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22/02/2009

CANNAVO'

QUELLA CERTA GAZZA

Anche quando al comando c'era Cannavò, chi di noi non avrebbe voluto un'altra Gazza? Un pochino più cattiva, un pochino più vivace, un pochino meno istituzionale. La Gazza era la Gazza, ma ognuno di noi aveva il suo pochino da correggere (sempre di più, col passare del tempo e l'avanzare del delirio tv che ci ha spostato perso una visione molto reality e poco ragionata di ciò che vediamo e viviamo). L'avrei voluta anch'io un pochino più così e un pochino meno così. In una parola, un pochino - come dire - più ribalda. Non si è mai contenti, com'è giusto che sia. Quando Candido Cannavò è andato in pensione, avremo più o meno pensato che il tempo aveva fatto il suo corso e amen. Ma proprio lì abbiamo capito meglio chi fosse Cannavò: quando cioè ha lasciato la poltrona di direttore della Gazza, rimanendone editorialista e anima, ma non mettendo più il becco in certe scelte. Sei mesi e lo rimpiangevano di brutto.  Forse era più facile fare una certa Gazza in altri tempi, tra cui i suoi, quando il giornalista aveva il dovere primario della cronaca e il lettore il piacere di trarre solo da quelle pagine - senza la pay-tv, senza le duemila dirette, senza la spidercam, senza le centomila minchiate di oggi - il senso e il fascino di uno sport che vedevi e godevi a sprazzi, e molto leggevi. La Gazza era la bibbia, oggi è un giornalino che a volte ti si squaglia in mano e mette in prima pagina Montano che lascia la Arcuri. Siamo tutti molto più "fair", oggi: la tv, lo sport, la Gazza e pure noi, ovvio. E allora ti spiace che se ne vadano questi vecchi signori, che sapevano ancora scrivere e comunicarti delle cose, che mettevano le loro antiche sinapsi al servizio di un mondo troppo moderno per essere bello. Bello in quel senso là, di certi odori, sapori, sudori, roba che oggi è tutta sintetica come la Cera. Un pezzo di Cannavò era comunque un pezzo da leggere, al di là di come la si pensasse e di quanto si valutasse fané la prosa e il pensiero del vecchio direttore. Ma poi ti rendevi conto che da lì comunque c'era da spremere roba. Oggi, che è domenica, fate zapping fino alle due di notte, fate questo esperimento. E poi ditemi se non vi mancherà un Cannavò.

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13:01 Scritto da: settore in sport | Link permanente | Commenti (32) | Segnala | Tag: candido cannavò | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

primo con il lutto al braccio

Scritto da: enzo | 22/02/2009 | 13:04

secondo ricordando Cannavò con affetto

Scritto da: enzo | 22/02/2009 | 13:05

terzo: Cannavò è stato il più grande giornalista sportivo in assoluto

Scritto da: enzo | 22/02/2009 | 13:06

quarto: lascia un grande vuoto

Scritto da: enzo | 22/02/2009 | 13:06

quinto: lascia una pesante eredità

Scritto da: enzo | 22/02/2009 | 13:08

Settore, acuto come sempre.

Respect

Scritto da: misultin | 22/02/2009 | 13:12

che riposi in pace, ma non mi mancherà di sicuro

Scritto da: enrico | 22/02/2009 | 13:25

Candido Cannavò, maestro del giornalismo sportivo.
Maestro perchè ha sempre insegnato i valori più profondi dello sport, per aver sempre avuto la capacità di vedere lo sport e descriverlo con un giudizio a 360°. E' stato razionale e corretto anche durante la vicenda di calciopoli. Ricordo, fu uno dei pochi che con i suoi commenti sempre equi e veri, propose di bloccare i campionati per azzerare il marciume che imperava (ed impera) nel calcio italiano. Purtroppo non fu ascoltato.....
In questo momento dobbiamo sentirci tutti più soli, personalmente mi sento in dovere di dire grazie a questo grandissimo uomo.

Scritto da: enzo | 22/02/2009 | 13:30

Mi piaceva tanto il suo modo di scrivere, di raccontare lo sport, i campioni. Di celebrare le vittorie dei grandi campioni ma anche di valorizzare le sconfitte.
Il modo pacato di parlare, mai aggressivo come tanti commentatori di oggi. Certo che ci mancherà!! E pensa Settore che io vengo qui ogni tanto per respirare la stessa aria. Cercando di soddisfare il nostro bisogno di una penna (o di una tastiera diremmo oggi) che sa scrivere.

