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03/05/2012

PARMA-INTER 3-1

MENO DUE

Dai ragazzi, l'ultimo sforzo. Due partite ed è finita. No, non lo dico ai ragazzi intesi loro, i ragazzi, massì sono ragazzi, quelli là, loro, i nostri giocatori. No, intendo noi. Noi, noi qui, e io tra di voi. E' quasi finita, due partite e ci riposeremo. Non dovremo più esaltarci a targhe alterne, sognare la domenica e deprimerci il mercoledì, rottamare i vecchi ed esaltare i giovani, o esaltare i vecchi e rottamare i giovani, esonerare e assumere allenatori, cambiare moduli, propensioni, filosofie. Basta così. Non ci siamo annoiati, ecco. Ma un po' sbalestrati lo siamo. Necessitiamo di un reset. E se non giocheremo di martedì o di mercoledì, e magari nemmeno di giovedì, leggeremo qualche bel libro e andremo un po' di più al cinema. La vita è una cosa meravigliosa. Ormai c'è bisogno di una classifica che a un certo punto si fermi e ci dia una traccia, anzi, tracci un solco. Ripartiremo da lì, dalla posizione che occuperemo tra dieci giorni. Ecco: dieci giorni e poi basta, ci riposeremo, e guarderemo Branca sul televideo.

Strama dice che non bastano tre minuti per giudicare l'Inter. E' vero. Così come non era oro colato quello che abbiamo visto nell'ultimo mese, e nemmeno nei mesi precedenti. Al netto di quegli orribili tre minuti, in cui Davide con un colpetto d'anca ha rubato la palla a Golia (24 centimetri e 28 chili di differenza, santiddio), non siamo stati poi nemmeno così invedibili, e abbiamo creato anche un buon numero di palle gol, e abbiamo provato a riparare le nostre malefatte. Sono le tre pere che piuttosto mi pesano sullo stomaco come una peperonata. Tre, numero perfetto, che perfeziona la somma totale: 50 reti subiti, cinquanta, 25 in casa e 25 in trasferta, ora tutto torna, che perfezione, che precisione. Solo Lecce, Novara e Palermo hanno fatto peggio di noi in casa. Per non dire delle 13 sconfitte, tredici, anche questo è un bel numero. La disastrosissima Fiorentina di Delio The Mervellous Rossi  ne ha perse 14, per dire.

E adesso c'è il derby, che per il nostro sogno di terzo posto ormai vorrà dire poco o nulla, mentre vorrà dire un casino per il campionato grazie a quel fenomeno di Buffon. Non ho più la forza di occuparmi seriamente di Forlan, Pazzini, Zarate, palombo, Alvarez e Ranocchia. Fino a domenica sera mi voglio tramortire di pensieri sconci sul derby, voglio vedere facce atterrite di milanisti e juventini, voglio ricevere profferte di vittorie o di scansamose, voglio trascorrere quattro giorni di pura leggerezza. Se Giovinco ruba palla di forza a Lucio, forse noi possiamo ancora arrivare terzi, il Cagliari può battere la Juve e Berlusconi può darmi 4000 euro a settimana così, perchè gli sto simpatico.

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25/04/2012

UDINESE-INTER 1-3

BEN RITROVATI

Ecco, il debutto vero di Stramaccioni è stato questo. Nelle precedenti quattro occasioni (l'assurda Inter-Genoa, la sciupata Cagliari-Inter, la normale Inter-Siena, l'insulsa Fiorentina-Inter) aveva portato a casa l'obiettivo minimo, la media inglese (che era molto meglio che perdere, sia chiaro). Ma quella di Udine era una partita diversa. Uno scontro diretto (e sappiamo che merda sono stati gli scontri diretti quest'anno), con una squadra che ci precedeva in classifica, su un campo oggettivamente difficile e, per noi in particolare, piuttosto avaro, o generoso di inculate se si preferisce. E l'abbiamo vinta facendo un grande passo in avanti nella clamorosa gara di ciapanò che è la corsa al terzo posto, un incredibile torneo a chi vince meno, una specie di gara di sottrazioni in cui le vittorie valgono 6 punti e le sconfitte non contano una sega. Alla sua quinta partita Stramaccioni tira una riga e può dire di avere recuperato sette dei dieci punti di distacco dal terzo posto che aveva trovato quando gli avevano consegnato la squadra. E di avere recuperato soprattutto un'idea di squadra, e di avere chiamato a raccolta tutte le forze, almeno quelle disponibili.

