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24/06/2010

TRE A DUE

FINE

Isner-Mahut è finita. 3-2 per Isner. Ha vinto l'ultimo set, dopo settecento ore di gioco, per 70 a 68. Epico.

Con lo stesso punteggio (3-2) (non 70-68) mi dicono che l'Italia l'ha preso in culo dalla Slovacchia. No, non l'Italia: Lippi. Sono contento e stanotte mi vedrò con calma gli highlights.

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WIMBLEDON

59 PARI

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Sì sì, voi guardate pure il Ghana e la Germania, gentaglia che siete. Bastava fare zapping per imbattersi nel match più incredibile della storia del tennis, finito alle 21.08 ora di Londra. Anzi, no: non finito, 59 pari al quinto set. Oggi pomeriggio si ricomincia: e dopo 10 tonde di gioco - record di tutti i tempi polverizzato, precedente 6 ore 33 minuti) magari  basteranno due cazzo di game e sarebbe una beffa atroce.

Isner (Usa) lo conoscevo più che altro perché è il più alto del circuito (2.06) e spara bombe di servizio a raffica, che a Wimbledon sono sempre un bel vantaggio. Mahut (Francia) non l'avevo mai visto nè sentito, e in fondo perché avrei dovuto? Questi due bellimbusti si sono messi a giocare martedì: sospeso per oscurità dopo 2 ore e 54, i primi tre set giocati e il quarto quasi finito. Hanno ripreso mercoledì: il quarto set (come il terzo) finisce al tie-break e sono due set pari. A questo punto inizia il set più pazzo del mondo, che dura 7 ore (da solo, questo quinto set sarebbe stato comunque record all time di durata e di game giocati) e non finisce. Perchè ormai barcollanti, affidandosi più che altro al servizio (quasi 100 aces a test, altro record ovviamente, il precedente era 78), sparacchiandosi addosso con uno sfinimento e una disperazione densi di complicità, Isner e Mahut si sono arresi solo all'oscurità, allucinati da sette ore di bombe e controbombe, 7 ore di gioco in cui ci sono stati solo 4 match point (tutti per l'americano) e poi solo una estenuante gragnuola di servizi e di erroracci (provate voi a giocate 7 ore) che avrebbe fiaccato chiunque.

Ma non Isner e Mahut.

John Isner, che sembra un bambinone scala 2:1 cresciuto ad hamburger e patatine, peraltro è il numero 19 del mondo. Come gli sia capitato sulla strada questo Nicholas Mahut, numero 148 in vena di scherzi, non è ancora dato di sapere nelle pieghe di un ordinario destino. Ho invidiato queste due persone fino all'ennesima potenza. Erano lì, sul campo numero 18 di Wimbledon, l'erbetta che comincia a bagnarsi di rugiada, circondati da persone incredule dello spettacolo a cui assistevano, e andavano avanti, avanti, avanti. Mi è venuta in mente una partita (?) giocata con il mio amico Turs  (che manca a questo mondo da ormai 15 anni) una sera d'estate a Salice Terme, campo in terra nel parco semicustodito. Avevamo prenotato dalle 19 alle 20, alle 19.50 il semicustode se ne va ("chiudete voi") e noi andiamo avanti, avanti, avanti. Finchè a un certo punto - verso le nove e mezza - lo scongiuro: dai, basta. Non vedevo più nulla - solo un'ombra bianca dall'altra parte, che immaginavo fosse Turs - e non c'era nemmeno la luna.

Quando sul 59 pari (59 pari!) i due si sono incontrati a metà campo e si sono accordati per andare a fare la doccia, beh, avrei fatto invasione di campo e li avrei abbracciati, e probabilmente li avrei pregati di continuare: come si fa ad andare a dormire sul 59 pari al quinto set? Come si può dormirci sopra, a parte per quella stanchezza immane che li avrà catturati? Cosa staranno facendo, in questo momento, quei due? Avranno preso sonno? Boh. E domani, come si sveglieranno? Quanto sarà a pezzi la loro schiena? Quanto saranno dure le loro gambe? Quanto andranno avanti nel torneo, dopo una sfacchinata del genere?

Comunque lode a loro, al loro braccino e al loro controbraccino. Isner serviva per primo, Mahut ha servito 54 volte (54 volte!) per rimanere nel match. Come usciranno da questa partita? Oppure: cosa farà mai più paura a questi due? Uno vincerà, questo è chiaro, anche se non si sa quando e come. Ma entrambi passeranno alla storia.  Anzi, ci sono già (anche questa è una cosa rara) ben prima di avere finito di giocare. Non succederà mai più una cosa del genere, o magari tra settecento anni. Come se Bob Beamon, quel pomeriggio a Città del Messico, avesse saltato in lungo 11 metri. E voi state a guardare la Germania e il Ghana. Ma cosa avete nel cervello, la segatura?

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02:13 Scritto da: settore in sport | Link permanente | Commenti (184) | Segnala | Tag: wimbledon, tennis, isner, mahut | OKNOtizie |  Facebook

06/07/2008

L'ERA NADAL

 GRAZIE RAFA, GRAZIE ROGER

Ho poggiato le terga sul divano alle ore 16 e mi sono alzato alle 22.30, a premiazione conclusa, quando su Londra erano ormai calate le ombre della sera e a illuminare il campo c'erano solo i flash dei fotografi, e non si vedeva nemmeno più quella cariatide del duca di Kent, e nemmeno Borg che era in tribuna con una fighetta che si copriva con un plaid verde e viola. Se Sky avesse deciso di ricominciare dall'inizio e di mandare immediatamente la replica, probabilmente sarei ancora lì, sul divano, in estasi. Mi spiace se l'avete persa, perché la finale di Wimbledon è stata fantastica, un inno allo sport, una delle più belle partite di tennis che abbia mai visto (e ne ho viste un casino), sicuramente la più bella degli ultimi anni, almeno del Terzo millennio. Le statistiche all time mi dicono che ho assistito alla finale più lunga (4 ore e 48 minuti) e con più game (62) della storia di questo torneo, cui vanno aggiunti un'ora e tre quarti di interruzione per la pioggia. Ma non mi metterò qui a fare il Rino Tommasi. Dico solo che è stato un match magnifico e che quei due lì, Rafael Nadal e Roger Federer, sono due campioni strepitosi. Più la partita andava avanti, e si complicava, più hanno giocato bene. E i colpi migliori (pazzeschi, a volte) sono arrivati nei momenti più difficili, quando di solito ci si caga addosso. Se per caso vi capitasse di vedere una replica, guardate cosa non hanno fatto nel tie-break del quarto set, o guardatevi tutto il quinto. E' il passaggio di consegne tra Federer l'artista e Nadal l'agonista. Ma lo spagnolo non è più solo un randellatore: è diventato un campione completo, ha battuto Federer sull'erba e adesso il numero uno in pectore è lui. Un solo difetto: al momento delle foto di rito ha morso la coppa. Non l'ha baciata: l'ha morsa. Se non fosse che è un tennista e un atleta sublime, l'avrei preso a calci in culo. Tra un mese ci sono le Olimpiadi e sarà tutto un mordere di medaglie. Sudo freddo. Se solo sapessi l'indirizzo, mi incatenerei davanti alla sede del Cio. Questa cosa dei morsi alle medaglie deve finire, cazzo.

Rafael Nadal vince Wimbledon alla terza finale. Reuters

23:25 Scritto da: settore in sport | Link permanente | Commenti (112) | Segnala | Tag: tennis, wimbledon, nadal, federer | OKNOtizie |  Facebook