Scritto da: yannez | 22/02/2009 | 14:06

Un saluto con affetto a Cannavò. Direttore della Gazzetta quando ancora era un giornale sportivo serio. Un piacere leggere i suoi articoli.Poi si poteva discuterli. Adesso vale molto meno.

Scritto da: Kei10 | 22/02/2009 | 14:31

Un saluto con affetto a Cannavò. Direttore della Gazzetta quando ancora era un giornale sportivo serio. Un piacere leggere i suoi articoli.Poi si poteva discuterli. Adesso vale molto meno.

Scritto da: Kei10 | 22/02/2009 | 14:31

Mi ricordo ancora il suo pezzo sulla visita di Matrix a Giacinto Facchetti il giorno dopo la vincita della Supercoppa contro la Roma il 27 agosto 2006. Lui raccontò per primo la malattia del nostro capitano e presidente, con parole dolci di stima e affetto infiniti... Ci mancherà



Enrico da un becero come te non mi aspettavo nulla di più. Bravo.

Scritto da: Camizlatan | 22/02/2009 | 14:33

ciao Candido un grande.... ora seguirà lo sport con il suo grande amico
GIACINTO.....

Scritto da: dada16 | 22/02/2009 | 14:35

enrico

provocare sempre e comunque è da idiota

rilassati ogni tanto

magari lontano da Settore

Scritto da: antipato | 22/02/2009 | 14:44

Settore, il tuo commento non fa una grinza, ma "purtroppo" quello che dici prescinde dalle persone e dal loro valore.
Purtroppo un giornalismo come quello di Cannavò, cioè più legato ai fatti, all'etica sportiva e a un certo modo di intenedere lo sport, è destinato a scomparire. Non che noi non abbiamo il dovere di lottare affinché questo non avvenga, anzi il contrario.
Voglio solo dire che Cannavò era comunque l'espressione di una generazione di giornalisti in cui tanti erano come lui, mentre ora c'è una generazione di giornalisti che concepiscono il loro mestiere (non più professione) in un altro modo.
Lo stesso accade nella politica se paragoniamo gli ingrao e i pertini con i d'alema e i franceschini di oggi (ovviamente non parlo degli altri),
Lo stesso accade in molti altri campi.
Quindi secondo me onore a Cannavò, ci mancherebbe altro. Ma ai suoi tempi Cannavò era un giornalista normale, magari forse era anche bravo, ma non certamente il migliore, io ricordo solo gente comne Ghirelli, Ormezzano, Viola, per non parlare di Giani Brera e tantissimi altri.
Il problema è che il cambiamento che sta avvenendo anche nella professione giornalistica porta inevitabilmente all'impossibilità che nascano altri elementi di una bravura anche solo "normale" come quella che ora ci sembra splendida in Cannavò.

Spero di essermi spiegato, e spero che Carta vinca anche oggi pomeriggio

Scritto da: luca | 22/02/2009 | 15:09

Ho appena mandato il link di questo articolo a un mio carissimo amico juventino, ma dal fair-play anglosassone, che sulla Gazza ci ha passato giorni e notti della sua vita, e che nutriva per Cannavò una stima infinita. Come gli dicevo, non credo che alla tele sentirà commemorazioni più sincere e meglio scritte di questa.

