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18/06/2010

ISTANBUL O CARA

HAKAN TRIVEL

Finalmente è felice, e noi con lui.

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13/06/2010

QUARESMA

RICORDIAMOLO COSI'

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Secondo l'agenzia Anatolia (che spero esista), che riferisce di una dichiarazione di Seedar Adali (che dice di essere consigliere di amministrazione del Besiktas) (e spero che dica il vero), l'Inter avrebbe ceduto Ricardo Quaresma al Besiktas per 7,3 milioni di euro.

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30/11/2009

DENTRO LA CRISI INTER

ATTENTI A QUEI DUE

quaresma.jpegPotrebbe anche essere stato un caso, quello di oggi. E magari un pezzo unico, se davvero si è infortunato. Ma Quaresma potrà un giorno raccontare ai suoi nipoti, tutti pettinati da perfetti tamarri e radunati davanti al camino con fiamma finta nel salotto trash della sua casa portoghese, che almeno una partita decente l'ha fatta all'Inter dopo un'attesa di mesi 15 dal suo arrivo, quando passò i varchi della Malpensa con un vestito e un'acconciatura che ci aveva subito fatto venire qualche sospetto. Dopo questi 15 mesi di nulla, compreso un prestito inutile al Chelsea e alcuni tentativi di cederlo a chiunque, non avrei scommesso un euro su questa sòla planetaria, lui e le sue trivele del menga, lui e i suoi cazzo di gol e di cross su YouTube segnati a chissà chi, e chissà quando, forse photoshoppati. Non avrei scommesso un euro non tanto per lui e le sue presunte capacità, quanto di fronte all'evidenza che a San Siro non avrebbe mai più potuto giocare sereno, fischiato al primo mezzo errore e accompagnato da sonori "ussignùr" ogniqualvolta varcava - da titolare o da riserva - l'ingresso al campo. Oggi ha avuto la fortuna di azzeccare le prime due o tre giocate senza essere divorato da quelli del primo arancio, e poi - insospettabilmente - di dimostrare una bella personalità: perchè ha giocato di fantasia ma senza (quasi) mai strafare, ha perso pochi palloni pur rischiando parecchio, ha creato pericoli, ha sempre puntato l'uomo, ha scombinato i piani della Fiorentina che pensava di giocare contro un'Inter in dieci. Un Quaresma così ci servirebbe. Mica sempre. Ogni tanto. Ma merita altre chance, ora che magari qualcuno si è convinto che non è insultandolo a freddo che lo si può aiutare a giustificare la sua presenza a libro paga.

eto'o.jpegContrasto stridente oggi, invece, tra Ibra che decide Barcellona-Real ed Eto'o che sbaglia un gol tragicomico a tu per tu con Frey, centrandolo in pieno e non soltanto perchè è il portiere più grasso del mondo. Ora, non vorrei mettermi a criticare l'attaccante di una squadra che in campionato ha vinto 11 partite su 14 segnando 33 gol. Però credo fosse lecito aspettarsi da un Eto'o qualcosa in più, finora. La scena di oggi è stata il culmine di un inizio di stagione un po' così. Non negativo, per carità, me nemmeno scintillante. Eto', finora, è mancato in Europa forse ingrigito dall'intera squadra (però lui era atteso come l'anti-Ibra, nel senso che in Coppa ha sempre segnato un casino). E in campionato qualche golletto gli manca, tenendo presente che lui appunto è Eto'o, mica Suazo'o. Però devo anche dire che Eto'o non me lo aspettavo così umile. Anche oggi si è sbattuto un casino, non è uno che aspetta il pallone e se non arriva amen. E' la stessa ragione per cui adoro l'altro, il Principe, uno degli attaccanti più sottovalutati degli ultimi decenni in proporzione a quanto è forte. A Eto'o per sbloccarsi (ripeto: solo in senso realizzativo) serve una doppietta liberatoria, o un gol importante. Beh, non dico altro.

