06/05/2012
JUVENTUS
23:02 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (33) | Segnala | Tag: juventus, scudetto | OKNOtizie |
Facebook
12/03/2012
JUVE IN SILENZIO
A CULO CHIUSO
Farò il tifo contro la Juve. Beh, non è una gran novità. Ma, con rinnovato disprezzo, mi adopererò intellettualmente e gufologicamente perché la Juve non vinca il campionato, nè ci arrivi minimamente vicino. Lo vincerà il Milan, nella modalità dalla padella alla brace (o dalla brace alla padella)? Amen. Nell'anno in cui mi sono liberato del peso di Berlusconi, sant'iddio, ora ci si mette la Juve ad ammorbarmi l'anima con le sue iniziative pelose. Che poi, a ben vedere, prese singolarmente sono anche spassose, queste cazzo di iniziative. Oggi, per esempio, hanno deciso di fare il silenzio stampa perchè sono stati sfigati. Il che è fantastico. Il gradino sotto sarà portarsi a casa il pallone oppure dire "non mi hai fatto niente faccia di serpente" al designatore degli arbitri. Forse avrebbe fatto meglio a parlare, la Juve, così magari si poteva discutere tutti insieme del gol di Pepe, certo, ma anche del rigore non dato al Genoa. Beh, ovvio, è meglio tacere, non dire niente e lasciare mezze frasette contrite nell'etere, tenendosi per loro - per la miliardesima volta nella storia del calcio - l'ultima parola.
Possiate soccombere sotto milioni di pali presi, miliardi di gol sbagliati e bilioni di decisioni dubbie degli arbitri, amici juventini. Possiate soffrire in eterno le stesse cose che hanno sofferto gli altri, noi per primi e spesso per causa vostra, negazionisti dei miei coglioni. E' dall'inizio del campionato che fate finta di non voler vincere lo scudo, che continuate a dire che sarebbe un miracolo. Ecco, giusto: spero possa accadere solo per un miracolo. Ma i miracoli toccano alla gente di fede, non ai quaqquaraqqua dello sport e nemmeno ai pezzi di merda, due categorie a voi care. Piangete, minacciate, tacete, accusate, ricorrete, twittate. Fate il cazzo che volete. Lo scudo non lo vincerete mai, buffoni.
01:28 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (219) | Segnala | Tag: juventus, rigori, scudetto | OKNOtizie |
Facebook
08/05/2011
SCUDETTO
CLUB MED(RANO)
Da uno che non ha mai nascosto quanto gli stia sul culo Berlusconi e quanto ferocemente disprezzi il berlusconismo e il berlusconesimo, lasciate che vi dica che i toni solennemente risentiti - tendenti all'apocalittico - di certi commenti interisti alla vittoria del Milan mi risultano non meno fastidiosi del fatto stesso, cioè del vedere il nostro caro amato scudettino appiccarsi a quelle orribili maglie. Lo scudetto verrà gettato in politica? Boh, non da me. Non riesco a considerare necessario un legame tra l'uomo più schifoso d'Italia con il risultato sportivo della squadra di sua proprietà. Il Milan ha vinto lo scudetto perché ha fatto più punti degli altri, stop. Ha goduto di favori clamorosi, le avversarie sono state clamorosamente sfavorite? Non mi pare. E quando tiri le somme dopo 36 giornate, o sono successe cose tipo Ceccarini, palloni dentro di mezzo metro ecc., oppure devi stare lì a fare i calcoli con il bilancino nucleare. E quindi dopo un po' ti annoi.
L'Inter ha fatto un punto nei quattro tradizionali big match con Milan e Juve, perdendo i due derby, e questo per me è la cartina di tornasole del nostro campionato. Il Milan ha fatto un girone di ritorno che giustifica lo scudetto, perdendo una sola partita e subendo 6 gol in 17 partite. Tutto questo non cambia la mia visione medranesca dell'Ac Milan e non placa il mio conato di vomito alla vista di Mister Cerone. Ma sportivamente mi sembra un percorso ineccepibile e non riconoscere la vittoria altrui mi sembra un atto di alterigia che non cambia la storia, ma al limite ci fa stare peggio.
