15/11/2011
ZANETTI
LA FUGGEVOLEZZA
Javier Zanetti, il capitano dell'Inter, ha aderito alla campagna 'Adotta una parola', promossa dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con Io Donna e Corriere.it. Zanetti ha scelto di raccontare il significato del termine fuggevolezza. "Dietro la fuggevolezza di una partita - scrive il giocatore - c'è una lunga preparazione, c'è una carriera, c'è un lavoro che molti raccontano nella sua essenza sportiva, cioè il divertimento, ma in realtà è anche costanza, salite, sacrificio, abbandono, ripetitività, dolori". "E' per riassaporare la fuggevolezza di una partita che sono ancora qui, in mezzo al campo, tra amici e avversari, tra calci e carezze, tra applausi e insulti, a inseguire un pallone, in braghe corte, con la pioggia dentro gli occhi o il corpo che scoppia dal calore. Una maglia nerazzurra appiccicata alla pelle", aggiunge Zanetti.
20:48 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (22) | Segnala | Tag: inter, calcio, zanetti, fuggevolezza | OKNOtizie |
Facebook
09/02/2011
DICONO DI NOI
RASSEGNA STAMPA
- Il lettore Enzo detto Jair mi invia un lussuoso Pdf e mi segnala questa simpatica lettera uscita oggi sulla Gazza a pag. 38
Premetto che sono fieramente juventino dalla nascita, ma ho un dubbio sulle prestazioni di Javier Zanetti. Com'è possibile che a quasi 38 anni non salti una partita e non subisca mai un calo fisico? Ricordo le frasi di Zeman sul presunto doping di Vialli e Del Piero, invece qui nessuno si stupisce. Anzi lo si definisce un marziano, mentre Nedved a 37 anni si è ritirato.
Luciano Vaccaro, Potenza
Risponde Alberto Cerruti: caro Vaccaro, lasci stare Zeman e altri assurdi paragoni. Zanetti è "soltanto" un grande giocatore che fa vita da atleta, come il suo quasi gemello Inzaghi nato un giorno prima. Se lei conoscesse Zanetti, si vergognerebbe di avere sollevato dubbi sulla suta integrità fisica.
Risponde Settore: caro Vaccaro, sei un coglione.
- Il lettore Roby detto L'Aquila di Patrasso mi segnala invece questo spassoso articolo di Franco Ordine sul Giornale.
Allegri forse maledice quella tabella esposta prima di Lazio e Genoa. «Mancano 11 successi alla quota scudetto fissata a 80 punti» ripetè. Da allora due pareggi di fila, che aggiunti ai due precedenti, fanno quattro per la gioia di Napoli e Inter. Per puntellare il morale dell’ambiente improvvisamente attraversato da panico e pronostici di segno negativo (basta andare sui siti di estrazione rossonera per leggere frasi tipo, «abbiamo capito come finirà, Inter ancora una volta prima»), Allegri è pronto a replicare la sua beata serenità («siamo in testa, quindi favoriti»). Ma non basta. E non solo perché i problemi, più vistosi, sono legati al temperamento del gruppo (mai deciso e cattivo nel chiudere le sfide se non nel momento del pericolo, tipo Catania) e agli errori di mira, tanti e ripetuti. A far rumore c’è anche il silenzio assordante di Adriano Galliani che non è il tipo da lasciarsi influenzare da un pareggio di troppo. Sono altri i segnali che gli tolgono il sonno. Non lo smalto discutibile di Cassano o la mira fasulla di Robinho semmai la striscia degli ultimi episodi. Da Catania in poi (espulsione di Van Bommel per un secondo giallo immeritato, squadra in dieci per 35 minuti nella ripresa e capace di passare dallo 0 a 0 al 2 a 0 firmato da Robinho e Ibrahimovic), gli indizi sono diventati tre. E di solito, stando al famoso motto, tre indizi costituiscono una prova. Nel caso del Milan cementano un sospetto. E cioè che con la Lazio sia passato sotto silenzio l’attività da «guastatore» di Kozak: il laziale, ammonito solo nel finale, ha chiuso in campo, Bonera e Legrottaglie sono finiti in ospedale, dixit Galliani a fine partita. A Marassi il terzo episodio: il fallo rovesciato da Mazzoleni, ha dato il via al gol del pari genoano. Qualcuno se lo chiede, più o meno apertamente: «Che sia l’effetto Ruby trasferito nel calcio?». Già nel ’90 accadde qualcosa del genere: in lotta per lo scudetto il Milan di Sacchi col Napoli di Maradona. Allora furono le roventi polemiche sul controllo della Mondadori a riempire le cronache dei giornali...