Fare un ragionamento con basi solide su tutto quello che abbiamo visto in quest'ultimo mese è un'impresa titanica. Basti pensare al fatto che tre giorni fa avremmo preso a calci in culo Sneijder e avevamo dato Stankovic per finito, Guarin per non pervenuto, l'Inter da rifondare eccetera eccetera. Oggi abbiamo visto un albero di Natale quasi perfetto, un olandese rinato, un giovane argentino partire in contropiede e segnare di destro, un colombiano con ampie prospettive, un piccolo e verde animale acquatico riprendere coraggio, un serbo che sembrava Russel Crowe e via di questo passo. In tre giorni abbiamo visto tutto e il contrario di tutto. E abbiamo detto tutto e il contrario di tutto. Ora potremmo organizzarci così per domenica: fare il tifo sperticato, comprare uno scatolone di Oriociok e andare alla Snai a giocare la vittoria per 7-0 del Cesena. Almeno una su tre la azzecchiamo.

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(nella foto: un film di fantascienza)

17:46 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (276) | Segnala | Tag: inter, udinese, sneijder, alvarez | OKNOtizie |  Facebook

24/02/2012

SUPERCRISI INTER

STERILITA'

Dal 25 gennaio (Napoli-Inter) al 22 febbraio (Marsiglia-Inter) l'Inter, come noto, ha giocato sette partite perdendone sei. La settima, il 4-4 con il Palermo, è assolutamente anomala per le condizioni assurde in cui si è giocato, e possiamo tranquillamente escluderla dalla statistica. Le sei sconfitte fanno particolarmente impressione per un dato: i gol segnati, cioè zero. L'ultima partita prima di Natale avevamo dato 4 pere al Lecce, e nella prima dopo le vacanze ne avevamo date 5 al Parma. Poi è seguita una partita in cui contava segnare un gol più degli altri, il derby, ed è magicamente accaduto. Dopodichè si è spenta la luce. Aggiungerei alla serie nera anche la partita pur vinta con la Lazio: vinta, ma di culo. Dopo le vacanze di Natale, solo tre giocatori sono andati in gol: Milito (che li ha segnati quasi tutti), Pazzini (due) e Faraoni (una). Un gol l'ha segnato anche Thiago, che però non è più dei nostri. Tolto il grottesco 4-4 col Palermo, potremmo dire che non facciamo gol da un mese (Inter-Lazio, 22 gennaio) in una partita normale e su un campo normale.

Sneijder ha giocato le ultime nove partite. Togliamo sempre Inter-Palermo, che non c'entra una sega. Wesley ha giocato l'ultimo quarto d'ora del derby (Milito l'aveva già messa), il secondo tempo di Inter-Lazio (si stava 1-1) e poi praticamente sempre. In otto partite, con Sneijder in campo abbiamo segnato 1 gol (Pazzini con la Lazio: gol su azione, ma casualissimo). Nelle precedenti otto, senza Wesley: sette vittorie e una sconfitta, 16 gol fatti.

Non sono di quelli che considera Sneijder un problema per l'Inter: anzi, con il giusto cinismo - dati i tempi - va ricordato che è forse l'unico nostro giocatore con un mercato di un certo livello e che, come tale, sarà presumibilmente il prossimo ad andarsene. Per lo stesso motivo, dobbiamo sperare che venga venduto al miglior prezzo possibile (è uno dei pochissimi che possiamo vendere a sette zeri) perchè dalla sua cessione dipenderanno buona parte dei movimenti in entrata. Non sta uscendo bene da questa sua ultima stagione da noi: spesso infortunato e, quando presente, quasi mai decisivo. Gli giocano contro anche i numeri, tanto da far insorgere il sospetto che sia - lui, il più prezioso della rosa - una specie di palla al piede. Ci chiederanno un forte sconto, temo.