Scritto da: Bagnacavallo Utd. | 22/02/2009 | 15:16

Enzo, prima ho scritto quel che pensavo, poi ho letto i post, tra cui il tuo. Di solito apprezzo ciò che scrivi, ma stavolta mi sei sembrato un po' prigioniero di una certa retorica cannavoiana. Ti faccio solo un esempio.
Cannavò era il direttore della Gazzetta nel '99, l'anno di Pantani a Campiglio. Cannavò non poteva non sapere benissimo che nel ciclismo erano una manica di drogati, Pantani in primis. Però Pantani faceva vendere e la Gazzetta, organizzatrice del Giro, esaltava le sue imprese con spreco di superlativi. Quando Pantani fu beccato Cannavò fecve la parte dell'amante tradito (e nessuno che seguisse il ciclismo poteva crederci) e cavalcò l'opinione pubblica gettando Pantani in pasto alle tigri. Ricordo un titolo, due giorni dopo la "cacciata" di Pantani che esaltava "Falco" Savoldelli, capace di impadronirsi di quel Giro grazie alla sua bravura in discesa. La stessa Gazzetta, in quei giorni, in un tardivo impeto di trasparenza, aveva reso noto l'ematocrito dei corridori controllati quel giorno a Campiglio insieme a Pantani, e Savoldelli aveva 49,9, il che vuol dire una regolarità formale, ma la certezza praticamente assoluta che anche lui fosse dopato.
E la Gazzetta, gettato il romagnolo in pasto all'opinione pubblica, dopo averne cavalcato le gesta per anni, esaltava ora il "Falco" Savoldelli, capace di gettarsi spericolato in discesa (con 49,9 di ematocrito).
Quella cosa mi fece schifo, ma per carità. Cannavò non ne era l'unico rsponsabile, e magari soffriva anche di quelle scelte e di quei comportamenti. Come ho già scritto in un altro post stamattina, Cannavò, come ogni direttore, aveva anche lui obblighi e vincoli. Però ecco, di esaltarlo non mi pare il caso.
Credete che uno come lui di Calciopoli ne sapesse quanto noi? O forse ne sapeva di più? Il giornalismo d'inchiesta certo non è permesso se la Gazzetta è di proprietà (anche) della finanziaria che controlla la Fiat. Quinbdi io direi Cannavò grande, bravo, forse anche coraggioso entro certi limiti, controcorrente (quando ha potuto farlo), ma non facciamone un eroe. Con tutto il rispetto e pace all'anima sua.

Cosa fa Carta?

Scritto da: luca | 22/02/2009 | 15:22

quando ascoltavi o leggevi giornalisti come lui sentivi la cronaca ,ilracconto sibillino dei fatti con qualche opinione personale ma sempre distaccata ,io non mi ero personalmente mai reso conto che cannavò era tifoso interista....
il contrario di oggi che dopo le prime due parole hai già capito se chi parla è rubbentino o bibilanista ,se di sinistra o di destra!
per questo i giornalisti non sono più credibili ormai sono operai che si fanno travolgere anche dalle loro passioni a scapito della verità......

Scritto da: sm_44 | 22/02/2009 | 15:24

Se n'è andato l'ultimo dei grandi.
Da quando aveva lasciato la direzione della gazza, la rosea è diventato un giornalaccio come e peggio degli altri.

RIP direttore, resterai sempre nei nostri cuori (alla faccia di enrico il gobbo).

Scritto da: pacopedro | 22/02/2009 | 15:26

@luca, il giorno di Campiglio credo che tutti gli amanti del ciclismo si siano sentiti un pò traditi. Ricordo quel 5 giugno, guardavo quell'inutile tappa con la testa altrove, ascoltavo le chiacchiere da studio, tra le quali anche di Cannavò, ma non vedevo e sentivo niente e nessuno: quel giorno uno sport meraviglioso era stato ferito a morte. Ero talmente frastornato e incazzato... non mi immagino neanche cosa provassero in quel momento gli addetti ai lavori che con quello sport ci pagavano la pagnotta.

Scritto da: pacopedro | 22/02/2009 | 15:40

Pacopedro, forse tu ed io eravamo davanti alla Tv un po' più disorientati degli altri, ancora sotto choc per l'esonero di Simoni e l'avvento dell'atroce Lippi, ma chi seguiva il ciclismo più da vicino (e Cannavò lo seguiva dal di dentro) sapeva cosa faceva Pantani. Intendo dire che lo sapava mentre lo esaltava, cioè fino al giorno prima di Campiglio. Una volta scoperto, Pantani è stato mollato (da tutti)

Scritto da: luca | 22/02/2009 | 15:53

Il 22 febbraio dell'anno scorso se ne andava la mia mamma e il 22 febbraio di quest'anno se ne va Cannavò. Non è certo un bel giorno questo 22 febbraio...

Un anedotto: un anno fa, piu o meno, non so se vi ricordate Cannavò venne aggredito verbalmente da una merda d'uomo, che accusava il direttore di essere responsabile delle disgrazie della juve. Accadde in metropolitana a Milano, ve lo ricordate? Io conoscevo quella merda d'uomo che lo aggredì, chiaramente uno juventino di quelli peggiori, ignorante al livello di enrico.
Scrissi una mail in redazione, al direttore Verdelli, per dargli, nel caso avessero voluto procedere contro l'energumeno, il nome dell'animale.
Mi rispose lui direttamente, Cannavò. Mi scrisse una mail ringraziandomi.
Questa mail ancora la conservo...