Noi, certo, avremmo potuto eccepire qualcosa. Ma dopo cinque anni meravigliosi - l'ultimo meravigliosissimo, il più meraviglioso nella nostra storia centenaria - bisogna che serenamente riconosciamo i nostri errori (l'ingaggio di un allenatore non gradito, il non-mercato estivo, i peccati di giovinezza del nostro secondo allenatore ottimo a infondere l'entusiasmo per inseguire ma pessimo nel capire quando era giunto il momento di gestire). L'Inter del derby, di Parma o di Gelsenkirchen (per rimanere all'ultimo mese) è una squadra scippata dello scudetto? Maddai. Così come, santiddio, diamo alle altre squadre la possibilità di comprare buoni giocatori, di azzeccare le scelte e di vincere i campionati. Magari un giorno lo farà anche la Juve (rumore di tuoni). Si chiama sport.
Mi costa, eh? Uh, quanto mi costa. Ma in queste ore ho letto tante cose scritte in rete da ottime penne, e non mi sono piaciute. I milanisti festeggiano e ci sfottono? Beh, ragazzi, cosa pretendete da gente che non vinceva da un po'? Mi sembra naturale. Vogliamo negare le tensioni naturali di un tifoso? Va bene, neghiamole. E poi? Il milanista "puro" starà festeggiando com'è giusto che sia. E' il momento più ovvio e fanciullesco, quello più giusto direi. Gli imbarazzi che immagino nutrano centinaia di migliaia di milanisti nei riguardi del loro padrone e del suo stile di vita e della sua ributtante filosofia politica e morale, beh, quelli restano e sono affari loro (purtroppo anche nostri). Ma la loro squadra ha vinto lo scudetto ed è giusto che festeggino. Io no, pazienza. Mi immalinconisco ma non mi sento macerare dentro. Si chiama - lo ribadisco - sport.
12:44 Scritto da: settore in calcio, calcio minore, Inter | Link permanente | Commenti (407) | Segnala | Tag: calcio, inter, milan, scudetto, berlusconi | OKNOtizie |
Facebook
07/05/2011
ROMA-MILAN 0-0
23:27 Scritto da: settore in calcio minore, calcio minore | Link permanente | Commenti (81) | Segnala | Tag: calcio, milan, inter, roma, scudetto | OKNOtizie |
Facebook
17/04/2011
PARMA-INTER
SENZA SCUDO
Beh, dopo 5 anni è dura prendere il forbicino e iniziare a tagliare il filo stando attenti a non bucare la casacca. Tic, tic, tic... cominciamo a togliere un'altra delle duecento coccarde che adornano la nostra maglia, la storica pazzesca maglia della stagione 2010/2011, dove non c'era più posto per nulla. Lo scudetto è la coccarda più difficile da staccare, sentimentalmente dico. Ormai sembrava un tutt'uno con la nostra divisa sociale, e la maglia del prossimo anno - il pensiero già mi commuove - ci apparirà come bucata sul petto. Prima o poi doveva finire - non prima di avere sperato fino all'inverosimile, com'era doveroso - e che la festa finisca nell'anno successivo alla Grande Abbuffata è normale, come direbbe Totti. E' normale.
E' normale, ma non c'eravamo più abituati a fare spallucce e a dire: basta, finito, stop. E quindi adesso fa un po' male. E' passato un mese da Bayern-Inter e, da quella folle notte, non abbiamo più avuto nulla da dire. E' stata un'impresa che ci ha svuotato, l'ultimo clamoroso colpo di coda della Grande Inter II: da allora quattro sconfitte su sei partite (loffie anche le due vittorie con Lecce e Chievo) e la palpabile impressione di una squadra in disarmo. Prima fisico e poi - mi riferisco alle ultime due partite, Schalke e Parma - anche mentale. Tutte partite che abbiamo giocato a spicchi, a percentuali. Un terzo, un quarto decorosamente, poi puff!, spariti, sciolti. Finita la Champions, ora finisce anche il campionato con 5 giornate di anticipo. Scoccia lasciarlo a un Milan che l'anno scorso ci saremmo bevuti come una Sprite. Quest'anno invece gli abbiamo lasciato due derby su due, oltre al continuo privilegio di poter rimediare a un sacco di cazzate. Quindi, muti.
Finisce un po' in vacca. Giocatori puniti, gente morta, altra che non corre e non rincorre, nelle 5 partite di aprile 5 gol fatti e 12 subiti, manco fossimo il Bari. Questo non salvare le apparenze mi scoccia un po', ma credo che le situazioni estreme siano anche chanches importanti per prendere decisioni. Cinque partite di campionato e due di Coppa Italia ci serviranno per contarci in vista dell'anno prossimo. L'anno sabbatico è retroattivo: non sarà il prossimo, è stato questo. Quindi bando ai dubbi e agli equivoci, a ripartire pensiamoci già da stanotte. Chi c'è c'è, chi non c'è lo dica in tempo utile.