In realtà, il problema è ben più complesso. Quello che abbiamo visto accadere nelle ultime otto partite non è certo tutta colpa di Sneijder. E fa sorridere - a proposito di equilibri precari - pensare a cosa sarebbe accaduto se fosse arrivato Tevez, poco incasellabile, fermo da quattro mesi, inutilizzabile in Champions. Se Sneijder è un problema, cosa sarebbe stato Tevez?

E comunque, i problemi all'Inter sono almeno una dozzina, purtroppo. Se davvero rimettere in campo Sneijder ha significato rinunciare a qualcosa (pazzesco, no?), come giudicare una squadra che ci mette dieci partite a trovare un equilibrio, lo tiene per otto partite e poi lo riperde per altre otto (e fino a quando, chissà)? Poi mettici che la società riesce a smobilitare anche a gennaio (verso l'Epifania sembrava fatta con Tevez, alla fine prendi uno rotto e dai via Thiago), poi mettici che Ranieri fa trenta ma mai trentuno, poi mettici un po' di sfiga, poi mettici che il panico serpeggia, poi mettici che Ranocchia si infortuna scusandosi con il piccolo Filippo, ecco, diciamo che non è un bel momento. Ma propi no, come direbbe Brera.

 

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(nella foto: molte inculate, zero comunicati)

01:47 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (365) | Segnala | Tag: inter, sneijder | OKNOtizie |  Facebook

26/10/2011

ATALANTA-INTER 1-1

BENE, BENINO, ANZI MALUCCIO

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E, nel dubbio, un rigorino contro datecelo sempre. Grazie.

22:42 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (183) | Segnala | Tag: inter, atalanta, serie a, sneijder | OKNOtizie |  Facebook

13/09/2011

CRISI INTER

QUELLA MACCHINA LA' DEVI METTERLA QUA

Quindi risolveremo (?) tutto spostando un numerino. Da 3 la difesa passa a 4, da 4 il centrocampo passa a 3 (tre centrocampisti veri, volesse il cielo) e davanti resta l'ultimo 3, quello del calcio champagne o, come a Palermo, del calcio spuma. Va bene: un compromesso va trovato, la crisi di rigetto del 3-4-3 (nonostante due mesi di lunghe prove) non può essere ignorata visto che dobbiamo fare 6 partite in 20 giorni e - non so se interpreto il sentimento generale - non è che ogni volta si possono prendere 4 pere alla cazzo. Gasperini ci deve venire incontro: i giuocatori non sono adatti al 3-4-3 e noi, i tifosotti, nemmeno. Ai posteri l'ardua sentenza: cioè dire quelle delle tre categorie di pensiero (l'allenatore, la squadra, i tifosi) sia più mentalmente limitata.

Sulla società, invece, conviene stendere un velo pietoso e - per carità di patria e amor di Inter - non guardarci più sotto. Memori dell'operazione Benitez, un anno dopo i nostri prodi dirigenti hanno rifatto la stessa cosa: consegnare la squadra a un allenatore che avrebbero fatto a meno di assumere. E' chiaro che tutto questo dipende da un granellino di sabbia che si è infilato nel meccanismo, il meccanismo vacca-magra o fichi-secchi, ma con un disegno a monte. Il piano era solare: l'Inter voleva agire in pareggio di bilancio e quindi doveva sacrificare qualcuno. Quel qualcuno era Sneijder,  potenzialmente il più richiesto, e tanto valeva a quel punto prendere un allenatore che del trequartista potesse fare a meno senza rinunciare allo spettacolo. Anzi, già che ci sei prendi uno che fa il 3-4-3 così nemmeno più ti viene la tentazione. La prima scelta preferisce Bilbao, la seconda non attizza la fantasia di nessuno. Però vabbe', proviamoci, cambiamo, diamo un segnale. Ma nel mappamondo del calcio appare il Daghestan e un nuovo ricco che, a differenza degli altri, paga cash. Quindi via Eto'o, resta Milito (uhm: Eto'o, Pazzo e Milito come li avrebbe gestiti Gasperinho?) e soprattutto resta Sneijder (sennò scoppia la rivolta) e quindi il meccanismo si inceppa. Poi, povero Gasp, gli prendono pure Zarate a mezzo secondo dalla fine del mercato: al posto di un soldatino diligente, il Cassano della pampa.