15/01/2011
INTER-BOLOGNA 4-1
26/10/2010
IL PALLONE D'ORO
ASAMOAH?
In quanti si saranno messi lì a scremare il meglio del calcio per tirare fuori 23 nomi (di cui almeno 15 di contorno) tra i quali scegliere il nuovo Pallone d'Oro? La domanda non è peregrina: perché se si sono messi lì in tre (tipo quelli della Iffhs, che a fine mese fanno clic su un computer e uno stampa, l'altro faxa e l'altro ancora va giù a prendere un panino), vabbe', è un conto. Ma se si sono messi lì in venti, o in cinquanta, o in cento, vorrei sapere con quali criteri hanno scelto i 23 nomi e come mai un tale brain storming ha prodotto questa ciofeca.
Ci sono due nomi che mancano, in maniera statuaria, all'elenco. Sono Milito e Zanetti. Che non vuol dire che poi lo dai a loro, per carità. Ma vorrei sapere perché c'è Asamoah, perché c'è Lahm, perchè c'è Xabi Alonso, perché c'è Fabregas, perché c'è Daniel Alves e invece non ci sono Milito e Zanetti. Vorrei sapere - così, tanto per non dare l'impressione di essere fazioso - perché c'è Julio e non Milito, perché c'è Maicon e non Zanetti.
Voglio dire: succede tanto spesso che una squadra faccia la tripletta? Succede tanto spesso che un giocatore segni 30 gol in stagione tra cui tutti quelli delle tre partite decisive per i tre trofei suddetti, con una meravigliosa doppietta in mondovisione nella madre di tutte le finali? Succede tanto spesso che un giocatore 37enne, capitano della miglior squadra del mondo della scorsa stagione, stia inanellando ogni anno la sua miglior stagione nonostante gli anni che passano? Poi vabbe', non darglielo nè a Milito (invedibile da giugno in poi) nè a Zanetti (che è vecchio, è difensore, non tromba, non beve, non sputa, non bestemmia, non si dopa - è noioso, ecco -). Ma li vuoi mettere in questa minchia di elenco, diobono?
Ma chi cazzo è Asamoah? Cosa cazzo hanno fatto in stagione Lahm, Fabregas, Alves e Xabi Alonso che non abbiano fatto Milito e Zanetti? Ecco, adesso completate l'opera: datelo a Iniesta, giocatore fantastico intendiamoci, ma reduce dalla peggior stagione da quando gioca, di cui ricordiamo un tiro in 12 mesi (certo, importante, importantissimo: ma uno). Fifa e France Football, vi siete messi insieme? Ecco: andate a cagare, together.
(perché non lui, allora? E' fortissimo)
20:51 Scritto da: settore in calcio, Inter | Link permanente | Commenti (188) | Segnala | Tag: pallone d'oro, calcio, inter, milito, zanetti | OKNOtizie |
Facebook
28/11/2009
IL DA FARSI
SCONTRO ISTITUZIONALE
"Se i tifosi della Juventus rivolgeranno cori offensivi o razzisti a Mario Balotelli nel corso della sfida del 5 dicembre a Torino, sono pronto a parlare con l'arbitro per vedere cosa si puo' fare''.
"No, non andrò a Torino a vedere la partità. Ritirare la squadra in caso di cori contro Balotelli? Certamente, ma penso che lo fara' il capitano''.
''Io ho letto quali sono le competenze di un allenatore in una partita in relazione a simili situazioni: se io decido che l'Inter deve lasciare il campo, perdo 3-0 a tavolino. Non sono nessuno per analizzare un Paese che non e' il mio e un calcio che non e' il mio. Io sono un allenatore e vado in campo per la partita da giocare. Io andro' all'Olimpico di Torino per giocare, niente di piu'''.
