30/03/2012
VERSO IL GENOA
LET'S TOUCH EVERYBODY
Le statistiche pre-gara a volte ti fanno sprofondare nel mondo dei ricordi, anche quelli peggiori. La statistica pre-Genoa ci dice che, nell'era Moratti, l'allenatore subentrante all'allenatore esonerato non ha mai perso la sua prima partita e, anzi, l'ha quasi sempre vinta.
No, non mi offendo. Toccatevi pure i coglioni.
Dunque, nel 1995/96 Luisito Suarez subentrò a Bianchi e l'Inter vinse 4-0 con il Torino. Tiè!
Sempre nel 1995/96, Roy Hodgson subentrò a Suarez e fece un bello 0-0 in casa con la Lazio.
Nel 1996/97 Luciano Castellini, il popolare Giuguaro, subentrò a mister Flanagan e vince 3-2 con il Napoli.
Nella struggente stagione 1998/99, della quale stiamo cercando di rinverdire i fasti, cominciammo col segare Gigi Simoni e accogliere a braccia aperte Mircea Lucescu che esordì con uno scintillante 1-1 a Vicenza.
Lucescu non durò tantissimo. Sempre nel 1998/99 Gli subentrò di nuovo Castellini che piallò la Fiorentina 2-0 (Castellini non scherzava quando subentrava)
Ma naturalmente Castellini era solo un traghettatore. Nel finale della stagione 1998/99 tornò Roy Hodgson e condusse la simpatica squadra nerazzurra alla mai dimenticata vittoria per 5-4 all'Olimpico con la Roma.
Per un paio d'anni non esonerammo più alcunchè. Però, diciamocelo, Lippi andava esonerato prima o poi. Cosa che facemmo sull'orlo della disperazione nel 2000/01. Subentrò Tardelli che firmò la vittoria per 3-1 con il Napoli. Il resto non fu così felice.
Poi non abbiamo più esonerato nessuno fino al 2003/04. Per colpa di Brechet mandammo via a calci in culo Hector Cuper, l'Hombre vertical. La squadra fu affidata per qualche giorno a Verdelli, che fece in tempo a prendersi qualche sberlone in Coppa. Ma questo non vale per la statistica del campionato. Fu invece assunto Alberto Zaccheroni che si presentò con un bello 0-0 in casa con la Roma.
Segue un lungo periodo di serenità (sospiro).
Poi, nel 2010/11, esoneriamo Rafa Benitez e chiamiamo il modello brasiliano Leonardo che debutta con il suo futbol bailado a San Siro, la sera della Befana, inculando il Napoli 3-1.
Anche Ranieri, in questa disgraziata stagione 2011/12, si presenta dopo quel disastro di Gasperini squartando il Bologna in trasferta con un agile 3-1. Poi cederà al peso dell'evidenza.
Adesso tocca a Stramaccioni, che si tocca.
20:07 Scritto da settore in Inter | Link permanente | Commenti (38) | Segnala | Tag: stramaccioni, inter, ranieri | OKNOtizie |
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27/03/2012
VIA RANIERI
LA SOCIETA' DEI STRAMACCIONI
Oggi ho vissuto una giornata felliniana che vale la pena ripercorrere anche per chi non gliene un frega un cazzo delle mie giornate anche se felliniane.
1) Ore 10.30. Pavia, stazione di Pavia. Un uomo solo sotto una pensilina (io). Aspetta un bus che non si palesa. Un minuto di ritardo, due, cinque. Mentre viene colto da pensieri di morte (se non arriva il pullman come faccio a raggiungere l'aeroporto di Linate senza farmi spennare dai tassisti e senza perdere l'aereo?) l'autobus arriva. Scende l'autista e mi apre il bagagliaio. Ci metto la valigia. Salgo. Sono l'unico passeggero. Mi siedo in prima fila come un professore in gita con la scolaresca, ma senza scolaresca.
