30/08/2010
DUE COSE SU IBRA
A GAMBE ELEVATE
Ibra, un po' come il Mou (ometto la lunga lista dei distinguo), se n'era andato via a missione compiuta (tre scudi, un sacco di gol e di cose sublimi) e personalmente - a parte il fottuto quanto momentaneo dispiacere di non poterlo più vedere volteggiare pro nobis - archiviai in fretta la questione: sei un professionista prezzolato, sei nelle condizioni di prendere e andare dove cazzo di pare, sei all'apice della carriera, ti strapagherebbero dovunque, hai altri obiettivi da inseguire, non hai mai baciato maglie, e quindi vai, addio, sniff.
Appena arrivato a Barcellona, baciò la maglia.
Ecco, già lì mi girò un po' il cazzo, per dirla con molta sincerità. Vai al Barça per vincere la Champions, e mi sta bene, vai. Vai al Barça e al primo istante da blaugrana baci la maglia, e allora fanculo. Il calcio dei massimi livelli contempla la figura del mercenario, e che per tre anni avessimo affidato con successo la guida del nostro attacco (e della nostra intera squadra, direi) a un mercenario rigoroso e purista non mi faceva né caldo né freddo. Nella consapevolezza che un giorno se ne sarebbe andato, avevo goduto di ogni sua singola genialata. Un professionista perfetto. Poco affettuoso, ma perfetto. Sì, vabbè, quasi perfetto: in Europa era una mappina. Ma per il resto un'iradiddio, per il quale sono contento di avere gioito.
Poi va al Barcellona e bacia la maglia.
E lì mi sono disinteressato di Ibra giocatore e uomo. Anche perchè, per una magia contabile e tecnica, ho trascorso un anno in loop. Ibra mi aveva lasciato mentre saltavo come un bambino alla vista del suo gol d'addio con l'Atalanta, no? Ecco: io ho saltato per un anno intero, fino al 22 maggio successivo. Lui no. Grazie a lui, noi abbiamo rifatto la squadra e vinto tutto. A causa nostra, lui invece ha vinto il solito scudettino e nient'altro, ha fatto i soliti grappoli di gol all'Extramadura e allo Sporting Rapallo e poco di più. A causa nostra, in Europa ha fatto la comparsa e da superstar baciamaglie è diventato una zavorra da cui liberarsi. Nel giro di un solo annetto.
La maglia. Lui che ne bacia un'altra. Supermario che calpesta la nostra. La maglia.
E' l'unica cosa che conta in questo calcio raiolizzato, dove è un dovere civico e morale tenere in piedi un paio di valori, sennò va bene tutto e allora fuck you. E quindi, parlando di valori, se c'era una squadra dove non doveva andare, ecco, c'è andato. C'è andato dritto, voglioso e già eccessivamente chiacchierone. Ronaldo l'avevamo rimesso in piedi noi, Vieri l'avevamo fatto diventare straricco, a Ibra abbiamo insegnato l'italiano e le buone maniere. Bene, un'altro capitolo di questa storia gloriosa.
A Ibra, sportivamente parlando, auguro il peggio.
Anche al Milan, ma al Milan - sta nelle cose - è una vita che lo auguro, com'è ovvio tra cugini che non riconoscono cugini. Cerco, nella nausea del momento, di trarre momenti di impagabile ilarità dall'accoglienza mediatica dell'Ac Milan al nuovo centravanti. Stanno già facendo la conta per aggiornare le loro coccardone reali e virtuali. Ibra che ha vinto 7 campionati di fila. Ibra che ha vinto 14 trofei nazionali e 2 internazionali (la Supercoppa e l'Amicizia con il Barça, prima nulla). Ibra che ha ottenuto
18 riconoscimenti personali e awards
Awards, diobono, senti come parlano. Tra questi awards, il sito segnala Oscar del Calcio AIC, Guldbollen-Pallone d'oro svedese assegnato da Aftonbladet e Federazione svedese, Squadre dell'Anno, Atleta svedese dell'anno, titolo di Capo-Cannoniere.
A parte la grafia di Capo-Cannoniere, e a parte il prestigioso Guldbollen, e a parte l'indeterminatezza di "Squadre dell'anno" (essere inserito nella squadra dell'anno, chessò, da Men's Health è un award?), attendiamo con emozione l'assegnazione del Telegatto al teatro Manzoni in Milano. Ecco, quando Gerry Scotti abbraccerà Ibrahimovic e gli chiederà di baciare la sua nuova maglia e di pronunciare la sua proverbiale frasetta strappamutande
"Ho sempre tifato per questa squadra",
ecco, il cerchio sarà compiuto e io tirerò un sospiro che muoverà le tende vicino al divano.