RIP Candido...

"

Scritto da: siobelo | 22/02/2009 | 16:32

Sono cresciuta con la Gazzetta diretta da lui, nell'epoca in cui non esistevano i blog e l'informazione su internet.
Se volevi la cronaca della partita, con il paginone a colori in caso di vittoria, prendevi la Gazzetta.
Adesso, ovviamente, non mi ci avvicino manco per sbaglio a quella sottospecie di Controcampo cartaceo.

Ho sempre creduto fosse juventino e che cercasse di frenare il suo tifo a favore dell'obiettività (stile Paolo Valenti, di cui solo alla morte si venne a sapere il suo tifo per i viola).
Invece uno che lavorò con lui, anni fa, mi garantì che fosse simpatizzante interista, oltre che tifoso del Catania.

Scritto da: Quintilia | 22/02/2009 | 16:56

Tifoso del Catania? ahah! Questa è bella...ha rinnegato sia la città che la squadra! Pace all'anima sua ma senza ombra di dubbio, Catania, sua città natale, è la città che lo stima meno. Ha preferito schierarsi con la Lega(anche allora di Matarrese) invece che con la squadra nel '93, quando tentarono di radiarci. Alla fine non ci riuscirono, ma finimmo in Eccellenza e l'astio dei Catanesi per Cannavò rimane.

Molti hanno scritto che era ritenuto un "illustre cittadino catanese". Beh per noi è solamente nato a Catania. Che poi fosse un ottimo giornalista questo è fuori di dubbio. Ma in questo ambito concordo con Enzo e Luca...anche lui un servo del palazzo.

Scritto da: Trinakriae | 22/02/2009 | 17:54

concordo con quinty

quella gazza era un'altra cosa.

Scritto da: rob | 22/02/2009 | 19:07

a parte i precedenti direttori per me la gazzettà è sempre stata di cannavò.
nei momenti felici la aspettavo arrivare all'una di notte, all'edicola di piazza colonna, per leggerla e goderla ancor prima che iniziasse la giornata, nei momenti tristi evitandola accuratamente anche solo la prima pagina.
Di quei tempi non ricordo articoli faziosi o chiaramente antisportivi, solo verso la fine della sua gestione si è cominciato a leggere cose che capivi non scritte da un osservatore obiettivo ma da giornalisti evidentemente di parte e senza neanche nasconderlo, poi le rubriche strafottenti di gnocchi sempre e solo contro l'inter, il gossip, la visione sempre più marketing dello sport e sempre meno etica e giornalistica.
Insomma oramai sono anni che non la compro più ma d'altronde ciò fa scopa con il fatto che non guardo più una trasmissione sportiva, che non guardo quasi più i telegiornali italiani, che non leggo più i quotidiani, ecc. ecc. l'unica cosa che mi aggiorna sul mondo esterno al mio è il web e per fortuna qualcuno che sa ancora scrivere e soprattuto ha il coraggio di farlo senza compromessi, cercando cercando, ancora si trova...
Cannavò muore oggi ma il giornalismo italiano è già in coma da almeno 15/20 anni.

