21/09/2010
P.I.
PUTTANE (IL RITORNO)
E' come un passaparola. Il primo della fila dice: "Oh, forse c'era un mezzo episodio dubbio a Palermo, ma a dire la verità non saprei". E l'ultimo, dopo cinquanta passaggi, dice: "L'Inter come al solito ha rubato". E infatti stamattina, mentre andavo dal dentista, ho appicciato Radio Digei e il più innocuo dei giornali radio diceva: "Arbitri nella bufera, e intanto domani c'è il turno infrasettimanale". Arbitri nella bufera, capite? Siccome a tutto c'è un limite e serve un timbro a tutto questo sparlare, ci aveva pensato Zamparini a dire domenica sera delle cose e a smentirle il giorno dopo (nel frattempo la prostituzione intellettuale si era messa in circolo, mica aspetta le mezze smentite di Zamparini) (tutto ciò ha un vago sentore berlusconiano) (le dichiarazioni e le smentite, dico).
Questo accade dopo sole tre giornate e, guarda caso, nell'esatto momento in cui l'Inter - senza nemmeno volerlo - mette la testa avanti e si ritrova in testa alla classifica, la Juve va a sprazzi, la Roma fa cagare il mondo e il Milan ha fatto quattro punti con Lecce, Cesena e Catania.
Ha fatto bene Paolillo (secondo me stavolta anche il Mou avrebbe delegato Paolillo, perché faticare?) a rispondere che saranno altri, non lui, non noi, a valutare le frasi di Zamparini. Dopo soli 270 minuti di gioco siamo già a questo punto: l'Inter ha potere mediatico (ahahahah) e condiziona gli arbitri (Zamparini ha detto questo, no?). E' la nuova Juve (tra l'altro, la Juve non è intervenuta in questo bel dibattito? "Juve", giustamente, è usato come un insulto. E loro non dicono nulla?)
Quanto ai quattro rigori, penso che Zamparini si riferisse a due (si moltiplica sempre per fare effetto). Sul secondo l'arbitro ha sbagliato, in effetti: doveva ammonire Patrick Hernandez per il patetico tuffo in area e non l'ha fatto. Sull'altro episodio (Chivu-Cassani) vorrei sommessamente far presente alle varie p.i. che l'arbitro una decisione l'ha presa: ha dato fallo contro il Palermo. Ma poi perché stiamo qui a parlare di queste cose? C'è il sole, fa caldo e forse non mi tolgono il dente del giudizio. Zampa, t'è capì? Forse non mi tolgono il dente del giudizio. Ma non dire nulla, sennò domani titolano: "Dentisti nella bufera".
04/12/2009
PAROLE (WORDS)
CHE CI AZZECCA
Leggo che un guardalinee, al processo napoletano su Calciopoli, avrebbe fatto una deposizione che in qualche modo tira in ballo l'Inter. In un processo in cui si tratta di gente che designava gli arbitri al telefono, li contattava tramite schede telefoniche estere ed esercitava su mezzo calcio professionistico un controllo di natura vagamente estorsiva, un guardalinee dice di avere ricevuto pressioni da uno che aveva a sua volta ricevuto pressioni da uno che avrebbe voluto che il referto sull'espulsione di Cordoba in Inter-Venezia dell'autunno 2001 (con relativa squalifica di due giornate) per uno schiaffo a Bettarini.
A parte che ha fatto bene. Cordoba, intendo.
A parte questo, bell'ammorbidimento: due giornate. Bella pressione per ammorbidire: due giornate. Mi sembra una prova a carico dell'Inter: come sappiamo bene, l'Inter a quell'epoca non contava una beata fava (vogliamo parlare di come finì quel campionato?). E a parte questo: vogliamo paragonare questa stronzata alla questione centrale del processo? Sarebbe come se a un processo di mafia (uno qualunque) un testimone dicesse:
"Settore nel 2001 ha preso una multa per divieto di sosta".
Al che le reazioni sarebbero due. Una, quella normale ("E cosa cazzo c'entra, scusa?"). L'altra, che vedo già adottata da alcuni siti in rete:
"Scoppia il caso Settore".
(sì, giuro: c'è già chi ha titolato: Scoppia il caso Cordoba)
Ma parliamo di cose serie. Domani c'è un Juve-Inter edizione svalutation, non per colpa nostra. E' anche un Juve-Inter che rischiava di essere pericolosamente clamoroso, e che invece è preceduto da un clima sottotono creato ad arte (e con saggezza) dalla due società. L'Inter non parla, la Juve nemmeno. Il presidente della Juve scrive ai tifosi di starsene belli quieti (la lettera non sarà pervenuta agli scalmanati, del ku-klux-klan bianconero vabbe', ma il messaggio era forte e chiaro). Il fantasma di Balotelli aleggia su questa partita, chiamando il pubblico di Torino (e, per esteso, quello di tutta Italia) a un esame di maturità. Riusciranno i nostroi eroi a rimanere calmi per novanta fottuti minuti, limitandosi ai vaffanculo consueti e non colorando (che giuoco di parole) gli epiteti di altri significati? Vedremo.