Pareggio di bilancio ok, rosa non ok, allenatore che (come Benitez e altri prima di lui) chiede una cosa e gliene danno un'altra. E via, verso una nuova fantastica stagione.

Ora, essendoci davanti 37 giornate eviterei qualsivoglia sentenza, e tantomeno disfattismo. L'obiettivo è uno solo, il Tricolor. Intorno - in Italia, dico - non è che ci sia chissà cosa. E le cazzate le fanno anche gli altri: qualcuno si lamenta di Pandev al Napoli, ma allo che dire del Milan che dà Pirlo alla Juve e gli risolve il 66,6% dei problemi? Però il clima è tornato quello naif dei tempi migliori (tra virgolette, eh?). Dobbiamo resistere. Resistere a Moratti che parla con i giornalisti fuori dall'ufficio, resistere agli occhi no-tigre, resistere agli allenatori sfiduciati in tutti i sensi, resistere a un clima da pappamollismo insopportabile. Almeno noi, schieriamoci bene e tiriamo avanti, go ahead. Viva l'Inter, abbasso il Trabzonspor, Juve merda, stadio di proprietà vaffanculo.

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08/08/2011

MERCATO INTER

IL FATTORE BUSCOPAN

Mi sembra giusto rassegnarsi: se qualcuno arriverà, sarà perchè qualcuno se ne sarà andato. Non vedo alternativa, o quantomeno nessuno dei nostri ci ha aiutato a immaginarcene un'altra. E quindi mi sembra che lo scenario sia solo uno, questo.

Chi va via? Va via chi ha mercato, questo è ovvio. E parlando di mercato vero (non quello degli spiccioli che si potranno ricavare da Muntari, Mariga et similia) i nomi sono sempre i soliti: Sneijder, Eto'o e Maicon. Sneijder va via fisso, temo non ci sia scampo: certo che se se lo fanno pagare meno di Pastore, voglio dire, è una roba da Tafazzi. Per Eto'o e Maicon, invece, gioca il fattore mal di pancia. Ora, del mal di pancia cronicizzato di Maicon ci siamo tutti un po' rotti i coglioni, mentre per quello di Eto'o verrebbe voglia, come primo istinto, di correre al suo capezzale, portagli un camomilla, fargli i massaggini ecc., perchè la prospettiva che se ne vada il meraviglioso Eto'o non è delle più rosee.

Va detto di Eto'o, se è vero quello che si scrive, che la tentata estorsione - ancora in corso - del solito ritocco di ingaggio a fronte dell'interessamento dell'Anzhi mi fa abbastanza roteare le palle. Perchè se io fossi Moratti e Branca gli direi: va bene Samuelino, vai pure a giuocare a Makhachkala, capitale del Daghestan, ridente città di 500mila abitanti affacciata sul Mar Caspio, che io non ci andrei neanche per mezza giornata, e strafogati dei tuoi 20 milioni di euro l'anno, che ne hai ben d'onde, e a noi qualche bel milioncino ce lo danno e vaffanculo. Visto che ormai si ragiona per fair play finanziario (che palle) e per alte strategie di bilancio, allora facciamo qualche piccolo distinguo tra chi passa i trenta e chi non ce li ha ancora. Che poi è la ragione prima del fatto che cedere Sneijder, calcolando il rapporto età/qualità, è davvero un'immane cazzata.

I 12 strapagati ultratrentenni che ci terremo fino alla scadenza dei rispettivi contratti (tutta gente a cui vogliamo un gran bene, sia chiaro) impongono che il resto della rosa sia svecchiato e arricchito di grandi qualità (i cordoni si stringono, ma siamo l'Inter sant'iddio). Se qualcuno andrà via, arrivi qualcun altro che ci cambi almeno un po' la vita e non percorra il campo con il girello. Io mi terrei stretta la rosa di adesso, sia chiaro, e proverei a vincere il campionato. Ma tra gente col mal di pancia e altra che si trascina un po', ci sarebbero voluti un Mou e un Oriali a spremere gli scroti e tenere la barra dritta. Oggi abbiamo Branca Gasperini e Juric, e bisogna tenerne conto.