2) A Linate, colto da una crisi di fame come Visentin sul Pordoi, mi mangio un trancio di pizza leggendo la Gazza. In particolare, le pagelle di Juve-Inter. Sono in netto anticipo. Sfoglio con amarezza l'intera Gazza, poi la ripiego e la metto via. Scendo agli imbarchi. Passeggio in attesa della chiamata quando vedo un tizio nero e atletico e ben vestito e con due borse di vestiti appena acquistati venire verso di me.
E' Eto'o.
Mi guarda, lo guardo. Non so che cazzo fare. Sto per piangere e abbracciargli le gambe urlandogli
"Samuel, torna da noi, anche in prestito"
ma l'orgoglio personale mi frena. Mi scappa un mezzo sorriso, lui mi guarda come se avesse visto uno juventino onesto. E va oltre. Sono paralizzato dall'indecisione. Lo lascio andare o lo rincorro e mi stendo davanti a lui urlandogli
"Calpesta le mie carni, ti prego"
ma mi vengono in mente altre domande, tipo
"Che cazzo ci fai qui?"
ma mentre lui si allontana alla ricerca del gate giusto, non cagato da nessuno, vengo travolto da una scolaresca che lo sta seguendo a debita distanza, ma fottendosene di me. Chiamano il mio aereo e mi metto in fila, con il cuore a Machackachakalalanalamanamana.
3) Sono a Cagliari, presto la mia opera, vado a cena e torno in albergo ignaro di tutto, finchè non mi accorgo che sul cellulare c'erano cinque messaggi di gente persa che mi chiedeva di Ranieri come se fossi il figlio di Moratti. Accendo il pc e realizzo che Ranieri è stato esonerato. Eppure due ore prima - prima di mettere le gambe sotto il tavolo - giurerei di avere letto di Moratti che rispondeva "Penso di sì" alla precisa domanda "Ranieri resta?", ma avevo attribuito la vaghezza morattiana a una semplice causa diretta: la vaghezza morattiana, appunto.
E' la prima volta che l'Inter esonera l'allenatore mentre io non sono a Pavia.
Ed è una situazione sgradevole. E' come quando lasci il tuo paese per qualche giorno e poi vedi al tg che hanno fatto un golpe. Non ho il mio cuscino nerazzurro da stringere, non ho la mia sciarpa in cui avvolgermi, non ho i miei orociok. Assisto allo sfascio dell'Inter da una prospettiva inedita. Sono davanti al mare e l'Inter esonera l'allenatore. E' irreale. Quando l'Inter esonera l'allenatore di solito sto scacciando zanzare o camminando nella nebbia.
Vabbe', parliamo di questa cosa. Secondo me sussistono due elementi in contemporanea:
1) tecnicamente, Ranieri ha inanellato una serie inescusabile di "cose da esonero" e quindi la decisione è tecnicamente giusta, forse ineccepibile
2) sostanzialmente, a nove giornate dalla fine, a stagione completamente sputtanata, questa cosa ha un senso? avrà una utilità? se sì, non bastava un Baresi?
Voglio dire: mi sembra ci sia stata una forzatura. Stramaccioni nel giro di 24 ore vince la baby-Champions e - per questo - diventa allenatore della prima squadra. Mi ricorda quando Monti è diventato senatore a vita e presidente del consiglio nel giro di due giorni. Sono convergenze un po' sospette. Nel senso che dal nulla al tutto, insomma, ci sarà pure qualche via di mezzo.
Ha una prospettiva questa cosa di Stramaccioni? Sarà il nostro allenatore del futuro? Se sì, cosa potrà/dovrà mai dimostrarci in questi ultimi due mesi scarsi di campionato? E se, invece, l'allenatore sarà qualcun altro, 'sto povero Stramaccioni non rischiamo di bruciarlo, di sputtanare un pochino anche lui?