Scritto da: oldman | 22/02/2009 | 19:08

(24 aprile 2007) Gazzetta dello Sport

NEL SORRISO DI GIACINTO


Nel giorno atteso per diciotto anni, sospirato, agognato dalla gente dell' Inter, dai martiri e dai bauscia, dai nerazzurri di cuore, di maglia e di mutande; nel pomeriggio in cui l' estate irrompe sulle dolcezze della primavera, ho rivisto Giacinto a Siena: al suo posto, seduto accanto a Massimo e Bedy, fratellini di Inter. Non era, come si potrebbe pensare, su una tribuna di nuvole. Era là, dove è nato e cresciuto, dove ha sofferto e gioito, dove è diventato leggenda. E non poteva essere la banalità di una morte a scalzarlo. Caro Giacinto, tu lo sai: io sono calcisticamente ateo o, se vuoi, poligamo, ma domenica ti ho detto grazie per essere venuto a raccogliere una dedica unanime: questo scudetto ha tutti i padri che si merita, ma moralmente porta il tuo nome. Tu sei l' Inter come Boniperti sarà per sempre la Juve. Il campo, la scrivania, l' amore infinito, l' identificazione totale, Non esistono gelosie: Moratti ragiona come Gianni Agnelli. Uomini di sport. E allora, in una trasposizione romantica, mi piace fare la cronaca della tua puntuale e immancabile presenza nel giorno dello scudetto. Tu hai addosso la corazza inviolabile di una semplicità gentile. E te la porti appresso dovunque. Sotto di essa mascheravi domenica l' ansia dalla quale tutti erano travolti. Bisognava penetrare nei tuoi occhi per afferrarne l' intensità. Non una smorfia, né un capello fuori posto. Ma so quale tumulto ci fosse nel tuo cuore. Alla fine la gioia è stata immensa, tutti si sono scatenati, ma tu ci hai mostrato un sorriso che vale più di mille urla di delirio: e dentro quel sorriso ci si poteva tuffare, alla ricerca di quegli attimi di felicità che il calcio, questo rito sacro e pagano, sa dare. Ogni tanto ci si vergogna un po' al cospetto dei problemi veri e delle conquiste dell' esistenza, ma la gioia è un diritto: purché non le si diano significati che non ha. Nel tuo sorriso ho letto una cosa grande: il trionfo di quella pulizia morale, di quell' onestà di vita, di quel rispetto per gli altri che ti hanno insegnato in famiglia e all' oratorio. Per il calcio, credimi, è stato un momento di bellezza, dopo tante lordure. Caro Giacinto, dopo il trionfo tu sei andato a stringere la mano ai ragazzi, hai abbracciato Materazzi, da te sempre difeso, anche nei momenti critici, e il capitano Zanetti che segue le trame della tua fedeltà. Poi ti sei defilato, perché era giusto lasciare la scena agli altri, a Massimo che ha costruito un' Inter degna di suo padre, a Mancini che l' ha guidata, ai giocatori che nella loro contentezza consolidavano l' immagine suggestiva del gruppo. Tornato da Siena, hai raggiunto la tua casa di Cassano e ti sei messo davanti alla tv per rivedere le fasi di un sogno finalmente raggiunto. Ora che sei tornato nella tua nuvola, caro Giacinto, ti confesso che ho potuto scrivere questa cronaca non solo perché ti conosco bene, ma anche perché esaminando le tante immagini dei tuoi trionfi, nel fiore della bellezza atletica, da Vienna in poi, non trovo una sola tua faccia diversa da quel sorriso misurato, gentile e profondissimo nel quale la gente dell' Inter si è tuffata domenica per gustare attimi di beatitudine. Sei rimasto tale e quale: anche da nonno, anche sulle nuvole. Ciao. PRESENTE Facchetti, scomparso il 4 settembre 2006
Cannavo' Candido

Scritto da: Kalle | 22/02/2009 | 19:10

concordo con quinty

quella gazza era un'altra cosa.

Scritto da : rob | 22/02/2009 | 19:07
Un abbraccio anche da parte mia a Candido Cannavò,persona notevole,preparata e piacevole.

Scritto da: elisa | 22/02/2009 | 19:22

Cannavò era il giornalismo con la "G" maiuscola, avrà fatto i suoi errori come tutti, ma concordo con Settore: la Gazza era la bibbia per noi amanti di questo gioco e dello sport in generale.
ora è solo un in crocio tra novella2000 e chi.
onore al Candido nazionale, faremo in modo di farti scrivere un articolo il 27 maggio a roma come solo tu sapevi fare....
so che l'avresti voluto tanto quanto noi

Scritto da: Filo nerazzurro | 22/02/2009 | 19:58

Mi dispiace come tutte le volte che scompare un volto noto , peraltro , nella fattispecie trattavasi di persona dai modi garbati e mai volgare o agressiva.
Detto questo , quoto luca in merito alla vicenda Pantani , e la sua presa di posizione su calciopoli mi era sembrata troppo tiepida ed incline al compromesso che poi si e' concretizzato e che portera' in futuro alla probabile graduale riabilitazione dei noti personaggi implicati.

Scritto da: Gianfranco | 22/02/2009 | 21:25

un pò troppo "democristiano" per i miei gusti.
Ma di quelli che allora si criticavano e che annoiavano e che adesso, pensa un pò, si rimpiangono.

Non sarà mai per me un Beppe Viola, ma un uomo meritevole di rispetto sì.

Scritto da: grattapassere | 23/02/2009 | 18:01

argh

Scritto da: :OO | 24/02/2009 | 21:57

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