Blog ufficiale di Virgilio

18/01/2011

SEMPRE SILVIO

DOMANDA ONESTA

Ma se uno che era ricattato da quattro trans e un paio di carabinieri infedeli si è dimesso nel giro di qualche giorno ed è scomparso dalla faccia della terra, uno che è ricattato da una ex-minorenne che gli chiede 5 milioni al telefono e da altre cento puttanelle che ne parlano tra loro come una mucca da mungere, ecco, cosa dovrebbe fare?

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17/01/2011

SILVIO

JAKE

Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!

Il videomessaggio del Berlusca mi ha fatto venire in mente Jake che, mentre la ex fidanzata gli punta addosso un fucile d'assalto M16, comincia a spararle grosse. Stavolta l'ineffabile Silvio si è inventato anche la "relazione stabile", è fantastico. Si è inventato che non è successo nulla, e ha chiuso il suo video orwelliano minacciando la magistratura per la centesima volta negli ultimi centotre giorni: guardatevi gli ultimi trenta secondi, in cui dice "comunque adesso facciamo le riforme, e la giustizia sarà la prima". Un uomo truccato come Scaramacai mi guarda e mi dice che riforma tutto e che sono cazzi miei. Mi è venuta voglia di fuggire in Tunisia. E mi è venuta voglia di scrivere un post. E mi è venuta la sensazione di essere un coglione a scrivere le solite cose sul Berlusca. Ma tant'è, mica lo nego di essere un coglione. Anzi.

Quindi, per sentirmi meno coglione, la prendo da un'angolazione diversa. A me fa paura un premier così, paura fisica. Così come mi fa paura che un Ghedini, in qualità di avvocato e di deputato, dica certe cose che farebbero impallidire anche i più balenghi dei giuristi e dei politici. Ma un fondo di ragione ce l'hanno, questi due Non si fidano dei magistrati? Fanno bene. Mai fidarsi di nessuno. A tutti può capitare di finire nelle mani di un cattivo medico, un cattivo commercialista, un cattivo elettrauto. Figuriamoci un cattivo magistrato. Certo, Silvio, che se tu non dicessi cose turpi sulla categoria dei magistrati uno giorno sì e uno no, ecco, magari staremmo tutti più tranquilli: io, noi, tu e i magistrati. E invece no.

I magistrati sono comunisti e ce l'hanno con lui? O sono una categoria incazzata come quella degli arbitri a cui rompi il cazzo per tutta la partita e poi ti ammoniscono alla prima mezza occasione utile? Oppure fanno il loro lavoro e applicano principi astrusi come l'obbligatorietà dell'azione penale? Non so, non lo sapremo mai. E comunque, quanto a Ruby, penso che finirà in un bel nulla. Ha ragione il Berlusca: dimostrava 24 anni e era carne da macello come tutte le altre, come distinguerle? E ha ri-ragione il Berlusca: se uno ha i soldi e lo spirito  e la casa adatta per ingaggiare venti puttanelle a sera e farle vestire da poliziotte e fargli tirare fuori le tette e sceglierne una che resti la notte e dare un regalo alle altre che se ne vanno, va bene, che problema c'è? Non è reato. Uno in casa sua (se non è reato) fa il cazzo che gli pare. Io guardo l'Inter e mangio orociok, lui guarda il Milan e poi fa il Bunga Bunga. Io sono un coglione e lui è Berlusconi. Non è reato nè l'una nè l'altra cosa.

E quindi, con una narrazione circolare alla Tarantino, torno all'inizio e faccio rispondere al mio posto la ex fidanzata di Jake:

Che bugiardo schifoso! Credi di riuscire a cavartela così?

Ecco, Silvio: cose penalmente rilevanti a parte (e probabilmente, per l'ennesima volta, non ne salteranno fuori), pensi di cavartela così? Non so se mi turba di più il Bunga Bunga o la penosa balla di stasera sulla relazione stabile. Non so se mi turbano di più i 7mila euro dati a Ruby o il milione e mezzo prestato (?) a Lele Mora. Non so se mi fa più incazzare la tua incontenibile tendenza a raccontare balle agli italiani o l'ultimo pezzo del filmatino di stasera, il messaggio alla nazione di un pagliaccio triste, un Pierrot 75enne che ragiona e governa e parla e si rapporta con il mondo in virtù dei soldi e del potere che gli escono dal buco del culo e gli altri - magistrati, cittadini, contribuenti, avversari - si fottano.