30/05/2010
18 VOLTE INTER
MADONNA CHE SILENZIO C'E' STASERA
16 marzo Chelsea-Inter 0-1 (ritorno ottavi Champions League)
20 marzo Palermo-Inter 1-1 (scudetto, +1 sul Milan)
24 marzo Inter-Livorno 3-0 (scudetto, +4 su Milan e Roma)
27 marzo Roma-Inter 2-1 (scudetto, +1 sulla Roma)
31 marzo Inter-Cska 1-0 (andata quarti Champions League)
03 aprile Inter-Bologna 3-0 (scudetto, +1 sulla Roma)
06 aprile Cska-Inter 0-1 (ritorno quarti Champions League)
10 aprile Fiorentina-Inter 2-2 (scudetto, -1 dalla Roma)
13 aprile Fiorentina-Inter 0-1 (ritorno semifinale Coppa Italia)
16 aprile Inter-Juventus 2-0 (scudetto, -1 dalla Roma)
20 aprile Inter-Barcellona 3-1 (andata semifinali Champions League)
24 aprile Inter-Atalanta 3-1 (scudetto, +2 sulla Roma)
28 aprile Barcellona-Inter 1-0 (ritorno semifinali Champions League)
02 maggio Lazio-Inter 0-2 (scudetto, +2 sulla Roma)
05 maggio Roma-Inter 0-1 (finale Coppa Italia)
09 maggio Inter-Chievo 4-3 (scudetto, +2 sulla Roma)
16 maggio Siena-Inter 0-1 (scudetto, +2 sulla Roma)
22 maggio Inter-Bayern 2-0 (finale Champions League)
18 partite in 57 giorni, alla media di una partita ogni 3.16 giorni. Sono 18 partite speciali: cioè, tutte decisive. Partite di campionato in cui c'era in palio il primo posto (l'ultima non decisiva fu appunto Catania-Inter, perchè anche perdendola - come avvenne - non avremmo perso il primo posto. Roma-Inter in questo senso non era decisiva, ma era lo scontro diretto con la seconda in classifica e quindi va contata, vieppiù considerando come sarebbe proseguita la faccenda), oppure le partite dentro-fuori di Champions e Coppetta. No, niente, le ho volute mettere in fila per dare una dimensione della primavera pazzesca che abbiamo vissuto e che chissà, potrebbe rimanere un unicum nella storia del calcio. 18 partite decisive una dietro l'altra, 18 partite che valevano ognuna un pezzo di scudo, coppetta e coppona. Ne abbiamo vinte 14, pareggiate 2 e perse 2: un bilancio mostruoso contando che ne abbiamo giocate solo 7 a Milano e abbiamo affrontato due volte il Barcellona e la Roma (sempre a Roma), una volta il Chelsea e il Bayern. Un gradino più in basso: due volte il Cska e la Fiorentina (sempre a Firenze), una volta il Palermo e addirittura la Juve (vabbe', era per fare una battuta, dai). 18 partite senza poter tirare il fiato, senza poter amministrare, senza potersi distrarre. Se vogliamo amplificare l'effetto, aggiungiamoci due partite (Lazio-Roma e Roma-Samp) che abbiamo vissuto come se ci fosse stata in campo l'Inter. La media sale a una partita ogni 2,85 giorni.
Chissà se ci ricapiterà mai una cosa così. E' una delle ragioni - saperla unica, renderla unica, conservarla unica - che mi rendono lieve l'addio di Mourinho e di chi, eventualmente, vorrà seguirlo. Dopo una primavera così, sono sempre più persuaso che è giusto ricominciare daccapo. Nonostante molti amici interisti tentino di convicermi del contrario, o si godano poco il momento in relazione agli ultimi sviluppi, io ci trovo una straordinaria coerenza con le cose belle e brutte del calcio. Le cose belle, innanzitutto: l'avere vinto, l'avere vinto tutto, l'avere dato una lezione, l'avere cambiato registro. E un po' anche le cose brutte, perchè il calcio purtroppo è anche altro: è un affare miliardario tra miliardari, un difficile equilibrio tra sentimenti, lacrime, ricordi imperituri e clausole rescissorie. Sono ancora in una fase di prevalenza delle cose belle, e quindi non mi curo di questa strana situazione - noi tricampeoni senza entrenador - che in altri tempi ci avrebbe fatto sballare e adesso no, è un semplice imprevisto tipo Monopoli, che guardi con curiosità, senza angoscia, confidando.