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22/07/2011

SNEIJDER

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Non so se sono più annoiato dalle continue e sempre uguali domande dei giornalisti su Wesley Sneijder, o se sono più turbato dalla qualità delle risposte di presidente, dirigenti e allenatore.

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14/07/2011

SNEIJDER

PRENDI QUESTA MANO, WESLEY

Mezzo secondo dopo le prime voci attendibili sull'ingaggio di Gasperini, già si scriveva del suo destino praticamente segnato: e cioè che negli schemi di Gasperini uno come Sneijder non sarebbe servito. La cosa aveva un suo aspetto comico: l'ex allenatore (esonerato) di Genoa e Crotone pesca il jolly, arriva all'Inter e come prima cosa dice che il Pallone d'Oro in pectore di sei mesi prima (depredato del titolo causa cambio di regolamento e diritto di voto esteso a Samoa Americane e St. Kitts and Nevis) gli fa schifo. E io in realtà mi sentirei di affermare che non esista allenatore al mondo, latore di chissà quale schema,

(diobono, "latore di chissà quale schema", questa è roba extralusso)

che potrebbe fare a meno a cuor leggero di uno come Sneijder, o decidere di farne a meno scientemente. Sarebbe come se Gasperini fosse stato ingaggiato al posto di Guardiola e i giornali catalani avessero scritto il giorno dopo: "Eh, Iniesta lo vediamo proprio male, Gasperini farà a meno di lui". Palle.

La realtà purtroppo/1 è che Gasperini (uno che ha appena pescato il jolly della vita) non si imporrà per un bel niente nè si opporrà a un bel niente in questo mercato. Per lui è tutto grasso che cola. Nel gioco delle parti, avrà dato le sue belle indicazioni e da qui al 31 agosto cercheranno di accontentarlo per qualcosa. Forse. Oppure faranno come con Benitez e non lo accontenteranno per un cazzo. Con la differenza che Benitez aveva vinto una Champions e qualche titolo qua e là, e quindi ha vissuto da separato in casa fino alla vigilia del panettone con i coglioni che gli fumavano, mentre Gasperini resterà comunque sereno e andrà ad accendere il suo bel cero quotidiano sotto le fotografie di Leonardo e Bielsa.

La realtà purtroppo/2 è che l'Inter qualcosa deve vendere - la sfinge Branca lo ha detto chiaro e tondo - e a certi livelli, con certe cifre e con certi ingaggi, puoi riuscire a vendere ciò che ha mercato. E oggi nell'Inter - forte, fortissima ma anche parecchio anziana - il mercato a livello top ce l'hanno due o tre giocatori, e uno è ovviamente Sneijder. Che è fortissimo ed è giovane, e quindi per chi avrà la possibilità di svenarsi sarà un investimento onerosissimo ma più che sensato.

Così come, al contrario, cedere uno Sneijder  sarebbe naturalmente una iattura. Nell'ultima stagione - come del resto tre quarti della rosa - ha combinato molto meno del previsto. Ma in quella del Triplete, accidenti, si è rivelato un giocatore fantastico, che ha completato la squadra in maniera miracolosa (era quello che serviva, esattamente quello che serviva) e ha illuminato il campo, noi, la squadra, lo stadio, la stagione e i nostri occhi virilmente innamorati.

Non lo cederei mai. Cederei Maicon, subito, di fronte alla prospettiva di sorbirmi un'altra stagione di scioperi bianchi e sgroppate col freno a mano. Forse cederei addirittura Julio, con enorme rimpianto (ma è pur sempre un portiere). Ma per Eto' e Sneijder mi incatenerei al cancello di Appiano.

Branca ha detto che è incedibile? Sì, ok, certo che è incedibile. Ma il 31 agosto è lontano per prendersi certi impegni e dire che "è incedibile" è solo un modo piuttosto macho per alzare il prezzo. Ragazzi, è incedibile. Quindi, non siate tirchi.

