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20/01/2012

INTER-GENOA 2-1

L'INCANTESIMO KUCKA

A parte vedere Sneijder che giocava come al campetto, e vedere Poli addirittura segnare, e vedere Ramiro ancora in vita, la partita di Coppetta offriva anche l'occasione di ammirare Juraj (anagramma di Juary) Kucka, un uomo che da un po' è virtualmente interista. Il mio interesse di tifosotto sdraiato sul divano a guardare gente che zampettava nel gelo aveva una motivazione del tutto personale. Ricordo infatti distintamente di avere pronunciato la parola "Kucka" in un bar, durante una delle più classiche discussioni tra tifosotti, quelle in cui si parla dei milioni come se fossero i tuoi, dei giocatori come se li avessi comprati tu e di tattiche come se il football lo avesse inventato tuo zio. E ricordo distintamente di avere pronunciato la parola "Kucka" così, con estrema leggerezza. In pratica, ascoltavo me stesso dire "Kucka" senza minimamente essere interessato all'argomento. Si parlava delle difficoltà numeriche, fisiche, polmonari e anagrafiche del nostro centrocampo e credo di aver chiosato una discussione con "ma tanto arriva Kucka, no?" un po' così, alla cazzo, con lo stesso tono con cui ho subito aggiunto un'altra frasetta, "e vabbe', ciao, debbo andare".

Ora, fatto salvo che non si può essere sempre al massimo della forma e che le partite si possono cannare, ieri sera mi sono risvegliato dall'incantesimo Kucka. Cosa ci potrà mai risolvere - questa era la mia domanda mentre mi spolveravo le briciole delle Gocciole, ottimo surrogato degli Orociok per la Coppa Italia - uno come Gregor Kucka?

Kucka ha dei discreti pregi - è giovane, aitante e ha passato la visita medico-agonistica - che lo rendono interessante tanto quanto almeno altri venti-trenta centrocampista attualmente in serie A. Dobbiamo solo chiarirci di che livello stiamo parlando: cos'ha Kucka che Poli e Muntari - per dire - non hanno? E cosa dovremmo mai chiedere o pretendere da un Kucka?

L'Inter, a centrocampo, ha un enorme problema, che è questo: deve prepararsi a sostituire (o a puntellare vigorosamente) nel giro di poco tempo un intero reparto pluridecorato composto da Zanetti (39 anni), Stankovic (34), Cambiasso (32) e mettiamoci pure Thiago Motta (30, il tempo passa). Sostituire questi giocatori, o preparare seriamente la loro successione, non significa soltanto comprare gente che li possa sostituire nel senso che Butti si alza dalla panchina, accende il pannello con i numeri, "esce Stankovic e entra X", no, ecco. Non abbiamo bisogno la riserva di Stankovic. Abbiamo bisogno il nuovo Stankovic.

Dico Stankovic perchè è stato il modello di operazione che dobbiamo prepararci a ripetere. Non è trovare il giovane virgulto Zanetti da qualche parte e scoprire con piacere che ti dura vent'anni. Non è sperare che il Real faccia un'altra cagata come regalarti un Cambiasso. E' - com'era successo con Stankovic - andare a trattare l'acquisto in denaro contante del giocatore che vuoi e su cui pensi di fare un serio investimento. Stankovic, all'epoca, era un centrocampista 25enne in forza alla Lazio. L'Inter decise di farci un investimento. Lo prese a gennaio, pagandolo profumatamente. Ma direi che l'operazione ha avuto un senso, mi pare.

Ora, se l'Inter ha messo insieme non so come il tesoretto per Tevez, direi che potrebbe essere l'occasione buona per sistemare qualche cosetta e tentare un investimento alla Stankovic. Di Kucka - che va anche bene, per carità - il mondo è pieno, ma di campioni veri un po' meno. I campioni veri si trovano a volte con il culo, oppure più spesso pagandoli. Mi accontenterei della seconda che ho detto. Il nome? Non importa, mi fido*.

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* non è vero, non mi fido, ma non posso mica fare lo sborone fino a 'sto punto.

