20/11/2011
INTER-CAGLIARI 2-1
LA SENATORITE
Devo avere da qualche parte nel cervello un collegamento calcio-podismo, perchè ci sono stagioni più confortevoli e luminose, ovvio, ma quando c'è il freddone e la nebbiolina tutto sembra avere un perchè - le partite e le corse - e tutto sempre un po' più vero, autentico, non so come dire. E quindi se c'è la nebbiolina e un bel freddo trovo più sensato andarmi a intirizzire sugli spalti piuttosto che stare sul divano, così come mi piace andare a correre tra gente con sette giacche a vento e dodici sciarpe che mi guarda come fossi un venusiano. L'unico intoppo del pomeriggio è stato convincere il tipo della biglietteria che volevo un primo blu - ogni volta che iniziava a digitare i miei dati se lo dimenticava - e secondo me ieri sera è andato a dormire presto, perchè ogni volta che gli ripetevo "primo blu" (lui mi diceva, a turno, "mi ha detto primo verde, vero?" "mi ha detto secondo arancio, vero?") lo guardavo con quella paterna, paziente indulgenza che lo avrà fatto sentire un relitto umano (ma non volevo, giuro).
E poi c'era anche che non si può rimanere tre settimane senza Inter. Questi calendari sincopati non li reggo più, o tutto o niente, bleah, adesso ci toccano 33 giorni di tour de force e chissà come ci arriviamo. Singolare che dopo tre settimane di sosta si torni a giocare con più infortunati di prima, e ormai trovo lezioso - inutile - parlare di campanelli d'allarme. Contro il Cagliari si sono verificate un po' di cose in contemporanea su cui vale la pena riflettere. La pletora di infortuni ha costretto Ranieri a fare giocare i tre oggetti misteriosi tutti in una volta. Coutinho doveva andare in panca ma Swaroski II si è infortunato scaldandosi. Jonathan è uscito dalla naftalina per l'assenza contemporanea di tre (3) esterni di difesa. Alvarez, che stava andando in saletta vip, si è rimesso i mutandoni e poi ha giocato 45 minuti. E tutto questo è accaduto poche ore dopo l'intervista in cui Ranieri aveva ribadito la sua ferma convinzione nell'affidarsi ai senatori per risollevare la squadra. E prima che Ranieri lo ribadisse (stessa identica frase) nella conferenza stampa post match.
E proprio qui sta il punto. Senza i senatori questa squadra - che è fatta di senatori - non esiste. Con i senatori, ammesso che giochino (ieri, appunto, ce n'erano fuori un tot), questa squadra è ingabbiata . Ingabbiata, per esempio, come nel primo tempo, nell'attesa che da un centrocampo Subbuteo uscisse un qualcosa, un cambio di passo, un barlume, un break. Al netto degli infortuni (che comunque, statisticamente e anagraficamente, colpiscono più i senatori dei baby), quanto vale questa squadra senatoriale, e che futuro ha?
Col Cagliari - Ballardini, invece di fare sarcasmo fatti comprare qualcuno che tiri in porta - era importante vincere e stop, così come lo sarà da qui a Natale per chiudere la Champions e recuperare in campionato. Vincere senza convincere - who cares? -, vincere e stop, vincerne il più possibile perchè è chiaro che di questo la squadra ha bisogno, vincere per convincersi che tutto quello che è successo finora è (quasi) un brutto sogno e che adesso si riparte, seriamente dico. Ma vincere come, e con chi? Strizzando le palle ai senatori e mandando in panca e/o tribuna i giovani virgulti, così, ad libitum, finchè dieci infortuni in contemporanea aprano ogni tanto uno spiraglio forzato? (Faraoni, per dire, ha esordito in A grazie all'infortunio di due esterni difensivi, la squalifica del terzo e la sostituzione in corso di partita del quarto. Faraoni non giocherà mai)
Sarà stata la nebbiolina o il freddo, ma ieri sugli spalti mi si è stretto il cuore a guardare i tre oggetti misteriosi che, bene o male, hanno dato il loro contributo a vincere una partita che si stava infrangendo contro la solita sfiga (due traverse) o i soliti problemi (la semovenza). Coutinho è un bambinone con la testa grossa, però magari ci si può investire un po' di più. Alvarez è attualmente una pippa (patetico il contropiede Alvarez-Motta del secondo tempo, sembrava un fiilmato di repertorio) ma fa sempre meno cagare e il suo ormai proverbiale "adeguamento a un calcio diverso da quello argentino" se non glielo agevoli in un Inter-Cagliari aut similia, quando glielo agevoli? Jonathan è uno sgorbio ("il nuovo Maicon", ahahahah), però ce la mette tutta e non crossa male (durante la partita teorizzavo una cosa tipo il campbio all'americana della Sei Giorni: uno qualunque che porti la palla fin verso la trequarti, cambio all'americana, entra Jonathan e crossa).