(nella foto, quattro persone che mi fanno ribrezzo)
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20/07/2010
COME MARIO
EMULAZIONE
Oggi faccio come Balotelli.
"Entri nella scuderia Raiola?"
No.
"Chiedi di essere ceduto?"
No.
"Fai il pistolero in centro?"
No.
"Vai al Manchester City?"
No.
"United?"
No.
"Butti la maglia per terra?"
No.
"Compri una macchina vistosa?"
No.
"Ti iscrivi all'università?"
No.
"Non torni a difendere?"
No.
"Mandi affanculo i tifosi?"
No.
"Tifi Milan?"
No.
"Crei casini?"
No.
"Provochi?"
No.
"Stracci la tessera dell'Aic?"
No.
"Vai all'Hollywood?"
No.
"Vai a Gardaland?"
No comment.
(nella foto, io e Benitez l'anno scorso sui tronchi)
01/05/2010
SBORONI
SABOTAGGIO PROLETARIO
Non credo a una parola di quello che dice Raiola. Quindi la faccenda del sabotaggio della macchina di Balotelli se la sarà inventata, tanto chi controlla le dichiarazioni di Raiola? Fosse vero, sarebbe un atto di violenza dal quale prenderei immediatamente le distanze. Un atto di violenza come aspettare un calciatore fedifrago nel parcheggio dello stadio, o buttare motorini dal secondo anello, o essere costretto a guardare una partita intera della Juve. Ma non ci credo. Raiola ormai è come Capezzone: lo vedo e cambio canale di corsa, come se un fotogramma in più mi facesse venire l'herpes zoster all'innesto dello scroto. Raiola sta all'Inter come i troll stanno a Settore. L'ho bannato dalla mia sfera etica e intellettuale. Abbiamo altri cazzi per la testa che il signor Raiola e i bulloni della ruota della macchina di Balotelli.
Peraltro, se ci fosse un videogioco che mi consentisse del tutto virtualmente di sabotare macchine (chessò, un Car Sabotator III per la Wii) senza creare danni ad alcuno ma sfogando un po' di rabbia sociale repressa, una delle prime auto che saboterei sarebbe proprio un'Audi R8 Spyder 5.2, il macchinino che si mette abitualmente sotto il culo Supermario, giocattolino da 170mila euri e 525 cavalli, velocità massima 313 km/h, da 0 a 100 in 4,1 secondi. Nell'osservare che l'integrazione rossonera di Balotelli passa anche attraverso la scelta della macchina (l'Audi è fornitore ufficiale del Milan), osservo anche che per un calciatore possedere una macchina che costi meno di 100mila euro sarebbe come scriversi "sfigato" in fronte e con questa scritta ignominiosa presentarsi in zona mista. Dove ci sono i soldi c'è la bella vita e c'è la bella macchina, da sempre. Macchine con cui arrivare agli allenamenti, tirare giù il finestrino, firmare due autografi e via (stessa scena al ritorno). Non vanno all'Esselunga, non vanno alla revisione (la cambiano molto prima), non vanno in vacanza (al massimo in aeroporto), non vanno all'Hollywood (c'è sempre qualcuno che li ci porta): dove cazzo vanno con 'ste macchinone della minchia? Le usano per il tragitto casa-Appiano (Trigoria, Vinovo, Milanello, Sampdoriello, Bolognello, Chievello, ecc.) e stop. Al massimo le prestano e se le fanno rubare (il triste caso Eto'o-Arnautovic), o se le fanno rubare direttamente senza prestarle (Muntari), o escono a prendere un gelato e si schiantano in un tunnel tipo Lady Diana facendo sciogliere il gelato e facendosi una faccia così prima di una partita di Champions (Julio "Oler Togni" Cesar), o danno le chiavi al primo pirla che passa pensando sia un parcheggiatore e invece è Arsenio Lupin (Vieri).
Quante Audi R8 Spyder 5.2 nere con il cuscino del Milan nella cappelliera ci saranno mai in giro per Milano e Concesio o tra Milano e Concesio? Io, se fossi uno nella situazione di Balotelli e con un procuratore come Raiola, come minimo non la lascerei in strada. Quella non è una macchina. E' come se fosse un enorme neon tipo Broadway con su scritto "Supermario è qui". Se ti compravi una bella Punto a metano, caso Marietto, non ti succedeva una sega. Invece giri con quella roba lì tipo Batman sapendo che ci sono centomila interisti - non li approvo minimamente, ma ne comprendo il disagio interiore - che ti sputerebbero sul parabrezza o ti righerebbero la portiera con la chiave della Prinz. La macchina è spesso il prolungamento di noi stessi: quanto ce l'abbiamo lungo, oppure quanto ce l'abbiamo foderata d'oro. Ma qualche volta no: Eto'o, prima di prestarla ad Arnautovic, nella vita aveva una Bentley ma in campo fa anche il terzino. Milito può avere qualsiasi macchina, ma ha lo spirito di uno che gira con un Kangoo furgonato. Balotelli no, è esattamente così: lui non possiede un'Audi R8 Spyder 5.2 nera, lui è un'Audi R8 Spyder 5.2 nera. Il tipo di macchina che sul momento guardo con circospezione e curiosità, anche con un minimo di sudditanza psicologica e di interesse oggettivo. Poi, alla prima sgasata (è impossibile non sgasare con una macchina così), il mio commento è uno solo:
"Va' che pirla".