30/07/2009

MONACO-INTER 0-1

EL SEGNA SEMPER LU

Erano anni che non vedevo un'amichevole di luglio dall'inizio alla fine. Giuro, non lo faccio più. Comunque l'azione di Quaresma dopo venti secondi di gioco (doppio dribbling e lancio esatto) ha dato un senso a questa impresa. Poi quando ho visto il portiere del Monaco vestito tipo Hello Kitty ho desiderato intensamente che la partita finisse. Milito, per inciso, mi piace assai.

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(nella foto: Hannibal Lechter)

02/02/2009

QUARESMA

ADDIO TRIVELA

trivell.jpgDa tempo - direi da certi periodi recobiani - non ci capitava un caso di antropologia sportiva come quella di Quaresma, limitando il campo a giocatori importanti, pagati molto e molto pagati.  Chissà se davvero entro stasera lo spediscono in Inghilterra o nel natìo Portogallo in cambio di uno qualsiasi. Giocare in queste condizioni a San Siro è ormai impossibile. O hai i coglioni e la faccia di merda di qualcuno più attrezzato (penso a uno tipo Ibra) oppure basta, stop, non puoi. E' una situazione crudele, per certi versi ingiustificabile: migliaia di interisti allo stadio pretenderebbero (giustamente) un qualcosa - qualunque cosa - da un giovanotto pagato a peso d'oro, e contemporaneamente gli impediscono di farlo.

Ieri, giocando 45 minuti, Quaresma è arrivato quattro volte al tiro, in gradazioni varie (buona occasione, ottima occasione, ecchecazzo questa la segnavo anch'io). La cosa, in sè, è notevole. Se poi ci tocca esaminare questi tiri, uno a uno, non puoi che concludere che la personalità di Ricardo è pesantemente disturbata dalle condizioni ambientali. Quaresma non coordina più il piede con il cervello. Ha tentato di fare una trivela in mezza rovesciata, facendo un campanile. Poi ha fatto un tiro di interno a uscire (un'iperbole tecnica) invece di una possibile trivela. Poi ha fatto un tiro dal limite talmente controllato (per centrare lo specchio della porta e poterlo raccontare in giro) che Sereni l'avrebbe potuto stoppare di petto. Infine, il capolavoro: dribbling, bel movimento ad accentrarsi, caricamento possente del destro, trivelona assurda diretta verso il fallo laterale colpendo involontariamente uno del Toro, angolo. Di fatto, la cosa più utile della sua partita.

Prestarlo ovunque e permettergli di resettarsi è un dovere umano, sportivo ed economico (uno così si svaluta più di una moneta sudamericana). E poi, forse, Quaresma dovrebbe anche liberarsi di alcuni retaggi del passato. Della trivela ormai è una vittima. Senza contare che Trivela, italianizzato in trivella, è un nomignolo ormai eccessivo. La trivella è un qualcosa impetuoso, inarrestabile, energico. Quaresma dovrebbe ricostruirsi ripartendo dal basso anche con soprannomi meno altisonanti, e movimenti tecnici meno complicati. Mi permetto di suggerirne alcuni.

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Cavatappi. E' il fratello minore della trivella. Impresa meno impegnativa, ha un certo successo anche nelle occasioni conviviali, oltre che per stappare le difese più affollate.

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Paletta. Scava e avvita coma una trivella, ma molto meno. E quindi sembra l'ideale per poter riportare il gesto al suo giusto equilibrio. Peccato aver ceduto Ronaldo, el Secchiello.

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Schiacciacomedoni. Gesto banale ma di precisione chirurgica, dritto verso un obiettivo minimo ma non secondario, dona pulizia al volto della squadra e libera da certe impurità.

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Arricciaburro. Meno pericoloso della trivela, meno sfrontato del cucchiaio, l'arricciaburro è ideale per passaggi brevi ma precisi, con intenti artistici, tocchi da artista a filo d'erba.

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Levatorsolo. Rispetto all'arricciaburro è ideale per azioni ficcanti e dirette al centro, col preciso intento di bucare le difese avversarie. La Foppapedretti sarebbe interessata come sponsor tecnico.