Ha ragione la ex fidanzata di Jake, caro Silvio. Non succederà nulla, perchè forse - dal punto di vista penale - è giusto così. E ti dirò che non avverto nemmeno il trasporto di difendere a spada tratta Ruby e i suoi 17 anni spesi ad abbracciare pali, calpestare cubi e a farsi (probabilmente, ma non mi interessa) mettere le mani addosso da qualche vecchio bavoso. Solo, ha ragione la ex fidanzata di Jake. La cosa intollerabile di tutto questo è lo schifo di una storia schifosa recitata da uomini oggettivamente schifosi.

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28/12/2009

FUCK 2009

ARBITRO, TEMPO!

No, niente recupero. Finiamola con questo 2009, vi prego. Mi limito agli avvenimenti degli ultimi 15 giorni. Per esempio:

se quella squinternata che voleva zompare addosso al papa ci aveva già provato un anno prima - stesso luogo, stessa ora, stessa giacca a vento rossa - e se quel cazzone che si è confezionato un petardo sull'aereo era nella black list come sospetto terrorista, perché se io vado a San Siro mi perquisiscono?

E poi, Silvio, basta. Torna in te. Esci da quel corpo tumefatto. Non ne posso più di sentirti parlare con il tono da mahatma della Brianza.  Padre Pio, al confronto, è Sgarbi. Riprendi a insultare i comunisti come ai vecchi tempi. Io preferisco.  Mi manchi. E poi il partito dell'amore una volta sì che era una cosa seria. Tu, Cicchitto e Bondi non siete la stessa cosa.

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10/09/2009

DONNE (DU DU DU)

TROMBATA

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La vita è bella e io, in fondo, adoro Silvio Berlusconi. Che una trasmissione di una emittente del premier seghi una collaboratrice perchè "troppo esuberante", sant'iddio, lo trovo straordinario. E' come se Bossi cacciasse Borghezio: troppo esuberante. Ricordiamoci dunque Maria Josè per com'era: "esuberante" e con una tetta fuori, un angolo di Caraibi in quel sottoscala popolato di loschi figuri.

Il loro problema adesso è: come transitare verso la nuova filosofia del gruppo, che era sempre stata "la figa innanzitutto" e ora è diventata "non pronunciamo più le parole papi e figa, e comunque le fighe selezioniamole poco esuberanti"? Brandi ha detto che la scelta cadrà su una tra due artiste sudamericane già note al pubblico. Io, in questa clamorosa svolta monacale di Mediaset ("qualsiasi strappona va bene, ma mi raccomando con l'esuberanza"), mi sento di consigliare Caster Semenya: è giovane, famosa e poco esuberante, e comunque non le usciranno mai le tette in studio.

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18/08/2009

IL LORO BOLT

L'ANGOLO DEL QUIZ

Cari amici, calandomi quanto mai nel ruolo di blogger di servizio, vi propongo un classico quiz estivo che non mancherà di appassionarvi, sia che siate giù tornati alle vostre squallide occupazioni quotidiane in città, sia che vi stiate ancora sollazzando con il vostro laptop sotto l'ombrellone. Solo una delle affermazioni che troverete di seguito è stata davvero pronunciata nelle ultime ore (tra parentesi, il presunto pronunciatore): sta a voi individuarla (destinato ai solutori più che abili).


rivas.jpgNelson Rivas è il nostro Denzel Washington (Massimo Moratti)







Calderoli.jpgRoberto Calderoli è il nostro Metternich (Giorgio Napolitano)

 

 

 

 

 


gegia.jpgGegia è la nostra Scarlett Johannson (Paolo Mereghetti)

 

 

 

 

 


jimmy1.jpgJimmy Fontana è il nostro Bruce Springsteen (Gino Castaldo)

 

 

 

 

 

Angela.jpgAlberto Angela è il nostro Albert Einstein (Piero Angela)

 

 

 

 


shower.jpgSettore è il nostro Haile Gebrselassie (Stefano Baldini)

 

 

 

 

 


jimmy.jpgJimmy il Fenomeno è il nostro George Clooney (Gianluigi Rondi)











ronaldinho.jpgRonaldinho è il nostro Usain Bolt (Silvio Berlusconi)

 

 

 

 


08/07/2009

SPECIALE G8

MOLTE ZUMA

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Sono due i leader politici che, al G8, hanno avuto difficoltà a gestire l'invito della first lady (nella foto qui sopra, ne vediamo alcune - scortate dalla Gelmini e dalla Carfagna - nell'udienza papale di questa mattina). Sono due, dicevo, ed entrambi per problemi di abbondanza. Uno, vabbe', è Berlusconi. L'altro è il presidente sudafricano Jacob Zuma, eletto lo scorso aprile. Come Berlusconi si è sposato più volte, e come Berlusconi ha un folto gineceo. A differenza di Berlusconi, però, Zuma agisce in piena trasparenza e nel rispetto delle regole e - soprattutto - delle tradizioni.