Così come non mi dispiace questo silenzio. Non solo quello dei nemici, ma quello di tutti, generale. Vabbe' che ci sono i Mondiali incombenti, ma vi immaginate che orgia di speciali tv se la Roma avesse vinto anche solo un titulo? Noi ne abbiamo incasellati tre, di cui uno dopo 45 anni (e negli ultimi 20 ce lo ricordavano ogni giorno, aggiornando la cifra), e sembra tutto così normale. Ma va bene così. Preferisco così, davvero. Mourinho mi ha salutato battendosi il petto dal prato del Bernabeu, e il capitano alzando una Coppa di cui avevamo dimenticato la forma. Non ce l'avrei fatta a vedere il Mou farsi intervistare da Conti o dalla Clerici: 'ste cose fanno tanto Kleenex.
19:51 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (739) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, scudetto, coppa italia, champions league, mourinho | OKNOtizie |
Facebook
17/05/2010
CAMPIONI
IL GIORNO DELLA MEMORIA
Beh, che dire? Cerchiamo di ricordarcelo bene, questo scudetto. Già tra un anno potrebbe essere una semplice riga lungo un albo d'oro, e per noi una semplice tacca della nostra gloriosa storia. Mentre sarebbe bene tramandarlo - almeno tra noi, che possiamo capire - come uno scudetto inimmaginaible perchè accidentato, sudato, complicato. Soprattutto, uno scudetto conquistato contro tutto e tutti. No, non è una tautologia. Non è solo il risultato logico di un torneo all'italiana, dove partecipano in venti ma vince uno solo. No, è stato uno scudetto che all'Inter è stato conteso in tutti i modi, e non solo - anzi, forse solo per una minima parte - dalle diciannove avversarie convenzionali. Chissà, l'anno prossimo potrebbe essere pure peggio. Ma intanto potremmo accontentarci di fissare questa misura al termine di una stagione in cui l'asticella è stata alzata di tanto così. Del resto tutte quelle lacrime versate a Siena - dall'apparentemente incorruttibile Mourinho in giù - sono state la prova di quanto sia stata difficile questa annata e di quanta pressione avversa ci fosse. Ci dispiace per gli altri, diciamo così. Il loro problema è che quest'Inter è fantastica, nel suo complesso e nei suoi singoli. Uno squadrone clamoroso che - come questo scudetto - sarebbe bene fissassimo nella memoria. Così come i volti di Moratti e di Mourinho, i solo sorrisi e i loro pianti, i loro compleanni e i loro traguardi. Fissiamoci tutto nella memoria, perchè così bene sarà difficile stare.
E il privilegio di vivere questa stagione che non finisce mai, insomma, dove vogliamo metterlo? Lo capite quanto siamo fortunati? A piccoli passi, senza tregua, siamo arrivati al 17 maggio. La Coppa Italia conquistata in casa dell'altra finalista, uno scudetto che vale almeno doppio, e tra cinque giorni la finale di Coppa dei Campioni. A due terzi del cammino, a due titoli già i saccoccia, possiamo dire di non essere stati sognatori a chiedere tutto, a pretendere tutto. E' un'avventura meravigliosa e non è ancora finita. Grazie Campioni, ma non fermiamoci qua. C'è ancora un impegno da onorare. Questa cosa di pretendere, sognare, sbilanciarsi, fantasticare eccetera eccetera è frutto di una combinaziona rara. Noi ci siamo ancora in mezzo. E io sono ancora disposto ad ammazzarmi di birre a El Bocho, guardando ad libitum il rullo di Sky Sport 24, come rituale in cui svaporare le tensioni. Sono stravolto ma vorrei che non finisse mai. Ciondolo ma voglio arrivare al finish. Campioni, vamos a Madrid, e vada come vada. Una primavera così chissà quando ci ricapita.
02:58 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (283) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, scudetto | OKNOtizie |
Facebook
16/05/2010
CAMPIONI
18:52 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (255) | Segnala | Tag: calcio, inter, scudetto | OKNOtizie |
Facebook
CAMPIONI
18:08 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (53) | Segnala | Tag: calcio, inter, scudetto, moratti | OKNOtizie |
Facebook
CAMPIONI
17:45 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (56) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, scudetto | OKNOtizie |
Facebook




