Adesco che ci aspettano ottanta partite in 33 giorni, Ranieri, cosa facciamo? Se le fa tutte Cambiasso? Se le fa tutte Sneijder? Se le fa tutte (rumore di tuoni, ma parliamone) Zanetti? Se le fa tutte Stankovic? Se le fa tutte Maicon? E se te lo dice uno che ancora non si capacita dell'acquisto oneroso di Alvarez e Jonathan, Claudione mio, forse è il caso di pensarci davvero. Altrimenti tra sei mesi, al prossimo mercato da impostare, saremo ancora lì a cercare riserve per i senatori, finchè questi non tireranno le cuoia durante un allenamento a ranghi ridotti.
30/10/2011
INTER-JUVENTUS 1-2
26/10/2011
ATALANTA-INTER 1-1
LA PROVA
SHOW THE BALLS
Questa squadra - cambiato l'allenatore e ritrovato qualche pedina importante, qualcuna fondamentale - deve prendere un suo ritmo. E vincere qualche partita, riacquistare il gusto di puntare a qualcosa, così come sta avvenendo in Champions. E così il primo pensiero è stato: toh, che sfiga, avremmo bisogno di fare una serie, mettere fieno in cascina, vincere due o tre di fila, farci un paio di match sul velluto, e ti capitano subito due partite toste per non dire brutte, l'Atalanta e la Stadio Traballante, nome indiano della squadra che tutti conosciamo.
Poi ho pensato che, in realtà, dobbiamo stare muti. Che diritti a un calendario migliore può accampare una squadra che ha fatto zero punti (e nove gol subiti) nel magico tris con Palermo, Novara e Catania? Può fare minimamente la sborona una squadra che appena un mese fa si faceva piallare dal Novara? Il "calendario migliore" è già andato e ci abbiamo fatto un punto a partita. Adesso arrivano l'Atalanta e i Rosastellati e con loro dobbiamo provare a cambiare marcia.
In fondo, se l'Inter vuol dire qualcosa in questo campionatino italianino, prima o poi deve cominciare. Pur mantenendo l'assetto-disastro, sarebbero bastati 3 punti in più (una miseria) per godere di un'altra vista sul campionato. Invece siamo clamorosamente dietro e con (quasi) tutto ancora da dimostrare. Da inguaribile romantico, e interista, mi sento percorrere brividi in tutto il corpo al pensiero che il nostro campionato inizi adesso e inizi bene, con un altro spirito. In fondo, di questa gente mi fido ancora.
("Ahò, m'hanno dato la tuta de Cristiano Ronaldo" "No, guardi che CR è Claudio Ranieri" "...tacci loro")
23/10/2011
INTER-CHIEVO 1-0
17:01
Scritto da: settore
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16/10/2011
CATANIA-INTER 2-1
19 MESI
Diciannove mesi fa - era un venerdì, un venerdì 12 marzo - una sconfitta a Catania (tre pere a una) segnò la storia dell'Inter. Fu come voltare pagina, chiudere un capitolo della stagione e iniziarne un altro. Nei successivi 70 giorni giocammo 18 partite (tra cui una col Chelsea, due con il Barcellona, una con la Juve, due con la Roma, una col Bayern) vincendone 14 e perdendone solo due. Vincendo nell'ordine Coppa Italia, scudetto e Champions. No, non voglio dire che adesso la scaramanzia ci dice che da qui in avanti le vinciamo tutte. Non faccio uso di sostanze psicotrope. Non posso fare a meno di notare, per esempio, che quell'Inter era prima in classifica a due mesi dalla fine del campionato, mentre questa è in zona retrocessione a un mese dall'inizio. L'Inter del triplete perse 4 partite in serie A, l'Inter attuale ne ha perse 4 nelle prime 6.
Detto questo, ci sono altre due cose che mi colpiscono. Una, appunto, è che sono passati appena 19 mesi da quel Catania-Inter, che a ripensarci mi sembrano 19 anni. L'altra è ancora più sorprendente. Perché mi sembra già di sentire un borbottio: eggià, che cazzo dici, era la Seconda Grande Inter, c'era Mourinho ecc. ecc., che cazzo dici. Beh, Mourinho a parte, sapete quanti giocatori di quel Catania-Inter erano in campo oggi, 19 mesi dopo? Sei. Ma Samuel allora era squalificato, e quindi fanno sette. E probabilmente sarebbero stati dieci se Julio, Chivu e Sneijder fossero stati disponibili. C'è il Pazzo e non c'è più Eto'o. Gli altri sono gli stessi.