01/04/2010
MARIEIDE
GIOVANOTTO! CARTA CALAMAIO E PPPENNA, SU!
comunicato sul sito dell'Inter Fc
"Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Sono il primo a soffrirne perché adoro il calcio e vorrei giocare e ora aspetto in silenzio per poter tornare ad essere utile alla mia squadra. Vorrei non dover più pensare al passato, ma guardare invece al futuro per concentrarmi sui prossimi impegni e farmi trovare pronto". Mario Balotelli
traduzione di Settore
Anche quello squalo del mio procuratore, appositamente assunto dalla mia famiglia per cagare il cazzo ab ovo (è aggettivo qualficativo, no?), mi ha fatto capire che forse è il caso di non rompere più (troppo) i coglioni a una società, a una squadra e ad alcuni milioni di tifosi che sono concentrati su altre cose che non sulla mia faccia di tolla. Io voglio guadagnare di più, giocare di più e ciulare di più, questo vorrei fosse chiaro. Diciamo anche che il fatto di avere solo 19 anni, di dovere dimostrare ancora un milione di cose, di dovere ancora mangiare molta pastasciutta (e anche un po' di merda), di essermi messo contro il mio allenatore con l'aggravante che è Mourinho (mica l'ultimo pirla), di tirare un po' troppo la corda con un uomo che comunque mi strapaga e non mi rompe le palle, di essermi attirato la completa antipatia della curva (la curva, diobono) e di essere stato mandato gentilmente a a fare in culo da tutti i miei compagni (vabbe', ok, a parte Arnautovic, yo fratello) mi ha portato a riflettere sulla situazione. Punto. Due punti! Facciamo vedere che abbondiamo! Anzi no, facciamola breve: mi scuso eccetera eccetera. Solo una cosa: non costringetemi a citare Mourinho nel comunicato. Va bene così? Bene. Firmato Mario Ba... Aspetta che chiamo mia sorella che fa la giornalista così trovo una bella frase finale
(pausa per la telefonata)
Ecco: "Vorrei non dover più pensare al passato, ma guardare invece al futuro per concentrarmi sui prossimi impegni e farmi trovare pronto". Figata. Sessanta parole comprese congiunzioni e preposizioni. "Aspetto in silenzio". Eheheheh, come mi piace prenderli comunque un po' per il culo. Vero Mino? Eheheheh, Yo.
16:27 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (103) | Segnala | Tag: calcio, inter, balotelli, raiola | OKNOtizie |
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15/03/2010
COMBINAZIONI
DAGLI AMICI (DI MARIO) MI GUARDI DIO
''Non cominciate a rompere, non ho parlato con il Milan di Balotelli. Ho altri giocatori che rappresento. Sapevo già che uscendo da quella sede voi giornalisti avreste messo in giro queste cose, ma non è così. Non ho voglia di fare polemiche e mettere in piedi cose che stanno bene solo alla stampa italiana. Non lo faccio e non voglio. Come mai non mi sono fermato? Perchè non sono mica obbligato a parlare con voi...''