Zuma si è sposato cinque volte e ha quattro mogli. E' poligamo, essendo zulu (non come il Berlusca) (che non è zulu, intendo). A parte la seconda, che si è suicidata molti anni fa, le altre sono tutte vive e vegete e, in particolare, sue mogli a tutti gli effetti. Però non può presentarsi a un incontro ufficiale con tutte e quattro, tipo quando ti invitano a un cocktail e tu ti presenti con un numero indefinito di imbucati. No, la first lady è una e anche gli zulu, una volta eletti capi di stato, devono farsene una ragione (non come il Berlusca) (che non se ne fa una ragione, intendo).

Zuma ha subito escluso la terza moglie, Nkosazama, che tempo fa ha chiesto il divorzio (succede anche tra gli zulu) e tra l'altro si è messa in politica, probabilmente per rompere un po' le palle al buon Jacob. Rimanevano la prima, la quarta e la quinta. La quarta e la quinta sono le più giovani e ganze, ma non hanno potuto reggere la concorrenza della prima, Sizakele, che sta con Jacob da cinquant'anni nonostante le altre quattro successive concorrenti (se rinasco, faccio un pensierino all'adesione all'etnia zulu). Sikalele, scrivono i rotocalchi sudafricani (Who, Pretoria 2000, Zulu Express, Schiava e Donna), è un personaggio schivo e poco incline alla mondanità, ma ha accettato per amor di patria di seguire il suo (suo?) Jacob in questa sua prima importantissima passerella politica internazionale.

Del Berlusca hanno scritto di tutto, compreso che voleva assoldare la Carfagna o la Gelmini (una sola, mica è Zuma) come simil-first lady. Sarebbe stato di pessimo gusto, con tutto quello che si è vociferato sulle famose intercettazioni. Alla prima cena di questa sera, all'Aquila, pare che Berlusconi si presenti con Ariedo Braida, sempre che torni in tempo dal matrimonio di Pato. Oppure con Nesta, che ha tratti gentili e il capello lungo. Ma sono voci tutte da verificare. Mi aspetto la smentita prima del tramonto.

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(nella foto: Jacob e Sizakele)

Update Zuma: secondo me si è portato la quinta, non la prima. Le foto non coincidono. Qui sopra la foto è di Sizakele. Ma nella foto là in alto, che è di oggi, la first lady sudafricana è la terza alla sinistra del Papa, e sembra un po' più tonica. Ah, tra l'altro: Zuma ci ha fatto (complessivamente) una dozzina di figli.

04/05/2009

CICLONE VERONICA

RCS

(Rincorrere i Concorrenti e citare alla cazzo Settore)

Finire sulla Gazza è bello, ma finirci con una citazione molto parziale è meno bello. Ma ego te absolvo, Gazza: voi giornalisti avete l'esigenza della sintesi, e poi ieri in via Solferino dev'essere stata una giornata di merda, quelle giornate in cui il solo trovarsi in quello storico palazzo costituiva ragione di sfiga e di tormento, invece che di logico orgoglio, oltre che di eterno ringraziamento del Fato e del Culo.

Ora, proviamo a immaginarci il neo-direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli che in una mite domenica di inizio maggio, che poteva essere dedicata al riposo e alla consultazione dell'home-banking, scopre di buon'ora - lo immagino mentre qualcuno gli porta la mazzetta dei giornali su un vassoio d'argento, insieme a un croissant tiepido e a un flacone di Activia Bifidus Regularis - di avere preso un clamoroso buco da Repubblica e dalla Stampa.

"Veronica chiede il divorzio"

You know, sono quelle occasioni in cui senti lo spostamento d'aria (porte e cornette che sbattono) e i tuoi zebedei riportano quella sgradevole sensazione di provvisorietà. Volano telefonate come quelle di zio Peperone a Paperino, quando esce l'aria dalla cornetta oltre a moccoloni che rimbalzano anche dall'altra parte della strada.

"Veronica chiede il divorzio"

e il Corriere non ha un cazzo. Il Corriere: il giornale più importante d'Italia, il giornale di Milano capitale morale, il giornale di Milano città di Berlusconi e di Veronica, che ivi recitava quando il Berlusca la raggiunse in camerino per dirle, guardandole le tette, che recitava molto bene.