Peraltro, quando abbiamo venduto Ibra al Barcellona - cioè, quando abbiamo venduto quello che all'epoca era uno dei primi cinque giocatori al mondo, reduce da una stagione meravigliosa -, abbiamo fatto l'affare della vita, forse l'affare della storia della società. Non è detto, insomma, che da un distacco doloroso non si ricavi un qualcosa che va ben oltre i milioni incassati. Però, ecco, ci penserei centomila volte. E dopo averci pensato centomila volte, mi assicurerei che il buco (una voragine, direi) tecnico e sostanziale possa essere adeguatamente coperto. Poi mi preparerei davanti allo specchio a fare una faccia particolarmente convicente, e a qualche giornalista un po' puttana farei dire che con Gasperini, del resto, non avrebbe avuto speranza. Tribuna fissa. Meglio cederlo. Ringraziamo il ragazzo.

inter, calcio, sneijder, gasperini

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24/04/2011

INTER-LAZIO 2-1

QUANDO I BAMBINI FANNO BUUUU

Arrivo e i miei tre posti sono occupati. Un signore affabile mi guarda e mi dice: scusi, siamo un gruppo di 40, ci siamo seduti un po' qui e un po' là, sparpagliati (e mi guarda come dire: sparpagliati anche tu, dai, siamo tutti interisti). Io lo guardo parimenti affabile e gli dico: per me potete sparpagliarvi dove volete, viva l'Inter, a parte in quei tre posti lì. Affabilmente si alzano in 15 e si sparpagliano altrove. Mi si para di fianco una signora genere mature e mi fa: grazie, se non c'era lei (e mi guarda affabile). Al che mi siedo e mi godo lo spettacolo.

 

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Sono a dieci metri in linea d'aria dal rigore di Julio, che c'era. Però, con l'espulsione (che non c'era), ho capito subito l'antifona morgantiana (ogni volta che vado a San Siro c'è una pagnolada). Ma l'Inter che si mette finalmente a giocare con occhi di tigre quando rimane in dieci è uno spettacolo che credevo di avere dimenticato. Mi metto sulla riva del fiume e aspetto, affabile.

 

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All'intervallo investo 10,50 euri nell'acquisto di tre (3) cornetti Algida. Il mio era talmente sciolto che al primo colpo di lingua mi ritrovo in bocca l'intera terra emersa (quella fuori dalla cialda) (sono affabile, e non mi incazzo. Ma voglio il nome di chi fa la cresta sui cornetti Algida, e prima o poi l'avrò) (poi non è che si può rompere il cazzo con lo stadio di proprietà: comprate un frigo, intanto).

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Nel secondo tempo vinciamo la partita. Dopo che il primo anello blu si era espresso in diecimila commenti sfavorevoli al campo bagnato ("Cazzo, ma perchè bagnano il campo?"), Biava scivola come un bambino ("Campo bagnato, evviva il campo bagnato, campo bagnaaaaaaaaaato, evviva il capo bagnato) ed Eto'o insacca quasi scivolando. Ma l'intero pomeriggio ha una svolta all'ingresso di Brocchi.

Buuuuuuuuuuuuuuu.

Debbo dire che la precisione dei buuuuuuu a Brocchi è stata notevole. Perchè un conto è fare buuuuuu quando prende palla (buuuuu prolungato) o semplicemente la tocca (buuuuuu immediato), ma il buuuuuu istantanteo (bu!) al colpo di testa è stata una sciccheria. Per non dire di quando ha recuperato con le mani un pallone per battere una punizione: buuuuuu pure lì. Al che ci ho preso gusto: mi sono messo a fare buuuuuu anch'io come un bambino. Ero talmente sereno che nemmeno la domanda

"Scusa papi, ma perchè lo fischiano?"

mi ha scomposto. Lasciate fluire queste cosuccie da stadio, ho risposto con nonscialàns. Arrivato a casa, ho appicciato gugol e di nascosto ho digitato la chiave "brocchi inter buuuuu": non mi andava di proseguire la serata senza sapere di preciso perché per venti minuti della mia vita ho fatto buuuuuuuuuu ogni volta che un pirla toccava palla.

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07/04/2011

CHE FARE/1

IL PARAMETRO WESLEY

Vedere i tuoi sogni sgretolarsi in tre giorni al prezzo di due tranvate non autorizzano nessuno a parlare di rifondazione, macchè, siamo seri, ma spero abbiano fatto scalare verso l'alto un paio di questioni nell'agenda del presidente e dei suoi collaboratori. Cominciamo dalla rosa, e parliamone già in funzione dell'anno 2012, cioè della prossima stagione.