Al termine di tutto questo ragionamento, io la butto lì: tra gente che non verrà, che costa troppo, che è indecisa, o che probabilmente avrà tutti i diritti di cambiare idea (un allenatore top non muove il culo se gli mettono a disposizione una squadra flop), Moratti gioca il jolly, tenta il filotto, si inventa il colpaccio della vita. E cioè: un giovane allenatore, molto economico, rampante e senza pretese. La comodità di avercelo in casa. Magari gli va bene, e sarà il nuovo Mancio. O magari gli va male, e se sarà un disastro si cambierà, sennò può anche darsi che ci vada di culo e vedreno la nostra società fuzzy impostare un minimo di progetto a basso costo e dolcemente low profile. Stramaccioni lo ringrazierà comunque. E poi con quel cognome, insomma, dove pretenderà mai di andare?
Una postilla, doverosa. Speravo fosse finita l'epoca dell'Inter che dice una cosa nel tardo pomeriggio e fa il contrario due ore dopo. Mi sbagliavo.
00:28 Scritto da settore in Inter | Link permanente | Commenti (357) | Segnala | Tag: inter, ranieri, moratti, stramaccioni | OKNOtizie |
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26/03/2012
JUVENTUS-INTER 2-0
AGONIA
Naturalmente, avendo perso 2-0 (con la Juve, poi) non ci si può permettere di gioire per avere visto i migliori 45 minuti dell'ultimo anno solare. Purtroppo sono 45 minuti bellissimi che contano zero. Sì, certo, ci dicono che siamo sempre l'Inter, che potremmo giocarcela con chiunque, che sapremmo prendere chiunque a pallate. Però, alla perenne ricerca della metafora di una stagione disgraziata, anche questa partita si presta benissimo. Ranieri ha saputo costruire i primi 45 minuti, non sbagliando nulla, e distruggere tutto nei secondi 45, tirando fuori due dei tre-quattro nostri uomini migliori (l'Obi più scintillante dell'anno, Poli diligente e dinamico) e - casualmente? non casualmente? - i due più giovani della formazione. Perchè, dice Ranieri, Obi si stava stancando e Poli era ammonito. E beh! Poco conta se metti dentro un palo della luce (il Pazzo della luce) e uno che in quel momento non serviva (Faraoni) perchè sicuramente meno in palla dei due che uscivano. Già che ci sei, Ranieri, spiegaci come hai visto il Forlan dell'ultima mezz'ora, ammesso che il Forlan della prima ora ti fosse piaciuto.
Ci toccano altre nove partite con questo ormai inestricabile Ranieri, e saranno nove partite lunghissime. Il mio animo giuggiolone e interistamente democristiano ormai vacilla. Ranieri è una persona dai modi garbati e dalla grande esperienza, sì, certo. Ma avanza in me il dubbio che ormai - complice la non grande scelta a sua disposizione - si stia incaponendo a cercare la trovata dell'anno non trovandola mai.
I 45 minuti migliori degli ultimi 12 mesi non migliorano la situazione, nè rendono meno grottesco il continuo riferimento a un terzo posto da inseguire e da un'Europa League - almeno quella - da non lasciarci sfuggire. Se serve, mi permetto di ricordare che nel girone di ritorno abbiamo fatto 6 punti in 10 partite, e che nelle ultime 13 partite (da Napoli in Coppa Italia a oggi) per 9 volte non abbiamo segnato. Sì sì, inseguiamo il terzo posto. Segnando un gol ogni quattro partite, e contemporaneamente facendosi fare gol su calcio d'angolo come una squadra di Lega Pro, sarebbe l'impresa del secolo. Anzi, del millennio.
00:47 Scritto da settore in calcio minore, Inter | Link permanente | Commenti (145) | Segnala | Tag: inter, juventus, ranieri, obi, poli | OKNOtizie |
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19/03/2012
INTER-ATALANTA 0-0
SEMIVUOTI
Già lo stadio semivuoto mi aveva messo una certa tristezza. Poi ci si è messa anche una squadra semivuota, dove il "semi" sta a indicare un qualche segnale di vitalità sparso qua e là nei 90 minuti, e mi duole sottolineare - mi duole per gli altri, intendo - che una discreta percentuale di vitalità continui ad arrivare da uno di 38 anni e mezzo, che non cambia di una virgola ciò che gli succede attorno, che fa sempre le sue scorribande un po' naif ma sembra almeno avere dell'orgoglio residuo. Volendo fare una battuta, potremmo felicitarci del quarto risultato utile consecutivo o del punto guadagnato su Lazio e Parma. In realtà, mi sembra che le battute le facciano gli altri. Leggo di giocatori che dicono "Peccato, meritavamo". Meritavamo che? Ranieri è un signore nei modi, ma che "dobbiamo uscire noi da questa situazione" ce lo sta raccontando da esattamente due mesi, e in questi due mesi siamo usciti da tutto, ma proprio da tutto, fuorché "da questa situazione".