12/11/2009
BUONI SENTIMENTI
00:10 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (50) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, zanetti, ibrahimovic, figo, toldo, le iene | OKNOtizie |
Facebook
09/11/2009
SERENITA'
L'ANGOLO DEL BUONUMORE
"Oh, senti questa. Un uomo entra in un caffè. Splash"
"Dai, figa, non ne hai una più nuova?"
"Ne ho una io"
"Vai"
"Ranieri"
"Ahahahahahah, bellissima"
"Anch'io ne ho una una"
"Aspetta che mi asciugo gli occhi. Dilla"
"Beckham"
"Uhahahahahah, ti prego, soffoco"
"Che sagoma che sei"
"Allora. Ci sono uno juventino, un milanista e..."
"Ahahahahahah, cazzo, muoio"
"Ma non l'ho nemmeno iniziata"
"Faceva già ridere così... Oddio, ho le convulsioni"
"Blanc"
"Uhahahahahah, basta, non ce la faccio più"
"Ahahahah... oh, ha chiamato Moratti. Ha detto che ci riduce lo stipendio"
"Ahahahahah, diobono, mi fai stramazzare"
22/07/2009
THAT'S AMERICA
LA RIMPATRIATA
E' bello rincontrare i vecchi amici. Anche se andati via da poco, e magari in circostanze non del tutto serene, la grande famiglia interista è sempre pronta ad accogliere chi abbia condiviso l'avventura sportiva e umana in maglia nerazzurra. E pure in questi giorni in cui i nostri beniamini faticano a migliaia di chilometri di distanza da Appiano, il ritiro dell'Inter è un frizzante crocevia di volti più o meno conosciuti, che vanno a rendere omaggio a una delle più gloriose società del calcio mondiale. Ma gli amici, appunto, gli amici. Che bello rivederli e potere svaporare così, con un sorriso e una stretta di mano, tensioni anche recenti. Che bello ricevere una visita inattesa e, per questo, ancora più gradita. Questa foto allarga il cuore, è un inno ai buoni sentimenti e ai valori che questa squadra e questi colori ci trasmettono ogni giorno. Quasi a riproporre l'eterna lezione etica e morale della parabola del figliol prodigo, Javier Zanetti accoglie a braccia aperte un compagno che ha interrotto bruscamente una favola, ma con cui ha diviso gioie e dolori nel recente passato. Ad Adriano, che vediamo così sorridente nel riabbracciare il suo vecchio caro Capitano, auguriamo ogni successo nel suo Brasile, oltre a un pronto raggiungimento di quel peso forma che, ne siamo certi, non tarderà a riagguantare con i sacrifici che proverbialmente sa affrontare.
00:05 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (105) | Segnala | Tag: calcio, inter, zanetti, adriano | OKNOtizie |
Facebook
20/03/2009
CAPITANI
SATISFACTION
Ci sono dei record che sembrano infrangibili e invece toh, sei lì allo stadio che guardi la Fiorentina o la Reggina e ti si scrive un piccolo pezzo di storia in sovrimpressione. Una pacca sulla spalla al Capitano, perchè sappia che siamo fieri di lui ma perchè non si distragga. E ai Facchetti, assonanza a parte, credo che faccia piacere che il Record (erre maiuscola) di Giacinto passi a uno della pasta di Javier.06/01/2009
BEFANA INTER
TUTTE LE FESTE LE PORTA VIA
A me il ritorno alla normalità dell'Inter dopo le feste natalizie mette sempre una paura boia. Da quando siamo imbottiti di sudamericani, la pausa invernale è sempre stata ricca di incognite tecniche, spirituali e gastronomiche. L'anno scorso, poi, eravamo andati a Dubai per incassare euro e far finta di "effettuare un importante richiamo della preparazione". Come ogni interista ricorderà, l'Inter - grazie al richiamo di preparazione - ha ritrovato brillantezza solo dieci-undici mesi più tardi, vincendo nel frattempo uno scudetto grazie al fieno messo in cascina e a un gol del Livorno a Roma.