12:28 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (180) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, quaresma, jenas | OKNOtizie |  Facebook

01/02/2009

INTER-TORINO 1-1

IL CAMPIONATO RINGRAZIA

Alcune domande. Perche il solito primo tempo da eunuchi e un secondo da invasati? Da quanto il Toro non faceva una gara così in trasferta e da quanto Sereni non le prendeva tutte? E soprattutto: stando così le cose (lui fa cagare, la gente lo fischia, lui fa cagare perchè la gente lo fischia), perchè far inutilmente giocare la Trivella Umana a San Siro?

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10/11/2008

INTER CAPOLISTA

ESIGENTI DENTRO

Negli ultimi quattordici campionati, da quando cioè sono stati introdotti i tre punti, non era mai capitata una classifica così corta, e i 24 punti dell'Inter sono uno degli score più striminziti per una prima in classifica (solo tre volte in precedenza si era fatto peggio: due volte 22 e una volta 23). Ci sono otto squadre in quattro punti, che di per sè è un dato sorprendente. E che diventa ancora più sorprendente se si considera che tra queste otto squadre manca la Roma, che nelle scorse stagioni era stata l'unica vera avversaria dell'Inter. Insomma, il quadro è questo: negli ultimi due campionati l'Inter ha avuto sostanzialmente una sola avversaria, la Roma. Quest'anno - all'undicesima giornata - ne ha di fatto sette, e la Roma non c'è.

All'insegna del "tutto è relativo", bisogna fare un po' di considerazioni. I cosiddetti scontri diretti, che l'anno scorso erano sei (i doppi match con Roma, Juve e Milan, queste ultime più per convenzione che non per urgenza di classifica), quest'anno rischiano di essere sedici (continuando a considerare la Roma, che prima o poi risalirà). E sotto questo aspetto - diciamolo subito - il girone di ritorno sarà ben peggio di quello d'andata (nel momento-chiave avremo le due trasferte consecutive di Torino e Napoli). E' un campionato molto più equilibrato degli ultimi: basti pensare a come si è rinforzato il Milan, e a come la Juve è venuta fuori alla grande da un momento difficile giocando (e vincendo sempre) con la squadra B. Tutto questo ci deve imporre un po' di cautela, però anche nell'esaminare i difetti dell'Inter: se abbiamo 22 punti invece di 33, voglio dire, una ragione c'è. E anzi, il fatto di essere comunque primi, avendo giocato 6 trasferte su 11 partite, è un fatto da leggere al positivo. Lo scenario degli ultimi due tornei (noi superiori, la Roma unico vero contraltare, gli altri avversari a massacrarsi tra di loro) non è più riproducibile. Il campionato è cambiato, ci sono squadre più attrezzate, la media è tornata ad alzarsi verso l'alto, ed è meglio così (o preferivamo la trecentesima replica di Inter-Roma spalmata su qualsiasi competizione?).

Detto questo, non vedo perchè dovremmo metterci le fette di bologna sugli occhi e fare finta che tutto vada bene, come se fossimo primi a punteggio pieno, con un'enormità sulla seconda, con una situazione di spogliatoio idilliaca al limite della melassa, con un allenatore benevoluto al mondo e ai suoi stessi tifosi, con giocatori tutti in forma smagliante, con nuovi acquisti convincentissimi, con schemi perfetti che ci portano a creare duecento palle gol a partita e lasciano inoperoso il portiere.

Non è così.

Ieri, allo stadio, avevo di fronte una curva in lutto e un anello (il primo) fortemente critico. La festa è scattata al minuto novantadue, prima era un mezzo mortorio. Ho visto lapidare di default un ragazzo portoghese che non sta mantenendo il livello minimo di promesse. Ho visto tante gente andarsene con le palle girate a dieci minuti dalla fine. Ho visto un allenatore zittire il pubblico per un gol al novantaduesimo su calcio d'angolo: senza gol al noventaduesimo su calcio d'angolo, immagino che l'allenatore sarebbe stato mandato a cagare da un po' di gente della tribuna rossa e la squadra sarebbe uscita tra i fischi, noi saremmo terzi in mezzo al gruppone e oggi ci troveremmo qui a scacciare i troll e i cattivi pensieri. Se è insensato fare il processo a una squadra prima in classifica,  mi sembra sbagliato far finta che non ci sia il minimo problema giusto perchè abbiamo vinto una partita a tempo scaduto (la seconda di fila, peraltro).