La tristezza è diventata profonda quando ho visto il replay del rigore di Milito. Per l'esattezza, il replay da dietro la porta. Da dove si vedeva benissimo, senza possibilità di errore, che Milito il rigore lo avrebbe tirato esattamente dove lo ha tirato, in quel lato lì, in quel punto lì, a quella velocità lì. Ha fatto un movimento talmente lento e sbilanciato che anche un bambino - anche Filippo, e forse addirittura anche il papà di Filippo - avrebbe intuito e, sdraiandosi come Nerone davanti a Roma che brucia, avrebbe parato con l'ascella. Mi faccio cagare da solo quando approdo ai soliti argomenti populisti, ma guadagnando alcuni milioni di euro l'anno tutti i nostri beniamini, presi singolarmente, dovrebbero avere un moto spontaneo - ricevo un corrispettivo per le mie prestazioni, quindi presto la mia opera al meglio delle mie possibilità - per "uscire da questa situazione". Invece uno tira un rigore da mezza figa, l'altro non se la sente di mettersi sulla fascia, l'altro ancora - Ranieri - si inventa i soliti cambi alla cazzo, tra cui quello del migliore in campo.
Insomma, come si esce da questa situazione? Beh, certamente non rilasciando dichiarazioni surreali. Zanetti: peccato, è stata una gara a senso unico. Nagatomo: avremmo meritato molto di più. Ranieri: sapevamo che avremmo pagato la partita di Champions. No scusa, adesso è un problema giocare una partita ogni 5 giorni? Io ho visto una squadra a cui hanno abbastanza regalato un rigore (il catch, si sa, è una disciplina difficile da interpretare) e che nel finale è stata graziata in modo clamoroso (stesso azione di Poli con il Novara, quindi era un rigorissimo più espulsione del già ammonito Lucio). Da due mesi non riusciamo a uscire da questa situazione, però c'è ottimismo, l'Europa League è a sei punti, il terzo posto è a soli sette punti! Wow! Siamo in corsa per due obiettivi! Ecco, fossi in sala stampa alzerei la manina e prenderei la parola e chiederei a uno a caso?
"Scusi, ma una squadra in queste condizioni sette punti - seriamente, dai - in dieci partite a chi li recupera?"
All'appuntamento di stasera alle 19.30 al Panta Rei di Milano, via Pasubio, saremo in 70. Grazie a tutti a nome di Valerio e della Fondazione De Marchi.
00:59 Scritto da settore in Inter | Link permanente | Commenti (171) | Segnala | Tag: inter, atalanta, milito, ranieri | OKNOtizie |
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10/03/2012
CHIEVO-INTER 0-2
GLI AMICI RITROVATI
E no, stasera no. Non meritavamo di non vincere. Cioè, perdonate, facendo una crocetta sulla doppia negazione e semplificando, meritavamo di vincere. Vabbe', ci siamo capiti, quella roba lì. In preda a una malinconia crescente stavo scartabellando la legge di Murphy sul divano quando, per fortuna, il Muro ci ha tolto da questo gorgo di sfiga. E mentre ancora mi godevo l'endorfina del Muro volante, mi sembrava di vedere un'azione con un capo e una coda e Milito insaccare di testa il secondo. Era da 104 anni che l'Inter non segnava due gol in due minuti in trasferta (non è affatto vero, ma mi piace pensarlo). E comunque vaffanculo, no dico, vaffanculo!, non si vinceva praticamente da due mesi, e due mesi senza vincere non si augurano neanche al peggior nemico *.
* ahahahah, che stronzata. E' ovvio che a Juve e Milan augurerei di non vincere più fino alla notte dei tempi, che Iddio le strafulmini e le cacci in Terza categoria, quelle due squadracce infami che ci ammorbano l'esistenza.
Non voglio nemmeno pensare a un'Inter ulteriormente immalinconita da uno sfortunato 0-0 a Verona nel cammino di avvicinamento al ritorno col Marsiglia. Un'Inter come quella di stasera - che non era mica il Barcellona, sia chiaro, ma ha pur sempre tenuto in mano la partita dall'inizio alla fine (mica male per una squadra che si cagava nelle mutande fino a dieci giorni fa) - non avrebbe certo perso con quell'orribile squadra francese cui abbiamo concesso di venire a San Siro con il coltello dalla parte del manico. Peccato, ma se due indizi fanno una prova (la reazione col Catania, la partita di Verona) sarà un match diverso, probabilmente migliore. Poi bisognerà cacciarne dentro due, e non è come dirlo. Ma, oggettivamente, siamo messi meglio.
A Verona sono accadute cose importanti. Per esempio, aver tenuto in panca Cambiasso per fare giocare un ottimo Poli. No, vorrei sottolinearlo: aver tenuto fuori uno stanco/fuori forma per fare giocare uno fresco/in forma. Un passo in avanti epocale per CR70, che questi automatismi sembrava averli lasciati nel baule della Volvo (d'altronde lui è uno che piange quando c'è da ridere e ride quando c'è da piangere). E poi avere finalmente trovato il modo di reinserire in squadra Sneijder, con una mossa geniale:
(rullo di tamburi)
vertice alto del rombo dietro due punte
(rumore di tuoni, lampi)
'a Ranie', Guardiola te fa 'na pippa. Quattro punti in due partite: ho le vertigini, e quindi vado a dormire.
27/02/2012
MEGA CRISI INTER
IL MANUTENTORE
Napoli-Inter è stato un Novara-Inter giocato su un prato vero e non sul sintetico. Il resto è stata tutta un'analogia - una triste, devastante analogia - compresi quei 45 minuti di difesa a tre, una cosa che mai avrei pensato di rivedere, almeno in tempi brevi. Come già accaduto per Inter-Novara (oh, c'è sempre il Novara di mezzo), lo spettacolo è stato così deprimente che manco ci incazziamo più per i rigori non dati. Ed è giusto così, è onesto così. I problemi veri sono altri. Primo tra tutti: l'ammutinamento della squadra. Che, tornando al girone d'andata e al funesto gasperinesimo, era stato pratico e reale la sera di Novara-Inter, mentre a Napoli è stato per così dire concettuale. Stendo un velo nemmeno più pietoso su "i ragazzi sono stupendi in allenamento", affermazione patetica se ce n'è una. Ma non riesco a capire come Ranieri continui a parlare di "squadra che mi segue" quando appare chiaro il contrario: la squadra non lo segue più, nel senso che non lo capisce, perde il filo. Se Ranieri intende parlare di un rapporto umano corretto e amichevole con la squadra, prendiamone atto (esticazzi?), ma se il "seguire" riguarda l'aspetto puramente tecnico, allora direi che sarebbe il caso di uscire da qualche equivoco: guardarsi nelle palle degli occhi, controllare l'esatto significato di "seguire" su un qualsiasi dizionario, dirsi le cose come come stanno, resettare. Spegnere e riaccendere. Tornare alle impostazioni iniziali.
11 sconfitte in 25 partite di campionato è un bilancio agghiacciante e, purtroppo, anzora parziale. Spegnere e riaccendere è necessario anche per rendersi conto bene della situazione, i cui contorni ancora ci sfuggono se davanti alle telecamere va un allenatore che sorride, minimizza e fa l'offeso. Il terzo posto, che avevamo praticamente in mano 40 giorni fa, ormai è a un anno luce. Resta a portata di mano l'Europa League (mai avrei pensato di dover dire una cosa così) (Europa League) (sospiro), ma non ci farei troppo affidamento. Non dopo aver fatto 1 punto in 7 partite. Non facendo quasi esclusivamente affidamento sulla pochezza degli avversari che non sulle tue ambizioni.
La spaventosa prestazione della vecchia guardia a Napoli (appunto: ammutinamento o, semplicemente, fine corsa?) impone decisioni immediate, con o senza Ranieri. Non si possono schierare Zanetti-Cambiasso-Stankovic in queste condizioni fisiche e psichiche, non si può. Non si può per l'Inter di oggi, che arranca. E non si può anche in omaggio a ciò che quel trio rappresenta e ha rappresentato per l'Inter. Se la squadra "ti segue", caro Aggiustatore, allora devi essere chiaro e importi un pochettino. Hai lasciato fuori Totti e De Rossi a Roma, possibile che qui non riesci a tenere fuori 'sti tre nemmeno di fronte all'evidenza che non ne hanno più, che sono dannosi per la squadra e pure per se stessi? Tanto vale far giocare Poli-Palombo-Obi, non penso che avrebbero fatto peggio - impossibile, direi - e magari rischiavi anche di motivarli un pochino, no? E poi, Manutentore dei miei coglioni, scegli un modulo, scegline uno e - in tempi di crisi - tientelo stretto, così la gente fa meno fatica a seguirti. Anche noi dal divano, affranti e sbalorditi di fronte a uno sfacelo che al confronto con Zaccheroni era tutto 'nu babbà.
14:24 Scritto da settore in Inter | Link permanente | Commenti (259) | Segnala | Tag: inter, napoli, ranieri | OKNOtizie |
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NAPOLI-INTER 1-0
12:44 Scritto da settore in Inter | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | Tag: napoli, inter, ranieri | OKNOtizie |
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18/02/2012
INTER-BOLOGNA 0-3
PERDERE L'ONORE REMIX
E adesso andate via
voglio restare solo
con la malinconia
pensare un po' alla squadra
ai cambi di Ranieri
perche' ne metti tre
nell'Inter di stasera
falliva anche Pelè
perdere l'onore
quando si fa sera
pure Acquafresca sembra Messi porca troia
rischi d'impazzire
puo' scoppiarti il cuore
perder col Bologna e avere voglia di morire
lasciami gridare
un casino feci
prendo a calci in culo Little Frog e gli altri dieci
li faro' cadere ad uno ad uno
spezzero' le ali di Forlan
vaffanculo porco can.
Moratti ti capisco
e ammetto che sbagliavo
facevo mie le scelte
chissa' che pretendevo
e adesso che rimane
di tutto il tempo insieme
un uomo troppo solo
che ancora ti vuol bene
perdere l'onore
pure col Bologna
squadra 'emmerda che ci gonfia come 'na zampogna
provi a ragionare
fai l'indifferente
fino a che ti accorgi che non sei servito a niente
e vorresti urlare
stritolare il Pazzo
sbattere la testa mille volte
a Wesley Sneijder
respirare col morale basso
dire è tutta colpa di Cambiasso
non capisco un casso
perdere l'onore
maledetta sera
che raccoglie i cocci di una vita immaginaria
pensi che domani e' un giorno nuovo
ma dobbiam partire per Marsiglia
e mo' quanti ne piglia?