Ecco, questa cosa mi ha steso. Perché se l'Inter è la stessa, allora è proprio questa Inter a essere cambiata. A essere invecchiata di un anno e sette mesi, a essere ancora irrimediabilmente sazia di quello che ha vinto, ad avere smarrito se stessa, a non averne più. L'Inter può perdere a Catania, ci aveva perso l'Inter di Mourinho, presa a pallate nell'ultima mezz'ora, una roba mai vista. Ma c'è modo e modo di perdere. E il modo visto ieri pomeriggio (prendere due gol in 4 minuti all'inizio del secondo tempo e non fare un tiro in porta nei successivi 40 minuti) è un modo inaccettabile. Ranieri c'entra poco: la sua idea di Inter s'è vista nel primo tempo, e non è una brutta idea. Quella del secondo tempo è un'Inter di nessuno. C'è modo e modo di perdere a Catania. Non questo. Ranieri c'entra poco. Ha fatto dei cambi per dare una scossa alla partita. Si è girato e c'era una panchina da Cinico Tv, tra scarsi, convalescenti, inadatti e schizofrenici. Quando ho visto entrare Alvarez e Zarate contemporaneamente, e con quelle facce, ho avuto la tentazione di chiamare un allibratore clandestino e di giocarmi il Tfr sulla vittoria del Catania per 10 a 1. No, non la quota. Il risultato. Per fortuna, non conosco allibratori clandestini.
Poi vabbe', mettici la sfiga. Il primo gol del Catania è di una bellezza assurda, faglielo rifare cento volte e ci sarà lavoro per i raccattapalle. Il secondo gol, semplicemente, non doveva esserci: Borghezio si è buttato, è evidente, ma stavolta non è colpa dell'arbitro, son cose che si vedono al diciassettesimo replay. Diciamo piuttosto che ne hanno sbagliati altri due, e noi non abbiamo fatto un cazzo. E' un'Inter che non possiamo assolvere. E' un'Inter che deve tirarsi fuori dalla merda da sola, se ce la fa. E' quasi la stessa Inter del triplete. Ma senza Mou, senza Eto'o, senza ricambi e - purtroppo - senza coglioni.
02/10/2011
INTER-NAPOLI 0-3
THE ROCCHI HORROR PICTURE SHOW
Come noto, il mio settaggio sulle questioni arbitrali è da tempo posizionato su modalità zen, con soglia del dolore alta e soglia di fair play altissima, quasi sconsiderata. Mentre il popolo chiedeva la testa di Rocchi per la cacciata di Sneijder, io affermavo che era cosa saggia non applaudire un arbitro isterico. E mentre Cut The Wind ce ne combinava di ogni con la Samp, io applaudivo al suo fischio con ammonizione a Eto'o per simulazione in area, che continuo a considerare una prodezza nel suo genere (l'ambiente era una bolgia), una specie di gol in rovesciata se rapportata a un calciatore.
Per questo, da democristianone dell'arbitraggio, da ciellino della giacchetta variopinta, da gandhiano del regolamento applicato, mi sento di dire che la partita l'ha decisa - l'ha stravolta - Rocchi, con quella ridicola prima ammonizione a Obi e per il triplice errore nell'azione del rigore (rigore che non c'era, espulsione che non c'era, ribattuta sul rigore irregolare). La partita è finita lì, nel senso che il danno era fatto e, considerando l'espulsione e considerando che non giocavamo contro il Mezzocorona, era praticamente irreparabile. Dopo, dopo quella sequela di episodi uno più irregolare dell'altro, la partita l'ha vinta il Napoli, che ha giocato con giudizio e cinismo contro una squadra con un uomo in meno, cosa che a non tutti riesce. L'errore di Yuto nel secondo gol e quello generale del terzo gol hanno puramente un valore statistico: la partita era finita prima, punto. E tra l'altro era anche una buona partita, la nostra. Molto buona considerando le assenze e certe presenze.
Non sono preoccupato, infatti. E' uno 0-3 virtuale dal punto di vista della verità dei fatti. L'Inter è una buona squadra, e con Sneijder lo sarà ancora di più. E guardo con ottimismo al futuro, perché credo che su Alvarez sia calata la pietra tombale: un giocatore inadeguato, come Rocchi. Giochi chiunque in quella casella, avremo un uomo in più. A corricchiare per il campo e fare passaggi elementari, tutti all'indietro, sono buono anch'io, anche con la spina calcaneare e le maniglie dell'amore.
26/09/2011
SERIE A
NUMERI
Classifica *
Inter, Milan, Atalanta, Roma, Chievo, Siena 3
Juventus, Catania, Cagliari, Udinese, Napoli, Fiorentina, Lazio, Palermo 1
Novara, Cesena, Bologna, Lecce, Genoa, Parma 0
* classifica avulsa del campionato italiano escludendo i risultati della gestione Gasperini, che in quanto esonerato e liquidato è di fatto cancellato da questo campionato. Io ricorrerei al Tnas.





















