CAPELLI

IL FETICISTA DELLA RIGA

caparezza2tifbig.jpg

dall’intervista di Javier Zanetti a “Ok Salute”

LA MANIA – No, io proprio con le chiome selvagge di Camoranesi, la fascia intorno ai capelli di Ronaldinho o i cambi di look di Ronaldo non c’entro proprio nulla. Io ai miei capelli in ordine ci tengo. Anche in campo. Anche se gioco sotto a un temporale. Anche se corro in mezzo alle raffiche di vento. Tutti, persino i compagni di squadra e addirittura mia moglie, mi chiedono come faccio a finire la partita sempre pettinato. La verità è che curo molto la testa.

METODICO – Ogni mese una spuntatina dal mio barbiere di fiducia, a Como. Ogni mattina una lisciatina davanti allo specchio ma, giuro, solo con l’acqua. Non uso né gel, né creme, perché non sopporto di mettere nulla. Io sono uno preciso, in tutto, forse troppo, come dice mia moglie Paula. Sentirmi la zazzera a posto mi dà sicurezza. È una questione di immagine ma anche di carattere. È sempre stato così, anche quando ero piccolo. Intendiamoci: facevo tutte le cose che deve fare un ragazzino di 14 o 15 anni, ma con la mia acconciatura in ordine. Se avessi un ciuffo fuori posto non mi sentirei bene. Sì, confesso, è una mania. Una cosa che non sopporto, per esempio, è che qualcuno mi passi le dita tra i capelli. Non può farlo nemmeno mia moglie. Una volta un gruppo di tifosi, per festeggiarmi, mi abbracciò un po’ troppo calorosamente. Un paio di loro mi misero le mani sulla testa. O meglio, ci provarono: io dribblai subito l’assalto. Tempo fa, per un servizio fotografico, lo stylist si inventò un nuovo Javier, tutto spettinato, pieno di gel sulla testa. Durante gli scatti ero in grande imbarazzo, quasi fossi stato nudo. Quando poi mi sono rivisto non mi sono riconosciuto: quello non ero io. I miei capelli sono parte integrante della mia identità.

TERRORE – Se penso all’ipotesi di perderli… Incrocio le dita e mi auguro con tutto il cuore di no. Per fortuna, non ho calvi in famiglia, né mio padre né mio fratello. Così non credo che avrò mai bisogno di un trapianto (sarebbe una tragedia farmi mettere il bisturi del chirurgo addosso), ma neanche di tutti quei prodotti rinforzanti che si usano adesso. Se i compagni di squadra mi prendono in giro per la mia fissazione? Beh, negli spogliatoi non si risparmiano. Il più scatenato era Iván Zamorano, e pensare che è pure il padrino di battesimo di mia figlia. L’unico che mi capisce è Ricardo Quaresma, perché come me è sempre molto attento all’ordine dei suoi capelli. Mi sfottono, ma in 14 anni di Inter nessuno s’è inventato un soprannome per me. Solamente due persone al mondo hanno licenza di spettinarmi: mia figlia Sol, tre anni, e, quando sarà in grado di farlo, il mio piccolo Ignacio, cinque mesi. Posso fare uno strappo alla regola anche per i bambini della Fondazione Pupi, che io e mia moglie abbiamo fondato per assistere i bimbi poveri di Buenos Aires. Per il resto sono gentile ed educato, ma per favore non toccatemi i capelli.

zanetti-cambiasso.jpg
(“Javier, non piangere, abbiamo vinto lo scudetto”
“Argh, che disastro. Mi sto guardando nel monitor di Sky”)
CAPELLIultima modifica: 2009-01-29T18:07:41+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo