Blog ufficiale di Virgilio

12/01/2010

COUSINS

IL CLUB MED(RANO)

No, non avrei scommesso sul Milan come nostra principale avversaria. Sì, resto convinto che questa società (con certi giocatori, certi dirigenti, un certo presidente, una certa patacca sulla maglia e un certo modo di fare le cose, tipo il contratto Adecco con Beckham) sia il circo Medrano del calcio. Tutto ciò non toglie che il Milan stia facendo un campionato sopra le righe e sia assolutamente legittimato a metterci un po' di paura, soprattutto - come si suol dire - sulle ali dell'entusiasmo. Che è tanto, e ci credo: rassegnati all'essere Medrano, si ritrovano a fare il Cirque du Soleil. E quindi, come non essere entusiasti?

Il Milan sta giocando d'azzardo e vince, per cui continuerà nell'azzardo. Ogni tanto si becca la tranvata (tipo col Palermo), ma generalmente gli va meglio. La partita-tipo del Milan è Milan-Cagliari 4-3: è una squadra che può farne 4 a chiunque e prenderne 3 da chiunque, a seconda della propria vena e della acutezza (o sprovedutezza) altrui. Saremmo ancora qui a parlarne da Medrano, ma si sono verificate negli ultimi mesi, e tutte assieme (questo è culo), una serie di condizioni favorevoli che ne hanno fatto un Club Med(rano): Dida è tornato a essere un portiere normale, Ronaldinho riesce a trascinarsi oltre la solita zolla di campo, Nesta e Borriello sono usciti dalla lungodegenza con risultati lusinghieri, Pirlo si è ricordato di come si gioca a football, Leonardo ha preso una (1) decisione e gli è andata bene, riescono a riciclare chiunque come uomo di fascia pur di non essere costretti a far giocare quelli (scarsi o decrepiti) di ruolo. Metti tutto insieme e - siccome la materia è buona, circense ma buona - ti esce un girone d'andata così.

Noi comunque abbiamo due punti in più dello scorso anno, abbiamo segnato 10 gol in più delle Cirque du Milaneil e guarderemmo al futuro con una serenità assoluta se non fosse che, per motivi contingenti, la nostra rosa è ristretta. Ma talmente ristretta che ogni volta che leggo l'elenco degli indisponibili mi sale un groppo in gola e mi commuovo, come una sciampista al cinema per il film di Richard Gere.

 

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06/11/2009

DINHO

TRA IL DIRE E IL FARE

Ronaldinho: "Voglio giocare fino a quarant'anni" (titolo sulla Gazza di questa mattina)

Ronaldinho ha subito una contusione ieri in allenamento e oggi non si è allenato. Domani nuova valutazione (sito del Milan, comunicato di oggi pomeriggio)

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18/08/2009

IL LORO BOLT

L'ANGOLO DEL QUIZ

Cari amici, calandomi quanto mai nel ruolo di blogger di servizio, vi propongo un classico quiz estivo che non mancherà di appassionarvi, sia che siate giù tornati alle vostre squallide occupazioni quotidiane in città, sia che vi stiate ancora sollazzando con il vostro laptop sotto l'ombrellone. Solo una delle affermazioni che troverete di seguito è stata davvero pronunciata nelle ultime ore (tra parentesi, il presunto pronunciatore): sta a voi individuarla (destinato ai solutori più che abili).


rivas.jpgNelson Rivas è il nostro Denzel Washington (Massimo Moratti)







Calderoli.jpgRoberto Calderoli è il nostro Metternich (Giorgio Napolitano)

 

 

 

 

 


gegia.jpgGegia è la nostra Scarlett Johannson (Paolo Mereghetti)

 

 

 

 

 


jimmy1.jpgJimmy Fontana è il nostro Bruce Springsteen (Gino Castaldo)

 

 

 

 

 

Angela.jpgAlberto Angela è il nostro Albert Einstein (Piero Angela)

 

 

 

 


shower.jpgSettore è il nostro Haile Gebrselassie (Stefano Baldini)

 

 

 

 

 


jimmy.jpgJimmy il Fenomeno è il nostro George Clooney (Gianluigi Rondi)











ronaldinho.jpgRonaldinho è il nostro Usain Bolt (Silvio Berlusconi)

 

 

 

 


28/09/2008

TRISTE DERBY

QUESTIONE DI TESTA

In fondo, stringi stringi, cos'è successo? Che la partita è passata dalle teste di due presunti ex giocatori brasiliani. Uno ha inzuccato la palla che sembrava Bonimba e l'ha messa nel sette. L'altro, per la seconda volta in due partite, ha cannato lo stacco a quattro metri dalla porta e l'ha buttata fuori. Cosa avremmo detto se, con la squadra in dieci, quell'uomo grosso e inetto avesse pareggiato nel pieno del forcing finale? Ve lo dico io: saremmo ancora qui a farci le seghe su quanto siamo forti e quanto cuore abbiamo e Milan merda vaffanculo. Detto questo, non condivido l'ottimismo del Mou a cui l'Inter è piaciuta tanto: primo tempo da abbiocco, un tiro da venticinque metri e stop. Secondo tempo complicato dall'espulsione, ma per lo meno qualcosa di offensivo l'abbiamo messo insieme. Purtroppo - particolare non da poco - non l'abbiamo messa. Il Mou ha detto che stava per cambiare Burdisso con Balotelli e che l'espulsione gli ha scombinato tutti i piani. Capita. Se poi capita sempre più spesso che nel corso della partita è costretto a imbottire la squadra di punte, per cambiare le cose, non vorrà dire che all'inizio di attaccanti ce ne sono pochi? Er Trivella fa cagare, il primo quarto d'ora del secondo tempo di Mancini (ammesso che nel primo ci avesse deliziato) è stato una cosa agghiacciante: non sarà il caso di intervenire prima (intendo: prima di entrare in campo)? La miglior Inter vista finora resta quella del primo tempo con la Roma in Supercoppa. Mi ero illuso che le non strepitose prestazioni successive dipendessero anche dal fatto che certe squadre giocassero con tre portieri e otto difensori. Ma di questo non possiamo certo accusare il Milan di stasera. Che ha fatto un partitone, che ha giocato un derby come merita di essere giocato, e cioè con le palle sguainate. Noi invece giochiamo con un 4-3-3 ad handicap, nel senso che i peggiori in campo sono i due laterali offensivi. Io proverei a cambiare. Così, a naso. Temporaneamente. Con quei due pasticcioni dentro e Cruz e Balotelli in panchina, lo confesso, ho patito un leggero giramento di coglioni.

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(notare lo stacco di Ronaldinho. Tipo quello di Adriano, diciamo)

31/08/2008

MILAN-BOLOGNA 1-2

 

CAMPIONI E/O COGLIONI
 
106030667.jpgOggi mi sono guardato il Milan. Esordio di Ronaldinho, ritorno di Sheva, finalmente qualche faccia di nuova: insomma, mi pareva il caso di sottopormi a questa tortura. E dopo il primo tempo un po' così, quasi indecifrabile, ammetto di avere assistito con incontrollata inquietudine al primo quarto d'ora del secondo tempo, nel quale Gengivinho ha fatto cose sublimi (e San Siro rossonero ribolliva come non faceva da tempo). Fino a telecomandare sui piedi di Sheva un pallone più facile da mettere che da sbagliare: in quella frazione di secondo mi è apparsa la prima pagina della Gazza piena di superlativi e di foto di Dinho, Sheva e Berlusconi che rideva in tribuna (ma penso fosse una paresi, o un inceppamento del lifting: aveva lo stesso sorriso anche alla fine). L'uomo è debole, si sa. E io sì, lo ammetto: ho avuto paura. Il Milan senza Kakà, senza Gattuso, senza Pato (era ancora in panca) si stava divertendo a (cercare di) impallinare il Bologna, lo stadio impazziva, le gente urlava e si fregava le mani. Sheva si mangiava il gol, il risultato era sempre 1-1, ma già si festeggiava una stagione che con quel Ronaldinho lì si prospettava - se non trionfale - molto molto divertente. Per fortuna il calcio è meraviglioso. Il futbol bailado del Milan produceva una cippa di minchia, mentre dall'altra parte Leo Valiani infilava Abbiati e il risultato finale diventava inaspettatamente 1-2. Il meraviglioso Milan dei minuti tra il 46 e il 60 lo prendeva in quel posto lungo e rovente. Contro una neopromossa. In  casa. I pigiamoni debbono ancora giocare, ma quanto vorrei che questa prima giornata proseguisse com'è iniziata: con le grandi un po' più piccole di quello che ci si prospettava, nonostante le rispettive campagne di rafforzamento. Il Milan è da tenere d'occhio. Oggi ha fatto vedere tutto e il contrario di tutto: potrebbe vincere il campionato con venti punti di vantaggio o retrocedere con quattro giornate di anticipo. Se registrano un po' la tattica son dolori. Nel secondo tempo, i primi dieci cross di Dinho dalla trequarti sinistra hanno fatto tutti male. I successivi cinquanta (era l'unico schema del Milan odierno) sono diventati via via sempre più prevedibili, tanto che se Arrigoni avesse tolto un difensore e messo me, oggi probabilmente la Gazza parlerebbe di Settore come del nuovo Graziano Bini.
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*campagna elettorale. Compagni, amici, camerati: se mi volete anche solo un po' di bene, dimostratemelo votandomi al Blog Awards 2008. Obiettivo: scompaginare la solita cricca dei blogger che si votano tra di loro e poi si premiano tra di loro. La scheda elettorale è lunga e noiosa come una partita della Juve: bisogna votare almeno 10 delle categorie presenti. Ma so che ce la potete fare. (il link è nella colonna a sinistra, in alto, dove c'è quel coso che gira. Si vota fino a venerdì 5)

 

26/08/2008

ESSERE FIGO

FRANGIA O SPAGNA (PURCHE' SE MAGNA) 

La storia della frangia affonda nella notte dei tempi. Ma la stura all'ennesimo ritorno di questa mai doma acconciatura credo sia stato dato da Naomi Campbell, una che anche calva farebbe la sua porca figura. Un giorno dev'essere andata - un po' su di giri, come spesso le capita - dalla sua pettinatrice a Hollywood, cui avrà chiesto di dare un bel taglio parallelo al terreno e non le rompesse i coglioni. E così la moda è ripartita.

Su alcune persone l'uso della frangia provoca effetti del tutto particolari. Per esempio, guardate Heidi Klum come cambia con o senza frangia. Verrebbe da pensare che quella frangiata non sia Heidi ma Concetta Klum, la sorella meno famosa di questa bellissima modella un tempo ingravidata da Briatore.

Pure in questo caso l'uso o meno della frangia regala sensazioni inattese, anche se poi il giudizio finale risulta meno variegato del crogiuolo di sensazioni che l'ha preceduto: che abbia o meno la frangia, Halle Berry è sempre un gran pezzo di donna.

E cosa dire di Tyra Banks? Cosa potrebbe mai cambiare se, al momento di passarla a prendere in limousine sotto il suo albergo per portarla a cena, lei si presentasse con o senza frangia? Ve lo dico io: un cazzo.

Anche Penelope Cruz non ha resistito all'ultima tendenza socio-tricologica. Nel suo caso, la frangetta le regala quell'aria sbarazzina che giova alla sua immagine di solito più carnalmente patinata.

Una star che ha cercato una sorta di evoluzione personale e professionale nell'uso della frangia è Keira Knightley. Attrice in possesso di un'unica espressione facciale, riesce a tradire le masse di ammiratori variando la conformazione del capello che - nel caso della frangia - sembra assecondare un impercettibile movimento del volto.

Non è solo una questione di pettinarsi i capelli in un modo o nell'altro. Nel caso di Salma Hayek, pettinarsi con la frangia significa attrarre l'attenzione sulla testa e distrarla da ciò che tutti le guardano abitualmente, cioè quel fantastico paio di tette che si ritrova.

Anche per alcuni uomini la questione della frangia e del suo rinnovato successo nella tricologia mondiale ha un suo perchè. Ecco per esempio Tom Cruise con una pettinatura che sembra togliergli dieci anni (senza aggiungergli, ahilui, quegli agognati dieci centimetri per i quali venderebbe madre, moglie e prole).

Ecco. L'approdo all'emisfero manchile mi consente quindi, dopo questo breve ma spero significativo excursus della storia recente della frangia, di approdare alla questione centrale che vorrei affrontare con voi: la pettinatura di Figo.

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Cosa cazzo è successo a Figo? Come mai gli si è afflosciato il capello (mi auguro non sia un'evoluzione metaforica dell'intera sua sfera esistenziale, compresa quella sessuale)? Con quale prodotto può avere ammorbidito quella calotta che aveva prima, consentendogli così di sfoggiare questa frangetta da adolescente inquieto? Io spero che entro breve tempo il mistero sia risolto e che la società rilasci un comunicato ufficiale, magari con una di quelle belle interviste congiunte con il rullo degli sponsor e i microfoni spiegati. Questo allo scopo di rasserenare il panorama calcistico internazionale. Non è doping, voglio dire: ha solo cambiato barbiere. Milan Lab, invece, sta già assumendo informazioni con mezzi più o meno leciti: vuole sapere il nome del prodotto che ringiovanisce i vecchi campioni. Non mi stupirei se nei prossimi mesi vedessimo Maldini pettinato come i Cugini di Campagna, Inzaghi come il bassista degli Status Quo e Ronaldinho come Ronaldinho.