Lontano da Torino, agli antipodi dell'Italia geografica, il presidente triveneto del Palermo Zamparini si è però peritato di far sapere al mondo che "Balotelli è solo un giocatore antipatico a tutta Italia, me compreso. In campo assume un atteggiamento di una strafottenza e di un'antipatia folle. Se fa queste cose all'estero lo fischiano ovunque, anche i neri d'Africa".
E così si continua ad alimentare l'excusatio: io Balotelli lo fischio e lo sfanculo per tutta la partita, ma non perchè è un negro, noooo, ma perchè mi sta sul cazzo.
Continuando così a far finta di nulla, sull'una e sull'altra cosa. Continuando a sdoganare il razzismo camuffandolo da normale inciviltà. Ma continuando a sdoganare, appunto, anche la normale (?) inciviltà, come se insultare sistematicamente Materazzi (indubbiamente bianco) o altri di altre bandiere (bianchi, beige o neri, l'è istess) sia comunque una pratica normale, e necessariamente da perpetrare in questi nostri stadi così stupendamente semivuoti, e in cui ti godi bellissime partite al freddo, nello stretto e con le caviglie tumefatte dal tornello che ti colpisce da dietro, dopo mezz'ora di fila davanti a un prefabbricato dove ti chiedono documento, stato di famiglia, richiamo dell'antitetanica, test Hiv e Modello Unico dell'anno solare precedente a quello della partita.
14:59 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (152) | Segnala | Tag: calcio, inter, calciopoli, zamparini, serie a, juventus, balotelli | OKNOtizie |
Facebook
23/11/2009
POVERO WALTER
ZAMPARIZZO
Non c'è una gran differenza tra una donna che vuole sposare Izzo e un uomo che vuole allenare il Palermo. La prima, che vorrebbe unirsi in matrimonio (per motivi ignoti, se non la follia o la voglia di pubblicità) con un bi-ergastolano che ha ucciso tre donne, dovrebbe considerare il rischio di fare la stessa fine di quelle tre. Il secondo, che si fa ingaggiare da un presidente che ha esonerato 28 allenatore in vent'anni, dovrebbe mettere in conto di fare la fine degli altri 28. Essendo Izzo al gabbio e Zamparini uomo libero, lo scenario calcistico è più reale e percorribile. E avendo Izzo ucciso solo tre donne ("solo" in confronto ai 28 allenatori segati da Zamparini), bisogna concludere che diventare allenatore del Palermo è un'attività ben più a rischio che chiudersi in una stanza con il mostro del Circeo.
A volte mi chiedo perchè mai un allenatore accetti l'offerta del Palermo, sapendo che al 90 per cento la cosa finirà male, e che al 66,6 periodico la cosa finirà male probabilmente prima di Natale. E' ovvio che il rischio è ben pagato, e che il gioco in sè possa valere la candela (la piazza è prestigiosa e passionale, il clima è mite e temperato anche d'inverno, si mangia da dio, e se riesci a firmare un pluriennale hai davanti un comodo tesoretto), ma resta la domanda di base: perchè? Perchè un allenatore deve sottoporsi a uno schema umiliante e collaudato, quasi fosse scritto e consegnato in copia insieme al contratto? (Lo schema: ingaggio, sorrisi e strette di mano, sciarpa mostrata ai fotografi, festa, cannoli, letizia e fiducia fino alla prima sconfitta, dopodichè i giornalisti - conoscendo il tipo - cominciano a inzigare il dubbio a Zamparini che - conoscendo i giornalisti - dice che l'allenatore non discute, salvo - qualche giorno dopo - cominciare a dire che i suoi schemi non vanno, che doveva giocare questo e non quello, che quell'altro all'ala è sacrificato e quell'altro ancora in panca è un insulto. Dopodichè, nel giro di una settimana, arriva l'esonero).
Uno come Zenga non poteva che essere destinato all'esonero prima di Natale. Oppure a vincere lo scudetto, come aveva dichiarato in agosto. Non è uomo da mezze misure. Me lo vedo, il Walterone, leggere l'ultima intervista di Zamparini che discuteva una a una tutte le sue scelte tattiche. Che quando le vedi stampate sul giornale, 'ste interviste, significano una cosa sola. Sono una lettera di licenziamento prestampata a cui manca solo la data. E a quel punto ti salvi con tre vittorie di fila, sennò è finita.
Diciamo che Zenga ha accettato un rischio spericolato, in maniera peraltro spericolata (passare dal Catania al Palermo, cazzo, ci vuole una bella faccia di bronzo), e un po' se lo merita. Non puoi pretendere di sposare Izzo e di dormire tranquillo la notte. E forse si allunga il percorso che lo porterà a sedere sulla panca dell'Inter. Voglio dire: concludere una stagione intera a Palermo sarebbe stata una medaglia al valore. Invece è stato esonerato prima di Natale come una ventina abbondante di altri colleghi, compreso quel pretino (oggi a Parma) che Izzo lo ha sposato anche per due o tre volte tipo Liz Taylor e Richard Burton.