Partiamo da Wesley Sneijder, lo spartiacque.

Sneijder, che tutti speriamo abbia lunga vita nerazzurra e torni stabilmente ai fasti che quest'anno abbiamo visto un po' sì e un po' no, è del 1984 e nel 2012 compirà 28 anni. Un'età fantastica per un giocatore del suo ruolo, l'età della maturazione, l'età che ti consente ancora di guardare avanti per un bel pezzo, l'età che ti conferma che affarone abbiamo mai fatto.

Ora, se voi consultate inter.it alla sezione "squadra", potrete accorgervi di un dato assolutamente inquietante. Sapete quanti giocatori della rosa odierna (27) sono più vecchi di Sneijder, e quindi dalla prossima stagiorne saranno quasi tutti ultratrentenni (del 1983, cioè 29enne, c'è solo Pandev)?

Ve lo dico io: 18 (diciotto) (compresi Pandev e Suazo).

Il numero è oggettivamente spaventoso. E teniamo conto che a gennaio, in corso di stagione, ne sono arrivati tre giovani (Little Frog, Yuto, Pazzo). Su una rosa teorica di 27 (tipo quella di oggi, appunto, che comprende - va detto - Natalino e Dell'Agnello), siamo esattamente a due terzi. E va detto che il terzo di giocatori più giovani di Sneijder è quasi tutto composto da riserve: gli unici titolari di quest'anno sono Pazzini (ha due mesi meno di Wesley) e Ranocchia, altri due con qualche numero consistente sono Yuto e Coutinho.

Parliamo sempre di 2012.

I tre attuali portieri sono nati tutti negli anni '70: Julio ne avrà 33, Castellazzi 37, Orlandoni 40.

Difesa, argomento delicatissimo: il Capitano (l'Inter lo mette sempre in difesa, in realtà gioca in 17 ruoli diversi) e Materazzi avranno 39 anni, Cordoba 36, Lucio e Samuel 34 (seguono Chivu 32, Maicon 31).

Centrocampo, argomento stra-delicato: il Capitano (lo rimetto anche di qua) 39, Stankovic avrà 34 anni, Cambiasso 32, Thiago e Kharja (!) 30.

Attacco: Milito 33, Eto'o 31.

Insomma, in una rosa in cui Sneijder è un ragazzino bisogna far qualcosa bene e subito, non alla cazzo e non a gennaio. Qui ognuno può sbizzarrirsi come gli pare, tenendo conto che qualcuno dei nostri giocatori fondamentali potrebbe anche decidere di andarsene nel frattempo (Julio? Maicon?). Io, potessi offrire un caffè a Branca, lo annoierei con questi argomenti:

Portieri: Viviano lo richiamiano subito o lo lasciamo folleggiare ancora altrove? Comunque sia, la panchina è troppo agèe per un Julio dall'infortunio facile.

Difensori: qui sono cazzi. Serve un altro Ranocchia, come minimo (parlo di valore e di giovinezza). E serve un laterale molto buono (e giovane, preferibilmente) che sappia anche fare il centrale.

Centrocampo: ne servono un paio, di cui almeno uno di assoluto valore e l'altro affidabile per le rotazioni. A Zanetti non si potranno più chiedere 17 ruoli, nè di fare altre 350 partite consecutive: gli eviterei lo stress di fare il laterale in difesa (se copriamo i ruoli dietro). Gli attuali centrocampisti sono tutti fragili e vanno preservati a turno. Bisogna specializzare a) qualcuno a fare il vice-Sneijder e  b) qualcuno a concepire l'esistenza delle fasce laterali.

Attacco: tutto sommato, rispetto agli altri reparti, c'è meno urgenza, anche se in prospettiva cercarne (e prenderne subito) uno giovane e forte potrebbe renderci più lieve l'esistenza.

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(nella foto, la moglie dello spartiacque)

15:31 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (254) | Segnala | Tag: inter, calcio, serie a, sneijder, moratti | OKNOtizie |  Facebook