04/06/2010
LA CENA DEL TRIPLETE
TI SCATTERO' UNA FOTO
Alla fine eravamo in otto. Sette subito, l'ottavo arrivato con un colpo di scena nel finale, tipo tiro da 40 metri al novantesimo. Serata molto piacevole, al termine della quale abbiamo convenuto che no, non è necessario vincere per forza tre titoli per fare un giro di telefonate e concedersi una mangiata in santa pace. Quindi lo rifaremo. Giusto. Ci pensavo degustando un tortino caldo fatto e guarnito di cioccolati vari: l'anonimato aveva i suoi vantaggi ma anche i suoi svantaggi, tipo rinunciare a qualche ora di puro relax a tinte nerazzurre.
Comunque la cosa migliore sono state le foto.
La prima foto. Osteria. Scolate le prime due bottiglie di bonrda chiediamo all'oste di farci la foto. Mentre porgiamo la macchina fotografica al medesimo, spuntano alcni gadget nerazzurri, tra cui maglia non tarocca e maglietta tamarra celebrativa del triplete. Al che l'oste ha un mancamento: "Siete interisti?" Sì. "Tutti?" Sì. "No, non ce la faccio". Posa la macchina e se ne va, in preda a una crisi esistenziale. L'oste gobbo è stato il suggello alla riuscita della serata. Con professionalità avrebbe continuato a servirci i suoi piatti migliori, ma si vedeva lontano cento metri che li avrebbe conditi volentieri con il Guttalax e che solo la questione alfanumerica (eravamo pur sempre in sette, e il conto si faceva via via più pingue) gli consigliava di lasciar perdere con le rappresaglie o i duelli all'arma bianca. La foto, comunque, non la farà lui. La vista della maglia con quelle due tinte a lui così lontane lo aveva turbato profondamente, come se avesse visto due pattuglie della Finanza parcheggiare fuori dal locale. Convoca dunque una cameriera che si presta volentieri al giuoco, senza peraltro confidarci per quale squadra faceva il tifo, nè se effettivamente conosceva quel giuoco che noi comunemente chiamiamo calcio.
La seconda foto. Pagato il giusto guiderdone, insieme all'ottavo, ormai effettivamente aggregato alla compagnia, ci dirigiamo verso un luogo caratteristico e popolare della città, che peraltro non risulterà dalle foto (ma l'importante è il pensiero). Facciamo la foto? Facciamo la foto. Ma ormai siamo lontani dall'osteria e quindi non c'è oste che ci possa salvare. Bisogna fermare un passante per scongiurarlo di scattare la storica immagine. Passano, dopo alcuni minuti, un ragazzo e una ragazza. "Ci fate la foto?" Ma certo, dicono i due con un largo sorriso. Che però si spegne quando tiriamo fuori la maglia? "Argh! Interisti?" La ragazza istintivamente fa il gesto di buttare la macchina nel fiume, ma poi ci ripensa per il quieto vivere. "Sei gobba anche tu?" "No, milanista" dice con la voce increspata dall'imbarazzo, come se Totò Riina e Bernardo Provenzano e il mostro di Marcinelle e Adolf Hitler e Pietro Gambadilegno e Al Capone e Luciano Moggi e Maria De Filippi le avessero chiesto di scattare una foto. Dopo una lunga trattativa scatta e se ne va, biasciando una frase del tipo "Vabbe', dai, tra 45 anni ne riparliamo". Il proprietario della macchina fotografica controlla la riuscita delle foto. La milanista non ne aveva scattata neanche una. Forse aveva premuto un tasto sbagliato. Forse non lo aveva neanche premuto. Effetto Marsiglia.
La terza foto. Otto uomini delusi e indignati aspettano così il passaggio di un altro passante. Che arriva. E' un giovinotto cui chiediamo subito, in via preliminare, se avesse problemi a fotografare degli interisti. Lui bofonchia una cosa del tipo "del calcio non me ne frega un cazzo" e ci guarda come per dire "ma figa, non avete altro da fare?". Comunque ci mettiamo in posa, lui scatta, la foto viene. In fondo era tutto ciò che chiedevamo. Viva l'Inter, viva la libertà, viva la fotografia come forma d'arte, viva la gente che rosica e ci fa stare bene, ma tanto bene, come nemmeno la bonarda saprebbe fare. Baci e abbracci, alla prossima.
26/05/2010
IN MOU HONEST OPINION
IL FALSO PROBLEMA
Il rumore dei nemici. Aveva ragione il Mou sul rumore dei nemici. Me ne accorgo adesso che regna un silenzio di tomba, fantastico, come quando ci si alza presto in campagna e senti solo il cip cip cip e un alito di vento. Ecco: sei in campagna, estate, otto di mattina, ti prendi un bel caffè, il giornale appoggiato sul tavolo, un alito di vento, quell'irresistibile fruscio delle pagine voltate. E' il rumore - chiamiamolo così - che riempie le nostre giornate da domenica. Dal risveglio di domenica, ammesso che quella notte si sia dormito.
L'addio del Mou (e magari l'eventuale addio di qualcun altro) io lo ambiento così. Il vento gira la nostra pagina e intorno c'è una pace totale. Il rumore è diventato un fruscio, al limite avverti un rosicare che ti concilia la pennica, zzzzzzz. Piacevole. Ti senti gli occhi addosso e vedi che qualcuno prova a risfoderare il solito sorrisino assistendo allo spettacolo del tuo allenatore che se ne va un minuto dopo il trionfo. E allora? L'addio del Mou puoi interpretarlo come il padre di tutti i problemi, oppure come un falso problema. Si intuiva da mesi che sarebbe potuta andare così. Se ne va, in effetti, dopo avere vinto tutto in due anni e dopo averci fatto vincere una sequenza di cose che in Italia non era mai riuscita a nessuno nella storia del giuoco calcio, tra cui una Coppa che attendevamo da 45 anni.
