDUCIATO

Mi è capitata una cosa strana. Stavo camminando quando sono inciampato su un paio di braghe.

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25/09/2010

IL MESSAGGIO DI FINI

SOVRACCARICO

Inaccessibili da ore per eccesso di contatti GenerazioneItalia.it, FareFuturo.it, Secoloditalia.it e Libertiamo.it

Niente paura, Youporn funziona bene.

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15:00 Scritto da: settore in politica | Link permanente | Commenti (194) | Segnala | Tag: politica, fini, tulliani, pdl | OKNOtizie |  Facebook

29/03/2010

ELECTION DAY

L'ANNO SABBATICO

Ho fatto una cosa che non avevo mai fatto. No, aspetta: non ho fatto una cosa che avevo sempre fatto. Non mi sento nè bene nè male. In pace, diciamo.

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10/06/2009

GHEDDAFI

ECCO PERCHE' NON HO VOTATO PD

Diamo l'elenco delle posizioni espresse oggi dal Partito democratico in merito alla visita di Gheddafi e al suo discorso in Senato previsto per domani.

Anna Finocchiaro: Se parla in aula, noi usciamo

Nicola Latorre: Perchè non deve parlare?

Enrico Morando: Non deve parlare in aula

Massimo D'Alema: Deve parlare in aula

Dario Franceschini: Parli, ma non in aula

Nasturzio Stupinigi: Parli, ma davanti al Senato

Coppelio Mitri: Non parli, ma visiti il Senato

Ulzio Pampanoni: Parli, ma del più e del meno

Ciccio Finferli: Non parli, però scriva

Brando Degregocci: Parli, ma a bassa voce

Uliano Pomponici: Non parli, ma venga sottotitolato

Alvaro Belloni: Parli pure, ma alla Camera

Anna Pittirilli: Parli, ma non con quella foto attaccata alla giacca

Ignazio Flobert: Lasci un messaggio

Nazzarena Scovacci in Demartini: Non parli, oppure sì

Clodomiro Finzi: Parli, ma al telefono

Giovanni Huber Langhirani: Se parla, noi entriamo

Teo Lelli detto Tiger: Parli, ma sul maxischermo

Tito Lafortezza: Se parla, noi facciamo lallallallallalla

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