prendere a sberloni
Poli e Faraoni
Maicon Lucio e Yuto ho bisogno un po' d'aiuto
li faro' cadere ad uno ad uno
spezzero' le ali del colombo
e metterò Palombo
perdere l'onore
02:04 Scritto da settore in Inter | Link permanente | Commenti (39) | Segnala | Tag: inter, bologna, ranieri, moratti | OKNOtizie |
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13/02/2012
INTER-NOVARA
PRIMA O POI DOVEVA FINIRE
E' stata una partita che mi ha fatto tornare giovane, quasi bambino. L'oratorio. Quel posto in cui raggruppavi una dozzina di ragazzi in mezzo al campetto, facevi le squadre e poi giocavi – appunto – un calcio oratoriale, quelle partite tiro-a-segno da “vince chi arriva prima a cinque”, e allora tiravi da qualsiasi posizione, senza alcun criterio che non fosse quello di arrivare in fretta a cinque, in fretta perché veniva buio, o perché oltre una certa ora il campo era prenotato, o perché il prete doveva chiudere, o perché la nonna ti aspettava per cena, o perché volevi fare almeno un gol di quei cinque lì, almeno uno, tirano tutti e io no?
E' stata anche una partita che mi ha riportato indietro di otto anni, 18 gennaio 2004, Inter-Empoli 0-1, una classica partita del non ritorno. Fu dopo quella allucinante sconfitta, con un gol al 91' di Rocchi (un altro Caracciolo), che Moratti si dimise lasciando il timone a Facchetti. La partita con il Novara non è stata meno grave, meno pesante, meno squassante di quell'Inter-Empoli. Non succederà nulla perché Inter-Empoli fu il culmine negativo di 15 anni di inutili e disperate attese, mentre Inter-Novara è il culmine negativo di un periodo breve e senza patemi, che segue il quinquennio delle grandi abbuffate – e forse la pancia piena è uno dei problemi.
Mi aspettavo qualche dichiarazione più contrita e più angosciata. No Ranieri, non mi venire a dire che non puoi rimproverare niente ai tuoi ragazzi, non mi venire a dire che le hanno provate tutte per vincere. Tirare duecento volte alla cazzo da venti metri non è provarle tutte: è provare la stessa inutile cosa per tutta la partita. Al netto degli errori dell'arbitro (due rigori negati sullo 0-0 probabilmente avrebbero cambiato la partita), e al netto della traversa di Sneijder (beh, capita) e della incredibile parata di scroto sulla girata del Pazzo (beh, concediamo anche al Novara il lusso di avere un portiere), questa partita un mese fa l'avremmo vinta 8-1, mentre oggi l'abbiamo persa in maniera triste, incaponendoci a fare le stesse cose a ripetizione, in un tipico schema mentale che non porta a nessun risultato se non quello di ammosciarti progressivamente, con il nervosismo che sale, la confusione che ti perfonde, tra uomini messi un po' così, alla carlona, tipo un Forlan a fare i cross, per dire.
Oggi l'Inter è questa, è una squadra che vive di serialità: se va bene sciambola, se va male si perde in casa con chiunque. Una squadra che non ha certezze e che si esalta o si dissolve in alternanza e senza apparente spiegazione. Siamo come certi giocatori di basket che non sono bravi a difendere e nemmeno tanto ad attaccare, ma tirano bene le bombe. Magari hanno l'X-Factor e ne fanno trenta a partita quando gli gira, e magari la volta dopo spadellano cinque volte e li richiamano in panca per la disperazione. Giocatori di cui ti ricordi le volte che fanno trenta punti, certo, ma che sono irrimediabilmente scarsi. Giocare a basket non è (solo) tirare bombe, sennò basterebbe allenarsi al luna park.
Inter-Novara segna un momento importante nella storia dell'Inter. Basta, vi prego, con il passato. Basta parlare del Mou che avrebbe messo sei punte, basta parlare di un'altra Inter che avrebbe vinto con una gamba sola e avrebbe segnato tre gol negli ultimi due minuti. Oggi l'Inter ha girato pagina, ufficialmente, irreversibilmente. Da oggi l'Inter è un'altra cosa e non c'entra più nulla con quella cosa là. E' una squadra che ha un'altra dimensione, altri obiettivi, altri occhi, altri cuori, altri piedi, altre teste pensanti, altri obiettivi, altri limiti. Magari adesso ne imbrocca ancora dieci di fila, certo. Magari no. Ecco, anche noi tifosotti, vi scongiuro, entriamo in un'altra dimensione, quella del magari no. E' finita un'era, ne è iniziata un'altra. Zeru tituli, stavolta tocca a noi. E chissà per quanto.