Può andare, quindi. Anzi, forse deve. Poniamoci nella sua ottica egotica di ambizioni e orizzonti professionali: la prossima stagione poteva andare solo peggio (a parte la sequela di coppette che ci giocheremo tra agosto e dicembre), e quindi perchè rimanere a farsi frantumare i coglioni un anno ancora in questo paese che non ama il calcio? Non possiamo che ringraziarlo: la nostra storia è piastrellata da mezze figure che sono venute qui, si sono sistemate il conto in banca e non ci hanno risolto una cippa. A lui dobbiamo innalzare un monumento nell'attesa - sgradevole e affascinante - di ritrovarcelo prima o poi sulla nostra strada. Del resto ci ha riportato lui ai piani alti, ci ha reinsegnato a pensare in grande. E' questa l'eredità, tutta mentale, che ci lascia (mentre, non dimentichiamolo, fino a un mese fa mezza Italia era pronta a dichiarare che era un bluff, un ciarlatano, un imbonitore).
E' tutto un falso problema. Non è un problema che se ne vada: lo fa a missione compiuta. Non è un problema che se ne vada/2: mai tenere nessuno controvoglia o contro-motivazioni (vedi il buon Ibra, che voleva vincere la Champions) (sospiro). Non è un problema chi arriva. O meglio, certo che lo è: ma siccome non ce n'è un altro come il Mou, è inutile star qui a fare paragoni o congetture. Possiamo al limite sperare che sia operata una scelta giusta e degna di una squadra che sta guardando il mondo dall'alto. E io dico che ci dobbiamo fidare: siamo quelli del Triplete e questa società ha cambiato passo da un pezzo, anche prima di questo meraviglioso mese di maggio. Nulla è successo a caso, e mi piace pensare che continueremo su questa linea. Infatti sentite che silenzio che c'è.
09:50 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (455) | Segnala | Tag: calcio, inter, triplete, mourinho | OKNOtizie |
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23/05/2010
AL RITORNO DA MADRID
LA STORIA RICOMINCIA
Non so se vi siete accorti che la Storia è cambiata. Sì, certo, forse un giorno eguaglieranno quello che l'Inter ha fatto nel corso di questo meraviglioso e pazzesco mese di maggio. Prego, accomodatevi: provateci. Lo sport è questo: provarci, mettercela tutta e - ogni tanto - farcela. Avanti il prossimo. L'Inter ieri sera c'è riuscita per prima e possiamo dirlo con orgoglio. L'orgoglio con cui un giorno ne racconteremo, tutto lo stesso dannato orgoglio che ci abbiamo messo in questi decenni, anche quando le cose andavano male, aspettando giorni migliori che alla fine sono arrivati.
Ecco, appunto: abbiamo aspettato. Abbiamo aspettato tanto. E per questo possiamo dire che tutto questo non solo è meritato, ma è anche degno di quel mondo di passioni, attese e sentimenti che ci abbiamo messo tutti, uno per uno, da quel giorno in cui abbiamo deciso (o hanno deciso per noi, fortunelli) che quelli sarebbero stati i nostri colori. E' capitata una cosa che non era capitata mai, ed è capitata a noi: è come se la Banca mondiale del Risarcimento morale avesse deciso che il 22 maggio era il caso di sistemare un po' di cosette e deliberare la nostra piccola apoteosi.
Ieri sera, in pieno stordimento, a un certo punto mi sono chiesto dove fossi seduto. Non era quello il mio "vero" posto al Bernabeu, non era il posto del mio biglietto: poi la voglio raccontare bene 'sta cosa. Comunque guardo il seggiolino, conto la fila, e nello stesso istante il Gratta mi guarda e dice: "Ora devi cambiare nome". E sì, era proprio quello il punto. Avevo un nuovo seggiolino da celebrare, un seggiolino catartico, che ha fatto piazza pulita di tutto il resto, il padre di tutti i seggiolini. Perché la Storia era cambiata mentre ero lì, settore 425 del Bernabeu, così come era iniziata mentre ero là, settore 4c Montemario. Allora ho scritto un messaggio a Thadave, l'ho lasciato sul display, l'ho fatto leggere al Gratta, ci siamo abbracciati e l'ho mandato.
Ecco: non so se vi siete accorti che la Storia è cambiata. Ora tutti avremo qualcosa da dire sul nostro 22 maggio 2010: dove eravamo, con chi, a fare cosa. Avanti il prossimo, prego, tocca a voi: sinceramente - anche gobbi, cuginastri, kleenex-boy - vi auguro un maggio così, un 22 maggio così, perché è stato tutto bellissimo. Noi adesso possiamo continuare la nostra Storia, in un certo senso ricominciandola. Chissà quando ci ricapiterà una cosa così. Un anno, dieci, cento, mille, boh? Intanto ci è capitata, anche perché abbiamo saputo aspettarla. E adesso avanti, con la stessa passione, la stessa pazienza. Si ricomincia. Riposiamoci, godiamocela e sistemiamo le nostre cosucce. Come questo template, per esempio. Work in progress, come la nostra Seconda Storia. Spedite anche voi i vostri messaggi dal vostro Bernabeu personale: è iniziata un'altra cosa - non so cosa -, stamattina ci siamo svegliati diversi.
13:42 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (542) | Segnala | Tag: calcio, inter, champions league, triplete, bayern, madrid | OKNOtizie |
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RIENTRO DA MADRID
08:12 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (93) | Segnala | Tag: calcio, inter, triplete, champions league, bayern, madrid | OKNOtizie |
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