Il Corriere non aveva un cazzo neanche di Noemi, la ragazzina di Napoli che chiama Papi il nostro presidente del consiglio e lo invita al suo diciottesimo come fosse l'ultimo degli sbarbati, e lui ci va, santo cielo, ci va. E fanno due. Due buchi, due voragini nel giro di tre o quattro giorni, sull'unica notizia che gli italiani stanno leggendo in barba alla crisi, alla febbre suina e agli alibi di Alberto Stasi.

Non conoscendone ovviamente il minimo particolare reale e ufficiale, potrei però raccontarvi la domenica di Ferruccio De Bortoli e di Maria Latella, amica personale e biografa ufficiale di Miriam Bartolini in arte Veronica Lario, che però non ha saputo scrivere in tempo che

"Veronica chiede il divorzio"

Ecco: immaginatevi il direttore del Corriere che, di fronte a tutto questo sfacelo, va in ufficio, prende il telefono, chiama Berlusconi, si fa dire due o tre cose e scrive lui il pezzo. Scrive lui il pezzo. Fantastico: il Ferruccio che ti fa le analisi politico-economiche con i controcoglioni ridotto a fare il pezzo tipo Eva Tremila, giusto un po' più paludato (il significato, per i 300 e passa giornalisti del Corriere, è inequivocabile: "Se aspetto che lo scriviate voi 'sto cazzo di pezzo, muoio di vecchiaia al Parco Sempione"). Maria Latella, invece, me la immagino in una cella tipo l'abate Faria, dotata di attacco per il pc.

Quindi, ecco, capisco che alla Gazza abbiano risentito della cosa. Tanto che ieri pomeriggio

"Veronica chiede il divorzio"

era la terza notizia di sport, appena dopo il Milan e appena prima di Ranieri.

"Ranieri di Monaco?"

No, Ranieri della Juve.

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(nella foto Ansa/Alcatraz: un vicedirettore, due capiredattore e un paio di capiservizio del Corriere)

10/02/2009

PER ELUANA

IL GERANIO E LA MORTADELLA

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Io, per intenderci, non mi piazzo nè di qua nè di là. Più che altro per umiltà. Non ne ho i mezzi, forse, e di sicuro non ne ho le convinzioni. In questi ultimi mesi di continue evoluzioni giudiziarie, politiche, mediche e morali sul caso di Eluana Englaro, come ho scritto prima, non sono riuscito a incasellare certezze. Ho letto tanto, ma probabilmente non abbastanza. Ho ascoltato più o meno tutti, ma senza che mi si sgombrasse il campo da qualche dubbio. E confesso candidamente che l'intervista che mi ha turbato di più - tra mille domande rivolte a professoroni, alti prelati, esperti e politicanti - è stata quella a Enzo Jannacci. Medico, laico, di sinistra. Che come persona si è messo a parlare di Dio. E come uomo di scienza ha detto che la fine guidata di Eluana gli faceva orrore.

Si è sempre parlato di "vegetale". Non so a voi, ma a me anche i vegetali creano del pathos. Provate deliberatamente a non innaffiare una pianta. Per giorni, per settimane. Tenetela lì sul balcone a prendere il sole, o in un angolo del soggiorno con poca luce. A me spiace - fa male - vedere morire una pianta. Un vegetale.

Eluana mi faceva pensare ai gerani. A quando vado al mare e li lascio sul balcone un paio di settimane. E i gerani sono tosti, è dura ammazzarli. Torni e li ritrovi un po' al limite, ma ancora vivi. Due belle innaffiate, via le foglie secche. In qualche giorno sono come nuovi.

Eluana, va da sè, non era un geranio, anche se così ce la rappresentavano. Hanno continuato a farcela vedere nel fiore dei suoi anni e del suo sorriso, ma è morta 38enne, e io mi immagino come fosse il suo corpo dopo quasi 17 anni di letto, poltrona e sondino nasogastrico. Beppino Englaro, a chi parlava di ciclo mestruale e possibilità di avere figli, a chi parlava di dormire e svegliarsi, a chi parlava di respiro e alimentazione, ha detto: "Venitela a vedere". Secondo me questa, nella sua banalità, era la questione centrale. Vederla, rendersi conto di cosa significa. Noi abbiamo visto per mesi quelle foto, le solite, di una bella ragazza. Abbiamo continuato a chiamarla "ragazza". Anche oggi in prima pagina Libero, nel suo titolo giustizialista, usa la parola "ragazza" per una donna di 38 anni, in coma irreversibile da 17.