 

 

22:31 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (233) | Segnala | Tag: inter, mercato, tevez, kucka, stankovic | OKNOtizie |  Facebook

16/01/2012

MILAN-INTER

NO CAPRETTO, PEDALARE

Non dico a Novara-Inter, vabbe', sembra passato un secolo. Ma se solo penso al senso di impotenza provato durante Inter-Udinese (3 dicembre) o anche all'orrida Cesena-Inter (18 dicembre), lo spettacolo del derby mi sembra inverosimile. Spettacolo, ovviamente, non inteso come futbol bailado, del quale mai come in questo frangente mi frega un cazzo. Ma spettacolo di concretezza di una squadra presente a se stessa, concentrata, raramente in difficoltà, sempre grintosa. Siamo sempre quelli che due mesi fa erano quintultimi eppure, ovviamente, molto diversi. Avere praticamente ridotto all'impotenza una squadra prima in classifica che viaggiava a una media di più di due gol a partita, beh, e ditemi voi se non è una soddisfazione, e un po' anche un sorpresa. Nell'annata che ci vedeva assolutamente inconsistenti degli scontri diretti, andiamo a prenderci tre punti in casa del Milan e a dirgli, forte e chiaro, che con 20 partite da giocare non è mica finita. L'anno scorso con Milan e Juve, in quattro partite, avevamo fatto un punto. Insomma, siamo già avanti.

Più forti delle circostanze, più forti di un gol regolare e annullato, più forti dell'evidenza di una classifica che ci vuole ancora indietro, ma adesso un po' meno. Vincere il derby è stato anche fare strike, recuperare in una sola sera tre punti al Milan, ovviamente, ma anche all'Udinese, e due alla Juve. I fuggitivi non sono più fuggitivi. Sono sempre avanti, e non di poco. Ma meno.

Adesso, please, non rompiamo il giocattolo. 14 gol fatti (Milito old style) e 1 subito (anche Lucio e Samuel) nelle ultime sei partite. Quattro 0-1 consecutivi nelle ultime quattro trasferte. Questi, bene o male, siamo diventati. E questi dobbiamo cercare di rimanere perchè adesso comincia sì il bello, ma anche il difficile. Il difficilissimo. Ci resta un calendario - diciamocelo - quasi impossibile, con partite in casa quasi tutte facili (dopo la Lazio e fino al derby del ritorno) e una micidiale serie di trasferte, perchè dovremo andare a Torino, Napoli, Udine e due volte a Roma. Come ce la caveremo? Boh. Io mi accontenterei della cazzutaggine del derby e della politica dei piccoli passi, dove la parola che fa rima con capretto vorrei fosse usata il meno possibile, e non solo per semplice scaramanzia. Il problame è che ne abbiamo quattro davanti, ne abbiamo un paio dietro che vanno (quasi) come noi, avremo forse da affrontare i vantaggi e gli indicibili rischi di un bel mucchione nelle zone alte, abbiamo un sacco di partite da giocare (inizia la Coppetta, tra non molto riprende la Champions). Insomma, sono cazzi. Ma entriamo nella fase calda con un sorriso che solo un mese fa ci sognavamo. Siamo talmente oltre le nostre aspettative che stanotte - lo so già - rimarremo a fissare il soffitto ponendoci domande tecnico-esistenziali su un giocatore di nome Tevez.

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01:34 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (441) | Segnala | Tag: inter, milan, milito, ranieri, moratti, tevez | OKNOtizie |  Facebook

13/01/2012

CASO TEVEZ

IL FORTE APACHE

Questo post potrebbe rivelarsi di straordinaria inutilità. Tipo che quando farò clic tra un quarto d'ora sarà tutto deciso, e sarà il contrario di quello che mi aspetto. Tipo che tra qualche ora sarà vecchio, e verso sera decrepito, superato dagli eventi e - magari, ma non credo prima del derby - dalle certezze assolute e definitive. Quindi potrei dire che Tevez mi fa cagare e tra qualche ora svegliarmi e vedere lui e Branca che tengono i due capi della sciarpa nerazzurra, o dire che lo adoro e tra qualche ora vederlo in via Turati a dire che tifa Milan fin da piccolo. Oppure potrei vederlo andare a cena con il poliglotta Leonardo, oppure morire nelle segrete di Manchester come il conte di Cagliostro.

In pratica, la grande e composita domanda è: ci serve un Tevez, ha senso prenderlo così e pagarlo tot?

Partiamo dai dati oggettivi. Tevez avrà 28 anni tra un mese (è del 1984 come Pazzini e Sneijder), quindi è maturo ma non vecchio. E' uno che segna caterve di gol (in carriera 158 in  380 partite, la maggior parte dei quali segnati in Premier League, non in Lapponia) e possiamo tranquillamente classificarlo tra i campioni odierni. Ha - diciamo così - qualche problema caratteriale e di convivenza civile. Costa parecchio, e costerà parecchio vita natural durante come ingaggio. Non può giocare la Champions quest'anno. Non gioca da qualche mese (vedi sopra alla voce: problemi caratteriali).