Diciamo piuttosto che: a) nonostante non si giochi granchè bene, b) nonostante lo schema preferito dal nostro allenatore non appaia il più adatto alla rosa a sua disposizione, c) nonostante i nuovi acquisti - diciamo così, con un elegante eufemismo - non decollino; d) nonostante la società si faccia trovare costantemente scoperta quando vengono fuori i casini; e) nonostante un allenatore che prende tutte le cose di petto; f) nonostante infortuni, turnover a sbalzi e ordinari intoppi,

beh, nonostante tutto questo siamo primi. Che è un modo per dire che siamo forti. Un modo un po' tortuoso, ecco. Del resto - era inevitabile, dopo tre scudetti - la nostra soglia del dolore si è alzata. Forse un po' troppo.

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12/09/2008

QUARESMA

ER TRIVELLA

Non si sa bene quando nasce la "trivela", e come.
"Subito, a 7-8 anni. Avevo i piedi storti verso l’interno, molto più di adesso, e mi veniva da toccare il pallone così: sempre d’esterno e sempre con il destro, perché il piede sinistro per me può restare anche a casa. L’allenatore non ne poteva più e un giorno mi fa: 'Se calci un’altra volta in quel modo, ti mando fuori'. Un’azione dopo ero già nello spogliatoio, tristissimo. Lui voleva solo che migliorassi, ma poi si è rassegnato: quel colpo mi "usciva" e tuttora mi "esce" così, naturale. E senza bisogno di lavorare per migliorarlo".
Si è mai chiesto perché?
"Mah, forse perché ho una sensibilità particolare sull’esterno del piede: teoricamente è più difficile, lo so, ma invece a me viene più facile fare tutto così, anche il passaggio più banale".
 
(dall'intervista sulla Gazza di oggi)
 
Da che calcio è calcio, per un qualunque tifoso il debutto di un nuovo acquisto è sempre un momento particolare. Se poi il nuovo acquisto non ha mai giocato in Italia, e le tue sole pezze d'appoggio si riferiscono a quelche partita vista in tv o a qualche filmato di YouTube, allora la curiosità sale alle stelle. Quaresma, poi, non è un difensore centrale o un medianone vecchio stampo: è uno di quei giocatori che - in teoria - ti può far sbavare fino alla fine del contratto. Questa storia della trivela "coatta" (a causa dei piedi storti) lo rivaluta agli uomini e alla storia. Un "trivelatore" per scelta sarebbe un po' troppo lezioso, ma un "trivelatore" per necessità è più simpatico. Non mi fido di lui (dopo dieci anni di Recoba, non mi fido più di nessuno), ma spero che mi dia delle soddisfazioni. Non vedrò la partita, e già mi girano i coglioni.

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03/09/2008

STILE INTER

BREVE STORIA DEL LOOK

721339043.jpgQuella dei calciatori è una categoria di persone che si vestono tutte uguali. Dagli abiti Facis degli anni '60 alle odierne magliette fashion con borsetta a tracolla e iPod incastonato nel lobo, trovare qualcuno disposto a uscire dagli schemi con idee originali è un'impresa faticosa. Un tempo ci riusciva uno del calibro di Gigi Meroni. Oggi la trasgressione è affidata a personaggi tipo Francesco Coco, qui in una sobria mise da discopub. Impagabile la sua performance a un interrogatorio dal giudice di Valletto - Fotografopoli, cui si presentò in canotta e infradito nello sconcerto generale.
1523955684.JPGElton John non è certo uno che si è mai controllato granchè nel guardaroba come nello stile di vita. A parte ai funerali di Lady Diana, vabbè, ma suonava in chiesa davanti a un miliardo di persone. In condizioni normali è sempre stato anormale. Occhiali improbabili, vestiti abbaglianti e un simpatico Mocho indossato a mo' di parrucchino. Renato Zero ha rinunciato a imitarlo da alcuni decenni.
1859835695.jpgQuesto è Sean Combs, in arte (a seconda delle varie fasi della vita) Puff Daddy, P. Diddy, Puffy, Daddy, Dudi, Piffi, Daffy, Puppy, Bobby. Il suo agente, ispirandosi al cognome, gli aveva suggerito anche Comby, ma lui aveva rifiutato non volendo confondersi con il medico dell'Inter. Peraltro anche il medico dell'Inter, di fronte all'eventualità di essere confuso con il più fighetto dei rapper, aveva litigato con Mancini (Mancy, secondo la logica rap) e mandato una diffida all'agente, che aveva optato per un più sobrio Lippy, depositato alla Siae americana ma in attesa della liberatoria da parte di Marcello Lippi e Claudio Lippi. Ma perchè ho raccontato tutta 'sta storia? Volevo solo rimarcare l'essenzialità del suo vestiario e l'understatement della sua figura. La pelliccia è fatta con i capelli di Furio Colombo.