E io sono ancora qua. Non so dove andare, cosa pensare. Penso a quel corpo sfatto, a una vita che non è vita, alla possibilità (il dovere? la necessità?) di fare delle scelte. E contemporaneamente penso ai gerani. Non mi escono dalla testa.

Poi - è qui che cado nello sconforto - penso alle dichiarazioni di ieri sera, a geranio appena appassito. Quando cadde Prodi ci fu quel fascista, in giacca cravatta e maglione attorno alle spalle, che a Montecitorio mangiò la mortadella in favore di fotografi. Ieri la mortadella l'hanno mangiata in tanti. Troppi. Una cosa schifosa, rappresentata in prima istanza dal premier che abbiamo eletto. Un uomo che di una questione del genere - profonda, complicata, fastidiosa, irta, sgradevole, culturalmente raffinata - si è sempre strafregato fino a quindici giorni fa, immagino ignorandola al cento per cento, per poi tuffarvisi con evidenti secondi fini alla faccia di Eluana e Beppino Englaro. E dietro di lui ci si sta tuffando un sacco di gente. Ricordate la scena di quel film (dei Monty Phyton, no?), quando vengono gettati i soldi in una piscina piena di merda e la gente, prima con riluttanza e poi con crescente entusiasmo, si tuffa per recuperare i bigliettoni e poi ci sguazza? Ecco, stessa allegoria.

Non so cosa ho fatto per meritarmi i Berlusconi, i Taormina e tutti quelli che ieri sera parlavano di omicidio, o un giornale come l'Avvenire che oggi usa la parola "boia" riferendosi a un padre devastato. Non lo so. Io mi tengo i miei dubbi, spero che qualcuno (non so chi, francamente, se questa è la situazione) mi aiuti a sgombrarli. La fine guidata di Eluana, come concetto, mi ha profondamente turbato. Sì, se devo scegliere, se proprio devo dirlo, io sto con Jannacci. E spero che da questo orribile can-can si trovi la forza e la serenità per risolvere un problema che c'è e va affrontato, perchè di Eluani ed Eluane è piena l'Italia. Con una legge seria che ci eviti il gioco delle sentenze e dei colpi di mano. Cercando di rispettare la moralità comune ma riaffermando la laicità dello Stato.

Scrivo queste cose pensando a un geranio che appassisce, e a un deputato che mangia mortadella spalancando le fauci e masticando a bocca aperta. Due scene, a loro modo, ugualmente immani.

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09/02/2009

COERENZA

SCUSATECI

Non so se riuscirò a scrivere un post di senso compiuto su Eluana Englaro e tutto quello che si è detto e si è scritto in questi giorni. Non lo so perchè ammetto la mia confusione e il mio turbamento: è una questione che mi ha spiazzato, e non ricordo un argomento sul quale mi sia trovato così lontano dall'avere una certezza.

Voglio solo dire una cosa: abbiamo un premier che negli ultimi giorni ha detto e fatto cose gravi, ma che non ha fatto rinviare il Grande Fratello tuttora in diretta su Canale 5, di sua proprietà, dove la gente ride e balla e se ne fotte. Il nostro premier e i suoi scherani stanno accusando un padre di omicidio, e su Canale 5 la massima disperazione che va in onda è quella del concorrente eliminato al televoto.

Si può essere a favore o contrari, in democrazia non c'è problema. Si può essere religiosi o laici, indignati o sereni. Si può sposare una causa o si può urlare la propria rabbia. Si può discutere o si può pregare. Si può essere come me in questo momento, che non saprei da che parte stare. Ma non si può essere come Silvio Berlusconi.

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(Mentana si è dimesso da direttore editoriale. Non gli pareva vero: dimissioni accettate)

16/11/2008

NOTIZIE VAGHE

AVERE VENT'ANNI

«Stamattina dovevo andare prima a Montecatini e poi venire da voi, non ce l’ho fatta. Ho visto che sono venute fuori notizie di un mio malore: non ho avuto assolutamente nessun malore, vi assicuro che sto benissimo. Sono in piena forma e pronto ad affrontare tutto con la gagliardia di un ventenne»

"Nessun problema, tutti tranquilli: i milanisti, gli amici del Popolo della Liberta' ma anche tutti gli italiani perche' in questo periodo di crisi e difficolta' economica credo che l'Italia sia nelle mani migliori. Mio fratello ha lo spirito di un ventenne''

Ventenne, ventenne... ma che cavolo ha Berlusconi allora, l'acne?

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COUNTER'S BREAKING NEWS: oh, ridendo e scherzando tre milioni.