Facciamo quindi un veloce ragionamento. Ovviamente uno così sarebbe meglio averlo che non averlo (voglio dire, pensiamo a un'Inter senza Zarate e con Tevez, per dire) (no, non ci devo pensare), e uno così sarebbe meglio prenderlo piuttosto che che lasciarlo andare al Milan. Perché sarà una testa di cazzo, ma con Tevez forse il Milan potrebbe chiudere il campionato con largo anticipo, là davanti avrebbero una certa esplosività, ecco. Certo, a me attizza anche l'esperimento di pura antropologia criminale: concepire uno spogliatoio in cui far convivere Ibra, Tevez, Cassano, Boateng, Robinho e Seedorf, situazione che potrebbe determinare una di quelle storie affascinanti e truculente in cui un giorno uno di questi si fa prestare un fucile a pompa e va a Milanello a torso nudo e con la cartuccera a tracolla e ne ammazza minimo 15, e poi dichiara al pm che no, non mi ricordo, non ero io, non so perchè l'ho fatto, ah no, aspetti, un po' mi ricordo, erano tutti dei gran pezzi di merda.

(sospiro)

Ma torniamo a noi. Allora, 'sto Tevez? La mia risposta definitiva è: se arriva non faccio mica le barricate, anzi, mi immagino il friccicorìo del nuovo e impetuoso gasamento, "minchia Tevez", che animerebbe le nostre esili ma consistenti (esili ma consistenti) (vabbe', stiam parlando di pallone) speranze di rimonta. Mi vedo già davanti come un pirla alla filiale della Bpm ad aspettare l'apertura per comprare il biglietto della prima partita utile. Ma ci serve Tevez? Certo, se esaminiamo le cifre stagionali dell'attacco, allora dovremmo dire che ci serve come il pane. Ma se esaminiamo le cifre dell'ultimo mese allora no, non ci serve. Non è necessario. Ecco, meglio: non è urgente. Non sarebbe urgente come investire quella cifra - che quindi Moratti ha, o era un bluff per rompere il cazzo al Milan e stop? - per altri obiettivi. Anzi, per altri progetti. E cioè quelli relativi al centrocampo, reparto da rifondare. Perchè in una stagione e mezza dobbiamo prepararci a sostituire tre quarti degli effettivi, pochi cazzi, diciamo le cose come stanno. Abbiamo un eroico 39enne, un paio di gladiatori logorissimi, un italo-brasiliano che offre garanzie a spot e un olandesino che non ci ricordiamo nemmeno più come gioca e che comunque non resterà. Chissà come ci piangerà il cuore quando se ne andranno, o cominceranno a seguire le partite dalle poltrone blu o dalla balaustra vip. Ma accadrà, prima o poi. Per forza, è lo sport, è la vita.

Questo farei io: la cifra è ghiotta e si possono prendere due giocatori giovani e forti. Chiunque sia (Ranieri, Spalletti o X) il prossimo allenatore, dal centrocampo - da un certo centrocampo - nessuno prescinderà. Lì dobbiamo creare un nuovo reparto-monstre, come quello che non a caso ci ha fatto vincere tutto. Poi chi arriverà deciderà se giocare a tre o quattro in difesa, se fare rombi o alberi di natale, viaggiare sulle fasce o mordere al centro. Ma è lì, lì nel mezzo, che adesso dobbiamo pensare l'Inter del futuro. Tevez sarebbe una gioia immediata, ma - sarà che ormai sono anziano - io mi preoccuperei di pianificare. O vogliamo trovarci ogni gennaio quarti o quinti in classifica a rifare la squadra e farci le seghe?

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01:19 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (91) | Segnala | Tag: inter, milan, tevez | OKNOtizie |  Facebook

10/01/2012

TEVEZ

PARTITA DI GIRO

Una modesta proposta dalla blogosfera: per evitare fastidiosi ed estenuanti giri finanziari, non sarebbe possibile che Tevez ce lo comprassero direttamente Balducci e Piscicelli a nostra insaputa?

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12:50 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (344) | Segnala | Tag: inter, tevez, milan, insaputa | OKNOtizie |  Facebook