18/07/2008

CAMBIAMI IL LOOK

IMPRESE DISPERATE

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Ha fatto tagliare barbe, baffi e capelli, ad alcuni ha chiesto di farli crescere, ha consigliato vestiti, controllato le mise. E adesso? Vedremo Ronaldinho in grisaglia e pettinato con la riga, o avrà la dispensa papale?

16/07/2008

EFFETTO RONALDINHO

I MATTATORI

674cd6c44f7e242067a5ea7697a92654.jpgSarà che non ci abbiamo televisioni, case di produzione, nani e ballerine, però questo gusto un po' teatrale del colpaccio ci manca, bisogna ammetterlo. Quindi guardo con un filo di invidia ai cuginastri che si costruiti e oggi si godono questa giornata all inclusive, raduno più colpaccio più inculata mediatica a noi che pure ci raduniamo nei paraggi, ma con un contorno di facce più che note - tranne The Special One, obviously - che non stimoleranno granchè la fantasia, specie quella altrui. Nei tanti ribaltamenti di situazione, guarda un po', ci sta anche questo: con Ronaldinho il Milan - già a luglio - diventa campione d'agosto, titolo platonico (e sardonico) che un tempo toccava a noi. Il sorriso di Ronaldinho e la sua tenuta iper-tamarra, nell'attesa di tornare a giocare, diventeranno i must dell'estate pallonara. Prepariamoci a vedere milioni di foto e di frame di Ronaldinho: Ronaldihno a Milanello, Ronaldinho in centro, Ronaldinho in disco, Ronaldinho a fare shopping, Ronaldinho che firma autografi, Ronaldinho a caccia di figa, il primo gol di Ronaldinho, il primo reumatismo di Ronaldinho, la pancetta di Ronaldinho eccetera eccetera. Può anche darsi che a noi faccia bene cedere la ribalta agli altri. Senz'altro questa botta di vita rivitalizzerà il Milan, che negli ultimi anni dentro i confini - fuori, vabbè, è stata un'altra cosa - si era costruita un'immagine persino un po' patetica.
Sull'effetto tecnico dell'acquisto di Ronaldinho discuteremo ad libitum. Per ora sul nulla, o quasi. Dinho arriva da due stagioni pallidissime, iniziate con un Mondiale da comparsa e proseguite al Barcellona dove è scalato al ruolo di comprimario. Forse peggio non potrebbe fare, ora che è in Italia. I rumors di qualche mese fa sulle sue pessime condizioni fisiche, e sulle sue ormai scarse prospettive di restare un giocatore di grande livello, li potremo valutare tra un po'. Ancelotti ha già detto che giocherà con l'albero di Natale, e va bene: ma con quanti palloni? E quanti musi si staranno già allungando a Milanello tra gente che dovrà cedere il passo, o che troverà il posto occupato, o dovrà correre per il nuovo arrivato? Comunque, stiamo a vedere. Calandosi nel ruolo anodino degli amanti del buon calcio, avere un Ronaldinho che ronza nel nostro campionato sarà uno sfizio per tutti. Sperando che non ci rompa i coglioni, ma provochi soltanto godutine molto effimere a quelli dell'altra Milano.

15/07/2008

VIERI, OGGI E DOMANI

IL GIARDINO DI BOBO  

"Ho sbagliato a lasciare le grandi squadre in cui ho giocato. Avrei potuto finire la carriera all'Inter o al Milan, Ma all'Inter c'erano troppi casini, non ne potevo più. Nel calcio non c'e' riconoscenza, per niente''.

''La contestazione a Bergamo? Non sempre le persone sanno cosa c'e' sotto a certe scelte. Tornare all'Atalanta era una questione di cuore. Convincero' i tifosi giocando bene''.

''Ho sempre giocato per divertirmi, i soldi vengono dopo. Prima erano tanti. Ora non mi interessano: ho firmato il contratto in bianco, senza cifre. Il calcio e' la mia vita, mi da' adrenalina. Con il pallone sono felice''.

''Ho intenzione di scrivere un'autobiografia in cui spieghero', finalmente, le mie ragioni''.

(dall'intervista di Christian Vieri a "Chi")

p.s.: ah, il Milan sta per annunciare Ronaldinho.

18:00 Scritto da: settore in calcio | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | Tag: calcio, vieri, ronaldinho, inter, milan | OKNOtizie |  Facebook