(a proposito, alle Sensi's e al Pupone, che in questi giorni hanno dichiarato che lo scorso anno la Roma non ha vinto uno scudetto meritato perché "c'era un centenario da celebrare, e così è stato", vorrei mandare un sincero augurio di grandi successi calcistici per il 2009)
Gli avvenimenti delle ultime ore non hanno fatto altro che ricacciarmi nei dubbi più angosciosi.
1. Ieri, per esempio, l'Inter si allenata la mattina, e vabbè. Poi, nel pomeriggio, Zanetti lancia la proposta destabilizzante: "Andiamo al cinema". Una quindicina di giocatori lo hanno mandato a cagare e sono andati in camera a giocare alla Playstation, ma una decina al cinema ci è andata davvero. Hanno preso un pullmino della società e sono andati in una multisala. A parte la scena, che mi immagino, di Beppe Baresi che va alla cassa, "tredici adulti, grazie. Ci mette vicini?", e poi nella hall della multisala a distribuire i biglietti, "Zanetti Javier, Ibrahimovic Zlatan, Quaresma Ricardo...", vabbe', a parte questo: che film hanno visto?
Natale a Rio.
Lo so, mezza Italia avrà ironizzato, e qualcuno si sarà chiesto perchè il Capitano non ha scelto un bel dvd di Kurosawa o Wong Kar-Wai. Ma io andrei al di là di queste facili battute. L'Inter è stata solo vittima della macchinazione culturale che ogni anno abbindola milioni e milioni di italiani. I film di Natale - ognuno pensa che a Natale escano venti-trenta film per appagare la voglia di cinema che ci prende durante le feste - in realtà sono quattro o cinque. Tu vai al multisala - chessò, dodici sale - e i film sono quattro. Cè De Sica in cinque sale, Madagascar 2 in quattro, AldoGiovannieGiacomo in tre. Quindi, escludendo che Zanetti potesse convincere i compagni ad andare a piangere come sciampiste per Richard Gere, rimaneva solo Natale a Rio. Sicuramente la multisala sarà stata una Medusa. Sicuramente, dietro a questo pomeriggio che avrà fiaccato il nostro animus pugnandi, c'è il Milan.
2. Usciti dal cinema, tutti al ristorante di Zanetti a strafogarsi di carne e patate. No, per dire.
3. Oggi nevicava. Quindi tutti a fare allenamento sotto il pallone, non prima di avere fotografato - come ormai di rito - Mansini che si diverte come un matto quando nevica. Poi ci lamentiamo che fa cagare.
4. Mourinho ha saltato mezza seduta perchè era occupato a fare gli auguri a Branca, che oggi compiva 44 anni. passeggiando con lui sotto la neve. Branca, com'è evidente dalla foto, ha cambiato boutique e - complici i saldi - ha svuotato quella di Oriali. Questo look country-chic - inaugurato anni fa da Bedi Moratti - sta ormai imperversando all'Inter. Da un momento all'altro mi aspetto di vedere il presidente vestito come Carlo d'Inghilterra quando va a caccia alla volpe.5. All'interno del pallone, i nostri beniamini hanno fatto basket, palla prigioniera e spinning. In alcuni momenti morti, anche calcio.
6. Ma fuori dal pallone si stava verificando l'evento più strabiliante. Alcuni personaggi vestiti con abbigliamento tecnico dell'Inter (quindi, si presume, appartenenti alla pletora di stipendiati di Moratti) occupava la mattina a realizzare un simpatico pupazzo di neve, agghindandolo con gadget Nike per motivi di sponsorizzazione. Guardate che bel pupazzo.
Per vostra informazione, preciso che i tre figuri che si divertono come bambini non sono il custode, il giardiniere e il barista di Appiano, ma i tre componenti portoghesi della staff tecnico di Mourinho. Sì, giuro: sono Silvinho, Villaboas e l'abate Farias. Che poi concludono l'opera prendendosi a pallate di neve. Mourinho, che cercava inutilmente Farias per vedere la registrazione dell'ultima partita dei nostri prossimi avversari, alla fine ha dovuto mettere su un dvd di wrestling.
Ora, ditemi voi se io non mi debbo preoccupare in prospettiva Cagliari.


