02:46 Scritto da settore in Inter | Link permanente | Commenti (287) | Segnala | Tag: inter, novara, ranieri, forlan, caracciolo | OKNOtizie |
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06/02/2012
ROMA-INTER 4-0
I NUOVI MOSTRI
In tre settimane, dal derby a oggi, siamo tornati disastrosamente dalle stelle alle stalle. Non è un cerchio che si chiude: a chiudersi è una strana figura geometrica tutta bitorzoluta, convessa e concava, a onde, una rappresentazione irregolare e mostruosa che va da Novara a Novara (la prossima partita, appunto) e che ci ha visto trasformarci via via da "creatura da retrocessione" a "creatura da scudetto in rimonta" e poi, infine - siamo ai giorni nostri - in "creatura nè carne nè pesce", in creatura persa, chissà, forse la nostra reale dimensione. Quando, sotto di due reti, irrimediabilmente distanti dagli avversari, Ranieri ha potuto/voluto fare un unico cambio - fuori una punta e dentro un centrocampista, come fossimo stati 2-0 a nostro favore -, ho spento la tv e sono andato serenamente a lavorare, apprendendo un'oretta più tardi che avevamo perso 4-0, com'era nell'aria.
Dopo il derby, tre settimane fa, che pareva averci restituito speranze e ambizioni degne di noi, non ne abbiamo più azzeccata una. Ci è andata di lusso in casa con la Lazio, poi ci siamo inoltrati in questi dieci giorni alla Jacques Mayol: afferrata la zavorra, ci siamo lasciati trasportare negli abissi in assetto costante, cioè costantemente alla cazzo. Partita persa a Napoli, a testa alta certo, ma persa. Partita persa a Lecce, ma con un po' di sfiga certo, con Femi Benassi fenomeno once in a life certo, ma persa. Partita pareggiata col Palermo, buttandola nel cesso senza se e senza ma. Partita persa a Roma, facendo schifo e facendosi asfaltare da tale Borini. Ora, io spero che una settimana intera per riflettere e prendere fiato ci consenta domenica prossima di tornare in noi e battere la derelitta del campionato, nel ricordo di ciò che avvenne 19 giornate fa. Altrimenti è la fine.
Temo che il problema non sia Ranieri, come sarebbe facile pensare quando sullo 0-2 ti toglie una punta per mettere un centrocampista. Considerando chi mancava (contemporanee assenze di Sneijder, Alvarez, Zarate e Guarin: chi diavolo metti per cambiare minimamente le carte in tavola?), non poteva fare chissà cosa. Il problema sta nelle teste di buona parte dei nostri giocatori, cui è bastato inanellare due o tre partite sfavorevoli per tornare negli abissi dell'autunno scorso. Si chiama psicolabilità, e giocando strapagati in serie A non è una bella cosa. Il problema è nella condizione scandalosa di alcuni dei nostri - per esempio Maicon, Lucio, Pazzini: ma li avete visti bene oggi? - che non è sopportabile dalla rosa dell'Inter attuale: se c'è gente che non rende, che gira a vuoto, che crea danni, non c'è possibilità di risolvere il problema. Un po' per gli infortuni, un po' per alcune croniche carenze. In attacco, se diventa un problema l'influenza di Zarate e l'affaticamento di Alvarez, allora vaffanculo.
Quanto è costato perdere a Lecce, pareggiare in casa col Palermo e perdere a Roma, quando davanti a te perdono o pereggiano quasi tutte? Facendo un punto in tre partite rimaniamo a 5 punti dal terzo posto, e considerando che al terzo posto c'è l'Udinese (non il Barcellona) la situazione rimane molto fluida. Ma l'Inter dell'ultima settimana è preoccupante. Non si può andare giù di testa a febbraio, con mezzo campionato da giocare, a 15 giorni dalla Champions... no, è un'Inter preoccupante, molto, forse troppo.