Mino Raiola, fermato in via Turati da un giornalista di Telelombardia
31/05/2009
IBRA
STAY
Lo vedi giocare e ti dimentichi di Raiola, delle mezze frasi, delle frasi intere, dei messaggi alla nuora perchè li intenda la suocera. Lo vedi segnare ed esultare, e salti con lui come un bambino e benedici il giorno che l'hai incontrato. Vedi uno stadio pendere dalle sue labbra e ti illudi che questa - questa comunanza, questa dipendenza - sia l'essenza di una storia che sì, certo, è naturale, prima o poi finirà, ma mica subito, perchè sembra impossibile che non continui almeno per un po'. Arrivi a casa ebbro di calcio e ti accorgi che la tregua è già finita, o non c'è mai stata, ed è già tempo di altre mezze frasi e frasi intere, sempre meno vaghe, più che mezze frasi direi tre-quarti-di-frasi. Questo ragazzone ibrido non è Schumacher, ha un italiano grezzo ma non esente da sfumature e le sue parole non cadono a caso. Oggi, per l'ennesima volta quest'anno, a San Siro si è visto un giocatore gigantesco che ci ha regalato la sua migliore stagione. Ha segnato un numero enorme di gol, con una qualità media pazzesca (non fa i gol stupidi, lui li fa come minimo belli). Ci ha risolto un sacco di guai, ha giocato sempre dopo un campionato in cui aveva finito per giocare quasi mai e dopo che gli avevano pronosticato le peggiocose per il suo ginocchio ballerino. Ci ha fatto partecipare a un'avventura bellissima, e se ripenso al gol di tacco di oggi riesco a perdonargli tutto, ad essere quasi d'accordo con lui ("Ormai ho vinto tutto in Italia"), a capire la sua noia e a farmi ragione dell'avidità che coltiva in tandem con il suo procuratore.
Da quando è in Italia ha sempre vinto il campionato (gliene hanno revocati un paio, ma com'è noto era tesserato per una squadra sbagliata) ed effettivamente di più non può fare. Sì, certo, potrebbe vincere la Champions, ma ci vuole culo e una squadra che regga il suo passo, due cose che forse non ha avuto e che hanno condizionato il suo rendimento oltralpe, dove sembra un altro forse perchè soffre di una soggezione, quella di essere svedese di passaporto e italiano di professione, due cose che non finora non lo hanno portato da nessuna parte in chiave internazionale. E vabbe', fin qui ci siamo. E' un giocatore professionista di calcio (mercenario come lo sono quasi tutti) e ha la possibilità - in quanto Ibrahimovic - di ambire al meglio assoluto: come non capirlo? (sto intensamente pensando al gol di tacco. Golditacco, golditacco, golditacco, lalalalalalala)
Oggi ero in tribuna arancio, avevo il cannocchiale per godermi i particolari, tipo la moglie di Figo in balaustra vip e Antonino Verdi in bermuda in tribuna rossa. Partita rilassante: sette gol, più due annullati, più arbitro contestato, più centosessanta calci d'angolo, più standing ovation a Figo, più premiazione scudetto in modalità lutto. Ibra mi ha riempito gli occhi, le pause, tutto. Mi ha fatto andare a casa rauco anche dopo una partita che più ininfluente non si poteva, perchè al gol di tacco sono esploso, mi pare di avere gridato frasi sconnesse tipo "Sei un genio" e "Aaaaarrghhhhhhh!", e intorno erano tutti in visibilio, la gente si abbracciava, rideva, saltava, pogava, limonava. Se va via (ne ha diritto, sempre che ci sia qualcuno disposto a pagare il giusto prezzo a Moratti e a Raiola) ci mancherà proprio questo: un giocatore così, un giocatore del genere, un cazzone nasuto sbruffone ma fortissimo, cazzo, fortissimissimo.
L'Inter resta, certo. Ma potrebbe essere un pochino meno forte, fatto che mi condurrebbe a uno spleen sportivo che da quattro anni non provo più nemmeno nei rari ma intensi momenti di dubbio.
21:12 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (129) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, ibrahimovic, raiola | OKNOtizie |
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30/05/2009
DICHIARAZIONI
PARACULI
''Ora possiamo dire che resto qui al 100%, ma anche senza il rinnovo del contratto, la mia filosofia non sarebbe cambiata. L'atteggiamento della societa' pero' mi e' piaciuto. Io potevo liberarmi dal mio contratto in un modo molto semplice. Se non l'ho fatto, vuol dire che non volevo. Se la societa' ha agito cosi', la pensa nello stesso modo. Dopo essermi innamorato di un club, come mi e' successo al Chelsea, non pensavo fosse possibile creare lo stesso feeling. L'Inter lo ha fatto dopo neanche un anno, sono
felice di essere qui e di restare''. Josè Mourinho, allenatore dell'Inter
'Il futuro di Ibrahimovic? Rispondo che resta al 99.9%, visto il successo economico e contrattuale ottenuto, rispondo con la stessa percentuale che ha dato il giocatore e' sempre stato felice, anche se e' uscito dalla Champions League con il mal di pancia. Ripeto, visto che il 99.9% ha portato bene a Mourinho voglio copiarlo, suona bene questa percentuale e da' grandi risultati economici-contrattuali, noi non abbiamo mai chiesto nulla, ma a Mourinho il discorso del 99.9% ha portato bene...'' Mino Raiola, agente di Zlatan Ibrahimovic
23:10 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (107) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, mourinho, moratti, raiola, ibrahimovic | OKNOtizie |
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