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31/01/2012

VIVA LA RAI

TIFO CORPORATE

Nel giro di poche ore ho pagato il canone e poi, nel corso nella lettura prandiale dei quotidiani, ho avuto la dritta giusta - dall'interista Dipollina su Repubblica - per interpretare il perchè e il percome della favolosa telecronaca D'Amico-Varriale, fulgido esempio di prostituzione intellettuale in una ordinaria serata di Coppetta Italia, che da utente Rai (non la guardo mai in realtà, ma pago i miei 112 euro e sto zitto) mi aveva fatto incazzare come i 750mila euro promessi a Celentano per parlare mezz'ora di fila a Sanremo. Perchè alla Rai quella sera tifavano senza pudore per il Napoli? Perchè mettere un napoletano a commentare il Napoli a Napoli? Perchè il commentatore forse di più lungo corso si lascia scappare un "purtroppo" quando Pandev sbaglia un passaggio? (e si potrebbe continuare)

La chiave di lettura l'ha data la stessa Rai, anzi, la struttura Rai Sport, negli ultimi giorni leggendo un lungo comunicato sindacale durante le sue trasmissioni. Un comunicato in cui si rivendica il ruolo blablabla in uno scenario futuro che sembra propendere verso un calcio solo a pagamento blablabla proprio quando la Rai ottiene ascolti straordinari con la Coppa Italia, per esempio.

Ecco il punto. Dipollina fa sapere che gli ascolti sono buoni, vabbe', ma non strabilianti. Con l'eccezione delle partite del Napoli, che in effetti hanno fatto un discreto botto. E quindi i conti tornano. Tifare Napoli era tifare per una partita in più del Napoli (anzi, due), con relativi ottimi ascolti, e con relativa rivendicazione dei giornalisti Rai nei confronti dell'azienda a non mollare l'osso del calcio, anche se ormai ridotto alla Coppetta. Tifare Napoli era una speranza, un pararsi il culo, un investimento: se Pandev fa il passaggio giusto, il Napoli magari segna e si assicura altre due partite in semifinale, tutta manna. Pandev purtroppo sbaglia, e che cazzo! (ma in diretta si può dire solo "purtroppo").

Varriale e D'Amico, naturalmente, con il loro commento partigiano non cambiano il risultato di una partita. Ma, per esempio, dipingono per 45 minuti Sneijder come un fuori di testa, e per 90 minuti l'Inter come una squadra un po' così, opposta a un Napoli champagne, scoppiettante, arrembante, jamme! L'Inter - campionato e Champions - è un tipico prodotto Sky, e quindi si inculi. Due partite di semifinale con il Napoli - semifinalista di Coppetta, quindi alfiere Rai - sono un'ipoteca per il futuro di Varriale, D'Amico e l'esercito di Rai Sport.

Sul fatto che poi l'Inter sia un prodotto Sky e che da Sky venga tranquillamente e regolarmente triturata alla prima occasione ("fuorigioco tutta la vita!", ma è un tallone, dai, "fuorigioco tutta la vita!"), costringerebbe ad aprire una discussione che alle 2,40 mi sembra quantomeno fuori luogo.

Napoli 8 e mezzo di Enrico Varriale.jpg

02:40 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (127) | Segnala | Tag: inter, napoli, rai, d'amico, varriale | OKNOtizie |  Facebook

16/04/2009

(DIS)INFORMAZIONE

CAPI  RAI

Ammonizione con diffida a Santoro, una giornata di squalifica a Vauro. Voglio dire: a Samuel era andata peggio. Così - ma non ne avevo dubbi - la solita montagna ha partorito il solito topolino. Parlo ancora di Annozero eccetera eccetera - sì, lo so, qualcuno si annoia, but who cares? - perchè volevo solo chiarire due cose.

La prima: Santoro non lo guardo (se non occasionalmente) perchè mi urta abbastanza i nervi, e Travaglio trovo che sia una voce sempre interessante e acuta, ma ha lo stesso difetto di Santoro, e cioè mi sta abbastanza sulle balle. Ci tenevo solo a sottolinearlo per quelli che, ogni volta che non parlo di Inter (ma potrò parlare del cazzo che voglio, o no?), dicono che la butto in politica e più o meno si sa come la penso e quindi ciao. Non è questo il caso, insomma. Io ne facevo un caso generale, e speravo di essermi spiegato.

La seconda: trovo abbastanza risibile la considerazione che si è fatta sul servizio pubblico e il servizio privato. Perchè, scusate: a qualcuno sembra che quella di Santoro sia l'unica trasmissione sbilanciata, o faziosa, o schierata del "servizio pubblico"? Ma non avete mai visto il talk-show di chiara ispirazione leghista condotto da Paragone (vicedirettore di Libero ed ex-direttore della Padania) su Raidue? E sarà mica un ambiente anodino quello di Ballarò, per caso? E sarà mica casuale la scelta degli ospiti che ognuna delle tre reti Rai (Raitre su tutti) fa per le sue trasmissioni giornalistiche? E le recenti trasmissioni (vado a memoria) di Socci o di Moncalvo erano imparziali? Fu imparziale da parte di Enzo Biagi, che era pur sempre il migliore di tutti, intervistare Benigni due giorni prima delle elezioni? Insomma: mi verrete mica a dire che la Rai, servizio pubblico con i nostri cento euri di canone, vi dà un servizio imparziale?

Dio mio: la Rai è il regno della parzialità. I direttori di rete e i direttori dei Tg (e questo, voglio dire, in linea teorica mi sembrerebbe già abbastanza grave, se non fosse sempre accaduto così) li scelgono direttamente o indirettamente i partiti, mica noi che paghiamo il canone. Stare qui, nel 2009, a far finta che la Rai dovrebbe darci un servizio "migliore" (si noti l'uso delle virgolette) rispetto a Mediaset mi sembra davvero un'assurdità. In Rai tutto è pilotato dai partiti, comprese le assunzioni dei giornalisti. E da tutto questo accrocchio - fatta salva la professionalità, la deontologia e l'onestà intellettuale dei singoli - dovrebbe uscirne un servizio giornalistico perfetto, neutrale, bilanciato?

Ammesso, poi, che questa condizione sia la migliore. Io per esempio ritengo che non lo sia necessariamente. Preferisco - e lo ribadisco - che ci siano i Santoro e i Paragone, i Floris e i Giletti (rumore di tuoni). Mi estorcono la tassa, e va bene. Ma ho pur sempre il telecomando, e ho pur sempre una coscienza critica e una mia idea di fondo, e so scegliere, e decido come informarmi con o senza tv. La cosa triste - e con ciò chiudo la vicenda - è che siamo qui a parlare semplicemente di un regolamento di conti. Santoro odia Berlusconi, Berlusconi odia Santoro. Io direi di prendere il lato più divertente della cosa, e risparmiarci il sangue amaro. Se l'imparzialità della Rai fosse il nostro primo problema, ci dovremmo suicidare tutti insieme come una qualunque setta giapponese.

santoro.jpg