810467672.jpgValentino Liberace, compianto pianista e showman americano di chiare origini italiane e polacche (fidatevi, ho controllato su Wikipedia), fu uno dei primi sdoganatori della cultura gay nel mondo. Nella foto lo vediamo con un abito di scena tipico della fase mediana della sua carriera. All'inizio vestiva con eleganti tight, alla fine con piume di struzzo e boa fucsia. Morì nel 1987 di una brutta malattia.
1953756044.jpgL'Italia tamarra del ventunesimo secolo sfodera con Costantino Vitagliano una delle sue icone più convincenti. Eccolo fotografato al cesso seminudo e unto d'olio, depilato, un medaglione di due chili, uno sguardo perso e una orribile crepa su un bicipite destro.
990837912.jpgMr. T riesce a rappresentare con pochi, semplici accessori uno status assolutamente borderline tra il look aggressivo e la patologia psico-sociale. Notevole la gomena attorcigliata intorno al collo con crocifisso e padellone laccato, anche se è la pettinatura a sollevarlo sui gradini più alti del podio trash ognitempo.
1495066448.jpgFabrizio Corona è l'anello di congiunzione tra tutti i personaggi finora  presentati e il prossimo, quello che ci sta più a cuore. In questi pochi centimetri quadrati in formato Jpg eccolo mostrare con orgoglio l'occhiale tattico, gli anelli da consigliori e alcuni tatuaggi da galeotto della Cayenna.
2105187363.jpgEd eccoci giunti a Ricardo Quaresma. Per quanti sforzi abbia fatto, non riesco a ricordarmi un tale tamarro nella storia passata dell'Inter. Coco, al confronto, è un ragioniere commercialista e Felice Centofanti un animatore del Grest. Brillanti da duecento carati alle orecchie, i cui lobi presto gli si apriranno come quelli degli aborigeni sotto il peso di quelle gemme, e delicati tatuaggi nel 60 per cento del corpo, Quaresma brilla anche per la pettinatura, una sapiente e studiatissima trasandatezza che si ottiene mettendosi un chilo di gel fissaggio ultraforte prima di andare a dormire. Va da sè che questo o sfonda davvero o verrà cacciato a calci in culo da quella che resta pur sempre una delle capitali mondiali della moda.
 
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*campagna elettorale. Compagni, amici, camerati: se mi volete anche solo un po' di bene, dimostratemelo votandomi al Blog Awards 2008. Obiettivo: scompaginare la solita cricca dei blogger che si votano tra di loro e poi si premiano tra di loro. La scheda elettorale è lunga e noiosa come una partita della Juve: bisogna votare almeno 10 delle categorie presenti. Ma so che ce la potete fare. (il link è nella colonna a sinistra, in alto, dove c'è quel coso che gira. Si vota fino a venerdì 5)

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02/09/2008

77 QUARESMA

A TUTTO CAMPO

(DALLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DI OGGI)

Mourinho, dove può giocare Quaresma?

"Può giocare ala destra, ala sinistra, può giocare nel 4-4-2, può giocare nel 4-3-3, può giocare in panchina e in tribuna (ndr.: ride)".

(adoro quest'uomo)

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